ROMA - La notizia è il ritorno alla vittoria di Piacenza: gli emiliani non vincevano tra le mura amiche dal lontano 26 dicembre 2014 e il ritorno al successo, dopo otto lunghi turni, il primo del 2015, permette a Zlatanov e compagni di tenere ancora socchiusa la porta dei playoff. A farne le spese la Top Volley Latina. Per la Copra una stagione balorda, con problemi societari mai risolti, gli addii a campionato in corso di Vermiglio, Le Roux e Page e l'esonero la settimana scorsa dell'allenatore Andrea Radici. Da mercoledì scorso la squadra è in mano a Marco Camperi che all'esordio centra subito un successo al tie break. Due punti, dei tre a disposizione, frutto di tanta fatica e con la paura costante di non farcela che scompare solo al termine dell'ultimo punto. Un successo che fa bene al morale in vista del finale di stagione (mancano quattro gare al termine della regular season). I playoff sono un miraggio per ora lontano sei punti (ottava piazza occupata da Molfetta) e il futuro del club è ancora denso di nubi. Insomma in campo si cerca di chiudere in bellezza, mentre dall'altra parte si cerca di non chiudere: l'obiettivo e acciuffare lo sponsor inseguito da tempo ed evitare la sparizione di un altro club patrimonio del volley nazionale (solo due stagioni fa finalista scudetto e vincitore della Coppa Italia).
Zlatanov Piacenza torna al successo. Playoff ancora possibili?
"Finché la matematica non ci condanna noi saremo in campo a lottare per compiere una vera impresa. Aver vinto dopo tanti mesi è un segnale positivo. Ripartiamo da qui e speriamo di poter coronare, ripeto, un'impresa sportiva".
Domenica prossima a Molfetta una sfida cruciale.
"Affrontiamo la squadra che ci precede in classifica di sei punti e occupa l'ultimi gradino valido per centrare i playoff, si tratta di una vera e propria finale. Ma direi che da adesso in avanti per Piacenza ci sono solo finali scudetto. Comunque la squadra ci crede".
Il nuovo allenatore Camperi ha fatto i complimenti al gruppo per l'impegno.
"La voglia c'è sempre stata, abbiamo lavorato con dedizione e massimo impegno. Purtroppo non girava bene".
Il cambio in panchina vi ha dato la scossa necessaria?
"Non lo so, penso che una settimana fa non eravamo dei brocchi e oggi non siamo dei fenomeni. Qualcosa a livello tecnico è cambiato".
Avete perso partite con squadre alla vostra portata.
"Sia contro le big, che con il resto del gruppo abbiamo espresso un livello di gioco al di sotto delle nostre possibilità. Sono convinto che potevamo fare molto di più".
I continui cambiamenti nell'organico non hanno agevolato il lavoro.
"Siamo sempre stato un gruppo in fase di preparazione. Di solito ad agosto durante il ritiro ci conosciamo e si forma la formazione che dovrà stare insieme. Per quanto riguarda Piacenza tra novembre e dicembre abbiamo assistito a una vera rivoluzione. Di conseguenza come se fossimo stati per tutto l'anno in fase di preparazione. Ogni volta dovevamo ricominciare daccapo, cambiare qualcosa ed eravamo costretti a rincorrere. Ripeto, veramente una stagione strana tutta in salita".
Troppe voci dall'esterno e futuro incerto alla base di questa stagione?
"Che cosa succederà lo sa solo la società, il nostro compito rimane quello di andare in campo. La difficile situazione ambientale non è mai stata usata come alibi. E' chiaro che cerchi di non pensarci, ma alla fine l'incertezza fa paura. Non puoi evitare di parlare di cose extrasportive, anche se fai di tutto per dare l'idea della normalità".
E all'orizzonte che futuro si intravede?
"Non sappiamo assolutamente nulla, la società aspetta l'ingresso di un nuovo sponsor per capire se la Copra può andare avanti. Noi continuiamo ad allenarci e scendere in campo. Questo è il nostro compito".
Per Zlatanov con i gradi di capitano difficoltà aumentate.
"Certo, esiste una gerarchia che ti porta, a volte, a dover intervenire. Prima di rivolgersi al direttore sportivo i compagni di squadra chiedono che cosa sta succedendo al capitano. Per me è stato arduo gestire i momenti complicati".
Se Piacenza chiude con la pallavolo sarà un altro segnale negativo.
"Dispiace tanto, sono in Emilia dal 2003 e ormai alla soglia dei quarant'anni (trentanove ad aprile, ndr) mi sarebbe piaciuto chiudere diversamente questa esperienza".
Zlatanov Piacenza torna al successo. Playoff ancora possibili?
"Finché la matematica non ci condanna noi saremo in campo a lottare per compiere una vera impresa. Aver vinto dopo tanti mesi è un segnale positivo. Ripartiamo da qui e speriamo di poter coronare, ripeto, un'impresa sportiva".
Domenica prossima a Molfetta una sfida cruciale.
"Affrontiamo la squadra che ci precede in classifica di sei punti e occupa l'ultimi gradino valido per centrare i playoff, si tratta di una vera e propria finale. Ma direi che da adesso in avanti per Piacenza ci sono solo finali scudetto. Comunque la squadra ci crede".
Il nuovo allenatore Camperi ha fatto i complimenti al gruppo per l'impegno.
"La voglia c'è sempre stata, abbiamo lavorato con dedizione e massimo impegno. Purtroppo non girava bene".
Il cambio in panchina vi ha dato la scossa necessaria?
"Non lo so, penso che una settimana fa non eravamo dei brocchi e oggi non siamo dei fenomeni. Qualcosa a livello tecnico è cambiato".
Avete perso partite con squadre alla vostra portata.
"Sia contro le big, che con il resto del gruppo abbiamo espresso un livello di gioco al di sotto delle nostre possibilità. Sono convinto che potevamo fare molto di più".
I continui cambiamenti nell'organico non hanno agevolato il lavoro.
"Siamo sempre stato un gruppo in fase di preparazione. Di solito ad agosto durante il ritiro ci conosciamo e si forma la formazione che dovrà stare insieme. Per quanto riguarda Piacenza tra novembre e dicembre abbiamo assistito a una vera rivoluzione. Di conseguenza come se fossimo stati per tutto l'anno in fase di preparazione. Ogni volta dovevamo ricominciare daccapo, cambiare qualcosa ed eravamo costretti a rincorrere. Ripeto, veramente una stagione strana tutta in salita".
Troppe voci dall'esterno e futuro incerto alla base di questa stagione?
"Che cosa succederà lo sa solo la società, il nostro compito rimane quello di andare in campo. La difficile situazione ambientale non è mai stata usata come alibi. E' chiaro che cerchi di non pensarci, ma alla fine l'incertezza fa paura. Non puoi evitare di parlare di cose extrasportive, anche se fai di tutto per dare l'idea della normalità".
E all'orizzonte che futuro si intravede?
"Non sappiamo assolutamente nulla, la società aspetta l'ingresso di un nuovo sponsor per capire se la Copra può andare avanti. Noi continuiamo ad allenarci e scendere in campo. Questo è il nostro compito".
Per Zlatanov con i gradi di capitano difficoltà aumentate.
"Certo, esiste una gerarchia che ti porta, a volte, a dover intervenire. Prima di rivolgersi al direttore sportivo i compagni di squadra chiedono che cosa sta succedendo al capitano. Per me è stato arduo gestire i momenti complicati".
Se Piacenza chiude con la pallavolo sarà un altro segnale negativo.
"Dispiace tanto, sono in Emilia dal 2003 e ormai alla soglia dei quarant'anni (trentanove ad aprile, ndr) mi sarebbe piaciuto chiudere diversamente questa esperienza".