ROMA - Pallavolo, cultura e scuola trovano un unico comune denominatore nel nuovo incarico dell'ex commissario tecnico della nazionale azzurra di volley maschile Mauro Berruto. Il tecnico torinese diventerà ufficialmente il nuovo amministratore delegato di Holden Srl, una scuola con sede nel capoluogo piemontese che da più di vent'anni insegna a raccontare storie e forma professionisti che lavorano nel campo dello storytelling. In pratica gli allievi non studiano soltanto per diventare scrittori, ma anche registi, attori, copywriter, social media manager, fumettisti, reporter, autori televisivi o radiofonici. In poche parola, saranno dei narratori, e troveranno lavoro facendo mestieri che si affacciano alla ribalta solo oggi oppure esistono da poco tempo. A spiegare come lo sport può essere utile a un'attività didattica ricca di fantasia ci ha pensato lo scrittore, saggista socio e amministratore delegato uscente della scuola Alessandro Baricco che ha fatto capire subito i cambiamenti in arrivo nella struttura torinese in occasione dell'inaugurazione dell'anno: "Dalla Scuola non me ne andrò mai, ma sono stato al timone per troppi anni - ha annunciato l'autore di Oceano mare e del più recente La sposa giovane - Per quanto riguarda Berruto è uno sportivo e una persona abituata a gestire altre persone, a gestire successi e sconfitte, a motivare, a capire gli altri, a essere duttile rispetto ai cambiamenti, e a calcolare ogni cosa. Noi abbiamo avuto sempre un debole per questi tratti negli sportivi". Per Mauro Berruto, intanto, una nuova sfida, lontana dai clamori del campo e dei risultati sportivi, che lo vede già al lavoro con largo anticipo: negli ultimi mesi del 2015 si dedicherà a conoscere la Holden e tutte le sue innumerevoli sfaccettature, e ha già preannunciato di avere grandi idee in cantiere.
"È una bella sfida - premette l'allenatore di volley - Ed è una partita che mi porta su un terreno diverso dai campi sui quali competo di solito. Sono entusiasta perché mi piace l'idea di coniugare l'attenzione ai risultati, come nello sport, e le esigenze del mondo della cultura e dell'educazione". Allenatore, ma anche filosofo antropologo appassionato della lettura (legge al mattino e alla sera prima di andare a dormire) e autore di libri: "Il motivo per cui ho deciso di accettare questa sfida, infatti, è rappresentato da quei ragazzi che ogni giorno vengono a scuola e lavorano duro per diventare eccellenti. Ho avuto spesso a che fare con giovani talentuosi e ambiziosi, ma in un altro ambiente. Sono quindi molto curioso e felice di poter contribuire alla crescita di una scuola che forma narratori. Sono torinese e io stesso, in passato, ho sognato di vivere il clima della Holden. Del resto, questa vocazione al racconto si è tradotta nei miei romanzi e recentemente anche in uno spettacolo teatrale. Il mio compito sarà quello di rendere la squadra Holden ancora più unita e ancora più forte".
I grandi cambiamenti non sono certo una novità per la Holden: dal 2013 la scuola di Storytelling & Performing Arts si è trasferita nella nuova sede del capoluogo piemontese a Piazza Borgo Dora, un'ex fabbrica di bombe di più di quattromila metri quadrati e ha rivoluzionato completamente la sua didattica: se prima alla Holden studiavano sessanta studenti l'anno, ora ce ne sono 275, sia italiani che stranieri. Il percorso di studi è stato suddiviso in sei college: cinema, digital, reporting, serialità, televisioni e scrivere. Le "interferenze" del mondo del volley in altri settori non sono una novità. Quella più recente è il "trasloco" di un altro ct azzurro Gian Paolo Montali (due ori europei e in argento alle olimpiadi). Un passaggio al calcio (Juventus e Roma), come successe già a Velasco nella Lazio di Cragnotti e nell'Inter di Moratti, poi si è occupato di Gestione delle risorse umane, cultura sportiva, marketing strategico e leadership all'Università Bocconi e all'Università di Parma. Attualmente è advisor di Dhl international.
"È una bella sfida - premette l'allenatore di volley - Ed è una partita che mi porta su un terreno diverso dai campi sui quali competo di solito. Sono entusiasta perché mi piace l'idea di coniugare l'attenzione ai risultati, come nello sport, e le esigenze del mondo della cultura e dell'educazione". Allenatore, ma anche filosofo antropologo appassionato della lettura (legge al mattino e alla sera prima di andare a dormire) e autore di libri: "Il motivo per cui ho deciso di accettare questa sfida, infatti, è rappresentato da quei ragazzi che ogni giorno vengono a scuola e lavorano duro per diventare eccellenti. Ho avuto spesso a che fare con giovani talentuosi e ambiziosi, ma in un altro ambiente. Sono quindi molto curioso e felice di poter contribuire alla crescita di una scuola che forma narratori. Sono torinese e io stesso, in passato, ho sognato di vivere il clima della Holden. Del resto, questa vocazione al racconto si è tradotta nei miei romanzi e recentemente anche in uno spettacolo teatrale. Il mio compito sarà quello di rendere la squadra Holden ancora più unita e ancora più forte".
I grandi cambiamenti non sono certo una novità per la Holden: dal 2013 la scuola di Storytelling & Performing Arts si è trasferita nella nuova sede del capoluogo piemontese a Piazza Borgo Dora, un'ex fabbrica di bombe di più di quattromila metri quadrati e ha rivoluzionato completamente la sua didattica: se prima alla Holden studiavano sessanta studenti l'anno, ora ce ne sono 275, sia italiani che stranieri. Il percorso di studi è stato suddiviso in sei college: cinema, digital, reporting, serialità, televisioni e scrivere. Le "interferenze" del mondo del volley in altri settori non sono una novità. Quella più recente è il "trasloco" di un altro ct azzurro Gian Paolo Montali (due ori europei e in argento alle olimpiadi). Un passaggio al calcio (Juventus e Roma), come successe già a Velasco nella Lazio di Cragnotti e nell'Inter di Moratti, poi si è occupato di Gestione delle risorse umane, cultura sportiva, marketing strategico e leadership all'Università Bocconi e all'Università di Parma. Attualmente è advisor di Dhl international.