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Volley, Giannelli: "La Slovenia è una realtà, ma crediamo nella finale"

Il giovane palleggiatore fa il punto della situazione alla vigilia della semifinale di Sofia contro i sorprendenti balcanici: "Dobbiamo arginare la loro battuta ed evitare di regalare facili rigiocate. Ma anche loro dovranno stare attenti all'Italia"

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ROMA - Tra l'Italia del volley e la finale del campionato Europeo (disputato in Italia e Bulgaria) c'è di mezzo la Slovenia: sabato alle ore 16.45 all'Armeec Arena di Sofia. Ai più sembra una semifinale (l'altra è Bulgaria-Francia) qualsiasi contro una formazione numero 39 al mondo che sale a sorpresa fino alle prime quattro d'Europa e con una popolazione media di appena due milioni di abitanti. Se non fosse che a guidare i validi ragazzi sloveni c'è un totem del volley azzurro: Andrea Giani (474 presenze con la maglia azzurra). Con la generazione dei fenomeni ha portato l'Italia in cima al mondo e oggi da ct vuole sbatterle in faccia le porte del Vecchio continente. Fino a un anno fa faceva parte della staff tecnico dell'ex ct Berruto, poi l'allontanamento e qualche malumore digerito grazie al lavoro quotidiano in serie A1 sulla panchina di Verona. Andrea Giani ha dato la sua impronta a una formazione che schiera molti atleti che conoscono bene i loro futuri avversari da Gasparini a Cebulj, da Urnaut a Sket, a Pajenk. Nessuno parla da favorito, in questo europeo chi parte con i favori del pronostico tocca ferro. Nei quarti sono state eliminate quattro formazioni da molti indicate tra le maggiori pretendenti al titolo.

La Russia campione uscente e medaglia d'oro agli ultimi Giochi olimpici per mano dell'Italia. La Bulgaria padrona di casa ha superato nettamente la Germania, bronzo mondiale lo scorso anno. E ancora la Francia (che ha battuto gli azzurri nella prima fase a Torino) ha escluso dalla corsa alle medaglie la Serbia campione 2011 e la citata Slovenia sulla Polonia campione del Mondo. Amuleti a parte, l'Italia di Blengini guarda avanti e pensa a un confronto tosto. In attacco si troveranno di fronte il secondo, Cebulj, contro il terzo, Zaytsev, della speciale classifica dei bomber. Il primo è il serbo Atanasijevic ormai fuori dai giochi. Ma attenzione alle percentuali dell'attacco azzurro: Zaytsev, Lanza e Juantorena si aggirano intorno al cinquanta per cento. Mentre Juantorena e Gasparini sono appaiati al terzo posto degli ace. Purtroppo Colaci e compagni sono indietro nella ricezione, sempre secondo le cifre, ma sfoderano al centro un Matteo Piano "re dei muri". A dare solidità e idee alla squadra ci pensa Simone Giannelli, terzo palleggiatore nella graduatoria, ma pronto a scommettere sul gruppo azzurro. A diciannove anni è salito in cattedra come un veterano, sbagliando poco e portando la spensieratezza dell'età. Un'estate cominciata con gli esami di maturità e passata per la qualificazione olimpica a Rio 2016 e alla semifinale europea. Se gli chiedete perché ha scelto di fare il palleggiatore non ha dubbi: "Per liberare fantasia e creatività, un ruolo completo e appagante". E in campo dimostra di farlo con naturalezza. Troppo giovane per aver visto all'opera Giani, però pronto ad affrontare le sue alchimie tattiche da ct avversario.

Giannelli come stai e come sta la squadra?
"Direi bene sia del punto di vista morale, perché siamo arrivati fino a qui, che anche dal punto di vista fisico. Mancano due partite alla fine e dobbiamo ancora toglierci altre soddisfazioni".
Come vincere l'Europeo?
"Cominciamo a battere la Slovenia e arrivare in finale, poi si vedrà. Noi ci crediamo".
La Slovenia è sicuramente la sorpresa del torneo.
"Forse prima era una sorpresa, ormai è una realtà con cui dobbiamo confrontarci. Se hanno battuto i campioni del mondo significa che sono forti e hanno  delle buone potenzialità. Sarà una partita tosta, conosciamo bene molti dei loro giocatori e faranno di tutto per fare bella figura contro di noi".
In panchina dall'altra parte c'è un certo Giani, icona della nazionale azzurra.
"Sicuramente sarà ancora più stimolante giocare contro di loro e vincere. Per me che sono giovane è un motivo in più per fare bella figura".
Che cosa temete di più degli avversari?
"Hanno dimostrato di essere un buon collettivo. Direi che dobbiamo arginare la loro battuta ed evitare di regalare facili rigiocate. Ma anche loro dovranno stare attenti all'Italia".
A diciannove anni sei uno dei leader di questa squadra. Che effetto fa?
"Per fortuna faccio parte di un gruppo dove siamo tutti leader. E non è un modo di dire, perché dallo staff tecnico a chi gioca meno fino a quelli che vanno in campo c'è un grande spirito di gruppo. Si nota anche sotto rete che siamo pronti ad aiutarci l'uno con l'altro".
Infatti la tua intesa con gli attaccanti è ormai perfetta.
"Non è mai facile trovare subito la giusta alzata per un attaccante. Capire come indirizzare la palla se più alta o più veloce. Invece è stato importante lavorare tanto insieme e sin dai primi giorni di ritiro a Cavalese i compagni mi hanno aiutato e grazie anche alla loro esperienza è stato più facile. Anzi, spesso sono bravi a rimediare ai miei errori. Questo significata far parte di un gruppo".
A livello personale è stata un'estate ricca di soddisfazioni.
"Sì, non potevo chiedere di più. Diciamo che anche dal punto di vista personale, così come per l'Italia, c'è stato un percorso di crescita: abbiamo cominciato con una World league così così, poi tutti i fatti che sono accaduti in seguito hanno stravolto la situazione. Sono ripartito bene e partita dopo partita ho notato dei miglioramenti. In questa formazione mi sento a mio agio".
Nell'altra semifinale chi vedi favorito?
"Difficile dirlo. Al momento la Francia è più forte, ma la Bulgaria gioca in casa ed ha il fattore ambientale dalla sua parte. Contro la Germania ai quarti la carica del pubblico è stata utile".
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