ROMA - L'Italia di volley si qualifica ai Giochi olimpici di Rio 2016. La nazionale guidata dal ct Blengini entra nella capitale brasiliana dalla porta principale, vale a dire conquistando uno dei due posti messi in palio dalla Coppa del mondo. Nell'ultima fatica di un'estenuante World cup disputata in Giappone, gli azzurri giocano la migliore partita del torneo e ottengono la decima vittoria in undici partite: battono i campioni del mondo della Polonia 3-1 (26-24, 22-25, 25-22, 25-19). E così la Polonia alla prima sconfitta, dopo essere stata in testa alla classifica dall'inizio del torneo, si vede scavalcata proprio dall'Italia.
La nazionale di pallavolo può festeggiare la sua undicesima partecipazione consecutiva alle Olimpiadi (sempre ai Giochi dal 1976) al termine di una World cup giocata ad alti livelli con poche sbavature e con la consapevolezza di aver ritrovato un gruppo su cui poter contare anche in chiave Rio 2016. A cominciare dal timoniere Blengini (subentrato a Berruto a fine luglio), ct a tempo con il doppio incarico (è allenatore della Lube) che dovrà incontrare la Federazione per parlare del futuro, capace con poco più di un mese di lavoro alle spalle di cambiare la fisionomia del gruppo. E' tornato il sorriso e soprattutto è tornato a fare l'opposto Ivan Zaytsev (18 punti e un ace contro la Polonia), vera mossa vincente nel cammino della nazionale. Nel suo ruolo lo zar ha spesso trascinato l'Italia, senza tirarsi mai indietro. A incrementare la forza del sestetto titolare l'inserimento di Osmany Juantorena. L'italo-cubano si è subito integrato, è cresciuto a piccoli passi e nelle ultime uscite ha trovato i suoi colpi migliori. Al cospetto dei campioni del mondo ha fatto il fenomeno con 25 punti, tre muri e un ace dominando il primo e terzo set. A completare il terzetto offensivo la certezza e la qualità tecnica di Filippo Lanza (14 punti e due ace), determinante nello scacchiere azzurro. La ciliegina sulla torta di questo nuovo corso azzurro ha diciannove anni e gioca nel ruolo più delicato: il palleggiatore. Si tratta di Simone Giannelli che, dopo aver superato l'esame di maturità a luglio, ha preso per mano la nazionale italiana di pallavolo con la freschezza e la spensieratezza tipica dell'età. Quando c'è stato bisogno di rifiatare e schiarirsi le idee dalla panchina Blengini ha giocato la carta Sottile, sempre positivo (memorabili le sue battute).
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Se l'attacco ha avuto le sue frecce, la difesa non è stata da meno con la presenza in seconda linea di Colaci, uno dei migliori liberi della Coppa del mondo. Al centro si sono alternati i tre centrali della rosa con la presenza fissa di Matteo Piano, mentre Buti e Anzani a spartirsi i momenti di gloria con il capitano titolare e il giovane centrale di Verona pronto a subentrare. Importante la loro presenza contro Kurek e soci: nei dieci muri totali di squadra spiccano i tre block vincenti a testa di Buti e Piano. Una macchina perfetta che non ha mai scricchiolato, nemmeno quando è arrivata l'unico ko contro gli Stati Uniti. Le cose più belle, però, questa squadra le ha fatte vedere negli ultimi tre giorni a Tokyo con altrettanti successi di fila e tutti pesanti: Russia (campione olimpica e d'Europa) al tappeto senza concedere set, Argentina battuta con tanta fatica al tie break e la perla finale contro la Polonia. A proposito di Polonia, la squadra allenata da Antiga si lecca le ferite. La partita decisiva è stata giocata sotto tono, nonostante la bellezza di dieci ace messi a segno di cui sei realizzati dal giovane Bieniek (12 punti). Per il resto a tenere sempre a galla gli iridati Kubiak (12 punti) e Kurek (21 punti). L'ex giocatore della Lube, escluso dal mondiale lo scorso anno, ha ritrovato il suo posto in nazionale a suon di belle partite.
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La gara tra Italia e Polonia è simile a una finale e sin dalle prime battute promette scintille. Primo set subito spettacolare e deciso ai vantaggi. L'Italia gioca bene in attacco con Zaytsev e Juantorena su tutti e con Lanza puntuale quando viene chiamato in causa. Gli azzurri sono in difficoltà in ricezione e subiscono le bordate al servizio di Bieniek. Ma ai campioni del mondo non basta, nel finale punto a punto l'Italia è più concreta e non spreca l'occasione per andare in vantaggio. Nel secondo set, sulle ali dell'entusiasmo gli azzurri provano a scappare, ma il gioco al centro della Polonia favorisce la rimonta avversaria. Allora anche l'Italia sfrutta i suoi centrali con i primi tempi e gli schiacciatori con la pipe (attacco centrale da seconda linea). Tra alti e bassi da una parte e dall'altra si arriva a un finale convulso: un punto contestato spiana la strada ai ragazzi allenati da Antiga. Invece l'alternanza del terzo set premia l'Italia che ha lo scatto vincente nella fase decisiva del parziale. Sotto rete le due formazioni si equivalgono. La Polonia parte meglio e poi rallenta. Allora l'Italia recupera e da metà del parziale diventa insuperabile. Nel quarto set sono sempre i ragazzi italiani a condurre e contare i punti che mancano per Rio 2016. Il conteggio si chiude con un errore avversario. L'impresa è compiuta, può cominciare la festa.
LA GIOIA DEGLI AZZURRI - "Ce l'abbiamo fatta. A questo gruppo dobbiamo fare i complimenti perché è un gruppo nuovo. Ci siamo riuniti il 3 di agosto con questo obiettivo della qualificazione e l'abbiamo raggiunta". Sono le parole di soddisfazione per aver ottenuto il pass olimpico per Rio dell'italo-cubano Osmany Juantorena dopo il successo dell'Italia per 3-1 in World League contro la Polonia."Voglio ringraziare a tutti, anche ai ragazzi che sono rimasti in Italia, soprattutto a Lele Birarelli, che non è con noi perché infortunato. Questa è una qualificazione di tutti e non solo di quelli che stanno qua", prosegue l'azzurro. Sottolinea invece la "vittoria di squadra" lo schiacciatore azzurro Filippo Lanza: "Voglio fare i complementi a tutti miei compagni. Ho provato una emozione unica. Dopo la partita con la Russia ho detto noi ci siamo, siamo vivi, l'Italia voleva dimostrare tanto e ci siamo riusciti. Ieri sera siamo andati a letto con l'idea di poter vincere ed oggi lo abbiamo fatto". Una gioia incontenibile che contagia anche Massimo Colaci: "E' la soddisfazione più grande della mia carriera -sottolinea il libero-. Centrare un risultato così importante con la maglia della nazionale ti da un gusto che non si può spiegare. Io ho avuto la fortuna di vincere tanto con il club, ma questo è il top. E' stata una partita difficilissima, ma credo che il risultato ce lo siamo meritato veramente". Tra i protagonisti del sestetto azzurro l'opposto Ivan Zaytsev, 18 punti e un ace contro la Polonia. "Sono felicissimo questa qualificazione vorrei dedicarla a tutti noi che ci siamo sacrificati per tutto il mese che ha preceduto la Coppa e poi qui in Giappone. A tutti i ragazzi, a tutto lo staff che ci ha sempre seguito. Siamo stati bravi sin dal primo giorno e ce la siamo meritata", conclude Zaytsev.
TORNEO AGLI USA, POLONIA AL PREOLIMPICO - L'Italia ha chiuso al secondo posto il torneo, vinto dagli Stati Uniti, unica squadra ad aver battuto gli azzurri. Gli uomini di Speraw hanno superato l'Argentina di Julio Velasco con il punteggio di 3-1 (25-20, 25-21, 17-25, 25-20) e centrano così il pass diretto per Rio 2016 insieme all'Italia. Grande prova negli americani per Maxwell Holt, che consegna così alla squadra la prima World Cup della propria storia. La Polonia campione del mondo in carica, terza con una sola sconfitta, dovrà invece disputare il torneo preolimpico.
La nazionale di pallavolo può festeggiare la sua undicesima partecipazione consecutiva alle Olimpiadi (sempre ai Giochi dal 1976) al termine di una World cup giocata ad alti livelli con poche sbavature e con la consapevolezza di aver ritrovato un gruppo su cui poter contare anche in chiave Rio 2016. A cominciare dal timoniere Blengini (subentrato a Berruto a fine luglio), ct a tempo con il doppio incarico (è allenatore della Lube) che dovrà incontrare la Federazione per parlare del futuro, capace con poco più di un mese di lavoro alle spalle di cambiare la fisionomia del gruppo. E' tornato il sorriso e soprattutto è tornato a fare l'opposto Ivan Zaytsev (18 punti e un ace contro la Polonia), vera mossa vincente nel cammino della nazionale. Nel suo ruolo lo zar ha spesso trascinato l'Italia, senza tirarsi mai indietro. A incrementare la forza del sestetto titolare l'inserimento di Osmany Juantorena. L'italo-cubano si è subito integrato, è cresciuto a piccoli passi e nelle ultime uscite ha trovato i suoi colpi migliori. Al cospetto dei campioni del mondo ha fatto il fenomeno con 25 punti, tre muri e un ace dominando il primo e terzo set. A completare il terzetto offensivo la certezza e la qualità tecnica di Filippo Lanza (14 punti e due ace), determinante nello scacchiere azzurro. La ciliegina sulla torta di questo nuovo corso azzurro ha diciannove anni e gioca nel ruolo più delicato: il palleggiatore. Si tratta di Simone Giannelli che, dopo aver superato l'esame di maturità a luglio, ha preso per mano la nazionale italiana di pallavolo con la freschezza e la spensieratezza tipica dell'età. Quando c'è stato bisogno di rifiatare e schiarirsi le idee dalla panchina Blengini ha giocato la carta Sottile, sempre positivo (memorabili le sue battute).
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Se l'attacco ha avuto le sue frecce, la difesa non è stata da meno con la presenza in seconda linea di Colaci, uno dei migliori liberi della Coppa del mondo. Al centro si sono alternati i tre centrali della rosa con la presenza fissa di Matteo Piano, mentre Buti e Anzani a spartirsi i momenti di gloria con il capitano titolare e il giovane centrale di Verona pronto a subentrare. Importante la loro presenza contro Kurek e soci: nei dieci muri totali di squadra spiccano i tre block vincenti a testa di Buti e Piano. Una macchina perfetta che non ha mai scricchiolato, nemmeno quando è arrivata l'unico ko contro gli Stati Uniti. Le cose più belle, però, questa squadra le ha fatte vedere negli ultimi tre giorni a Tokyo con altrettanti successi di fila e tutti pesanti: Russia (campione olimpica e d'Europa) al tappeto senza concedere set, Argentina battuta con tanta fatica al tie break e la perla finale contro la Polonia. A proposito di Polonia, la squadra allenata da Antiga si lecca le ferite. La partita decisiva è stata giocata sotto tono, nonostante la bellezza di dieci ace messi a segno di cui sei realizzati dal giovane Bieniek (12 punti). Per il resto a tenere sempre a galla gli iridati Kubiak (12 punti) e Kurek (21 punti). L'ex giocatore della Lube, escluso dal mondiale lo scorso anno, ha ritrovato il suo posto in nazionale a suon di belle partite.
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La gara tra Italia e Polonia è simile a una finale e sin dalle prime battute promette scintille. Primo set subito spettacolare e deciso ai vantaggi. L'Italia gioca bene in attacco con Zaytsev e Juantorena su tutti e con Lanza puntuale quando viene chiamato in causa. Gli azzurri sono in difficoltà in ricezione e subiscono le bordate al servizio di Bieniek. Ma ai campioni del mondo non basta, nel finale punto a punto l'Italia è più concreta e non spreca l'occasione per andare in vantaggio. Nel secondo set, sulle ali dell'entusiasmo gli azzurri provano a scappare, ma il gioco al centro della Polonia favorisce la rimonta avversaria. Allora anche l'Italia sfrutta i suoi centrali con i primi tempi e gli schiacciatori con la pipe (attacco centrale da seconda linea). Tra alti e bassi da una parte e dall'altra si arriva a un finale convulso: un punto contestato spiana la strada ai ragazzi allenati da Antiga. Invece l'alternanza del terzo set premia l'Italia che ha lo scatto vincente nella fase decisiva del parziale. Sotto rete le due formazioni si equivalgono. La Polonia parte meglio e poi rallenta. Allora l'Italia recupera e da metà del parziale diventa insuperabile. Nel quarto set sono sempre i ragazzi italiani a condurre e contare i punti che mancano per Rio 2016. Il conteggio si chiude con un errore avversario. L'impresa è compiuta, può cominciare la festa.
LA GIOIA DEGLI AZZURRI - "Ce l'abbiamo fatta. A questo gruppo dobbiamo fare i complimenti perché è un gruppo nuovo. Ci siamo riuniti il 3 di agosto con questo obiettivo della qualificazione e l'abbiamo raggiunta". Sono le parole di soddisfazione per aver ottenuto il pass olimpico per Rio dell'italo-cubano Osmany Juantorena dopo il successo dell'Italia per 3-1 in World League contro la Polonia."Voglio ringraziare a tutti, anche ai ragazzi che sono rimasti in Italia, soprattutto a Lele Birarelli, che non è con noi perché infortunato. Questa è una qualificazione di tutti e non solo di quelli che stanno qua", prosegue l'azzurro. Sottolinea invece la "vittoria di squadra" lo schiacciatore azzurro Filippo Lanza: "Voglio fare i complementi a tutti miei compagni. Ho provato una emozione unica. Dopo la partita con la Russia ho detto noi ci siamo, siamo vivi, l'Italia voleva dimostrare tanto e ci siamo riusciti. Ieri sera siamo andati a letto con l'idea di poter vincere ed oggi lo abbiamo fatto". Una gioia incontenibile che contagia anche Massimo Colaci: "E' la soddisfazione più grande della mia carriera -sottolinea il libero-. Centrare un risultato così importante con la maglia della nazionale ti da un gusto che non si può spiegare. Io ho avuto la fortuna di vincere tanto con il club, ma questo è il top. E' stata una partita difficilissima, ma credo che il risultato ce lo siamo meritato veramente". Tra i protagonisti del sestetto azzurro l'opposto Ivan Zaytsev, 18 punti e un ace contro la Polonia. "Sono felicissimo questa qualificazione vorrei dedicarla a tutti noi che ci siamo sacrificati per tutto il mese che ha preceduto la Coppa e poi qui in Giappone. A tutti i ragazzi, a tutto lo staff che ci ha sempre seguito. Siamo stati bravi sin dal primo giorno e ce la siamo meritata", conclude Zaytsev.
TORNEO AGLI USA, POLONIA AL PREOLIMPICO - L'Italia ha chiuso al secondo posto il torneo, vinto dagli Stati Uniti, unica squadra ad aver battuto gli azzurri. Gli uomini di Speraw hanno superato l'Argentina di Julio Velasco con il punteggio di 3-1 (25-20, 25-21, 17-25, 25-20) e centrano così il pass diretto per Rio 2016 insieme all'Italia. Grande prova negli americani per Maxwell Holt, che consegna così alla squadra la prima World Cup della propria storia. La Polonia campione del mondo in carica, terza con una sola sconfitta, dovrà invece disputare il torneo preolimpico.