ROMA - Una squadra italiana torna a giocare una finale europea. Martedì alle ore 20.30 Trento affronta in casa, nella gara di andata dell'ultimo atto della Cev cup, i russi della Dinamo Mosca, dove gioca l'azzurro Ivan Zaytsev. Dopo due anni di assenza di un club italiano dalla final four della Champions league e a tre anni di distanza dall'ultima finale giocata e persa da Cuneo, la Diatec Trentino, seppur nella competizione meno importante, riporta una squadra italiana in corsa nel vecchio continente. Le preoccupazioni dell'allenatore di Trento Radostin Stoytchev: "I russi sono una squadra fortissima che conosco molto bene hanno a disposizione una rosa ricca di alternative e quindi sono i favoriti. Per vincere contro la Dinamo non basterà riuscire a disinnescare una delle loro bocche da fuoco perché sono una formazione completa in tutti i reparti e che è forte non solo nella fase di break point ma anche in quella di cambiopalla". In compenso il buon umore della leadership in SuperLega fa morale: "Siamo pronti a lottare come sempre al massimo - garantisce il tecnico bulgaro - ma in questo caso dovremo giocare oltre le nostre possibilità per sperare di centrare un risultato positivo che di fatto per noi è già fondamentale. Spero che il pubblico capisca l'importanza dell'impegno e che quindi sia particolarmente numeroso e caldo, aiutandoci a trovare l'impresa. Dalla nostra, metteremo la massima concentrazione ed impegno".
Per la Trentino Volley martedì sarà la quarta finale europea della sua storia, dopo le tre giocate e vinte consecutivamente in Champions league fra il 2009 (3-1 a Praga su Salonicco), 2010 (3-0 a Lodz proprio sulla Dinamo Mosca) e 2011 (3-1 sul Kazan a Bolzano). Lasciando il discorso legato alla singola manifestazione, va sottolineato come quella che sta per iniziare sia la ventiquattresima finale di sempre per i dolomitici. Il bilancio nelle partite che assegnano un titolo vede la formazione gialloblù vittoriosa in quindici circostanze su ventitré: la particolarità sta nel fatto che Trento sino ad oggi ha vinto tutte le finali internazionali a cui ha preso parte. All'incredibile sette su sette, oltre alle Champions (2009, 2010 e 2011) vanno aggiunte anche quattro finali del Mondiale per club, tutte giocate a Doha. Il morale della truppa allenata da Radostin Stoytchev è alle stelle. Dopo aver conquistato il primo posto nella regular season della SuperLega e la qualificazione alla prossima Champions league, la Diatec sposta il proprio mirino alla conquista dell'Europa. La doppia sfida, che fra domani e sabato chiuderà la partecipazione gialloblù alla manifestazione europea, è carica di fascino ma anche di difficoltà, tenendo conto del valore degli avversari.
I dolomitici arrivano, però, all'appuntamento forti di un ruolino di marcia perfetto nel torneo: dieci vittorie in altrettante partite. Tra gli obiettivi c'è anche la volontà di conservare l'imbattibilità del PalaTrento che dura da un anno e diciannove partite consecutive. Unico neo della doppia sfoda finale la gara di ritorno in trasferta a Mosca fissata per sabato. I gialloblù si presentano al gran completo, ma come da regolamento non potranno utilizzare il neo acquisto Djiurc, utile di certo nella corsa scudetto. Nella rosa trentina sono solo tre i giocatori che hanno già giocato una finale di coppa europea: il capitano Emanuele Birarelli, Matey Kaziyski e Lukasz Zygadlo, tutti in campo in occasione della sfida con la Dinamo Mosca a Lodz nel 2010 che regalò a Trento la seconda Champions League. I russi si presentano alla finale con la voglia di cancellare qualche passo falso di troppo rimediato durante la stagione. La Dinamo Mosca insegue la vittoria per chiudere in attivo il bilancio di un anno sportivo che l'ha vista uscire prematuramente sia dalla corsa alla coppa di Russia che da quella al titolo nazionale. Proprio sabato scorso, infatti, la principale squadra della capitale russa, è stata eliminata dai neo campioni d'Europa dello Zenit Kazan nella semifinale dei playoff in appena tre gare. L'assalto al campionato, conquistato l'ultima volta nel 2008, è rimandato alla prossima stagione mentre resiste la possibilità di rinfoltire ulteriormente il proprio palmares con un altro titolo internazionale. In bacheca ci sono già una Coppa delle Coppe (conquistata nella stagione 1984/85) e la Coppa Cev 2012.
Nell'organico a disposizione dell'allenatore Jury Marichev, ricco di stelle e di alternative che ha di fatto permesso ai biancoblù di ottenere sempre il successo nei precedenti cinque doppi turni Cev cup, spicca la presenza di Ivan Zaytsev. Per l'ex giocatore della Lube un anno da dimenticare tra infortuni e recuperi mai completati. Il giocatore si è visto poco sotto rete, sostituito spesso da Kruglov. Per il resto nel gruppo ci sono il palleggiatore della nazionale russa Sergey Grankin, lo schiacciatore di posto quattro è l'ex Modena Berezhko, mentre al centro c'è spazio per l'esperto Shcherbinin e lo statunitense Holt (ex Verona e Piacenza). La Cev Cup viene assegnata in finale sulla distanza delle due partite, mantenendo invariato il regolamento dei precedenti cinque turni doppi turni ad eliminazione diretta: vince il trofeo la squadra che nell'arco delle due gare ottiene il maggior numero di punti, assegnati come in campionato tre per la vittoria per 3-0 o 3-1, due per il successo al tie break, uno per la sconfitta al tie break (golden set a 15 in caso di parità di punti).
Per la Trentino Volley martedì sarà la quarta finale europea della sua storia, dopo le tre giocate e vinte consecutivamente in Champions league fra il 2009 (3-1 a Praga su Salonicco), 2010 (3-0 a Lodz proprio sulla Dinamo Mosca) e 2011 (3-1 sul Kazan a Bolzano). Lasciando il discorso legato alla singola manifestazione, va sottolineato come quella che sta per iniziare sia la ventiquattresima finale di sempre per i dolomitici. Il bilancio nelle partite che assegnano un titolo vede la formazione gialloblù vittoriosa in quindici circostanze su ventitré: la particolarità sta nel fatto che Trento sino ad oggi ha vinto tutte le finali internazionali a cui ha preso parte. All'incredibile sette su sette, oltre alle Champions (2009, 2010 e 2011) vanno aggiunte anche quattro finali del Mondiale per club, tutte giocate a Doha. Il morale della truppa allenata da Radostin Stoytchev è alle stelle. Dopo aver conquistato il primo posto nella regular season della SuperLega e la qualificazione alla prossima Champions league, la Diatec sposta il proprio mirino alla conquista dell'Europa. La doppia sfida, che fra domani e sabato chiuderà la partecipazione gialloblù alla manifestazione europea, è carica di fascino ma anche di difficoltà, tenendo conto del valore degli avversari.
I dolomitici arrivano, però, all'appuntamento forti di un ruolino di marcia perfetto nel torneo: dieci vittorie in altrettante partite. Tra gli obiettivi c'è anche la volontà di conservare l'imbattibilità del PalaTrento che dura da un anno e diciannove partite consecutive. Unico neo della doppia sfoda finale la gara di ritorno in trasferta a Mosca fissata per sabato. I gialloblù si presentano al gran completo, ma come da regolamento non potranno utilizzare il neo acquisto Djiurc, utile di certo nella corsa scudetto. Nella rosa trentina sono solo tre i giocatori che hanno già giocato una finale di coppa europea: il capitano Emanuele Birarelli, Matey Kaziyski e Lukasz Zygadlo, tutti in campo in occasione della sfida con la Dinamo Mosca a Lodz nel 2010 che regalò a Trento la seconda Champions League. I russi si presentano alla finale con la voglia di cancellare qualche passo falso di troppo rimediato durante la stagione. La Dinamo Mosca insegue la vittoria per chiudere in attivo il bilancio di un anno sportivo che l'ha vista uscire prematuramente sia dalla corsa alla coppa di Russia che da quella al titolo nazionale. Proprio sabato scorso, infatti, la principale squadra della capitale russa, è stata eliminata dai neo campioni d'Europa dello Zenit Kazan nella semifinale dei playoff in appena tre gare. L'assalto al campionato, conquistato l'ultima volta nel 2008, è rimandato alla prossima stagione mentre resiste la possibilità di rinfoltire ulteriormente il proprio palmares con un altro titolo internazionale. In bacheca ci sono già una Coppa delle Coppe (conquistata nella stagione 1984/85) e la Coppa Cev 2012.
Nell'organico a disposizione dell'allenatore Jury Marichev, ricco di stelle e di alternative che ha di fatto permesso ai biancoblù di ottenere sempre il successo nei precedenti cinque doppi turni Cev cup, spicca la presenza di Ivan Zaytsev. Per l'ex giocatore della Lube un anno da dimenticare tra infortuni e recuperi mai completati. Il giocatore si è visto poco sotto rete, sostituito spesso da Kruglov. Per il resto nel gruppo ci sono il palleggiatore della nazionale russa Sergey Grankin, lo schiacciatore di posto quattro è l'ex Modena Berezhko, mentre al centro c'è spazio per l'esperto Shcherbinin e lo statunitense Holt (ex Verona e Piacenza). La Cev Cup viene assegnata in finale sulla distanza delle due partite, mantenendo invariato il regolamento dei precedenti cinque turni doppi turni ad eliminazione diretta: vince il trofeo la squadra che nell'arco delle due gare ottiene il maggior numero di punti, assegnati come in campionato tre per la vittoria per 3-0 o 3-1, due per il successo al tie break, uno per la sconfitta al tie break (golden set a 15 in caso di parità di punti).