ROMA - L'Italia di volley femminile finisce ko contro la Russia all'esordio nel torneo continentale di qualificazione olimpica. Le campionesse d'Europa vincono 1-3 (16-25, 25-23, 19-25, 21-25) e, dopo il successo al tie break di lunedì contro la Polonia, salgono a due vittorie. Per l'Italia il cammino verso le semifinali passa dalle prossime due sfide: mercoledì alle ore 13 contro il Belgio e ultima del girone contro la Polonia in programma giovedì alle 18.30. Nella sconfitta contro la Russia, si è vista una squadra azzurra troppo fallosa, discontinua e con una ricezione non in grado di mettere la palleggiatrice Ferretti in condizione di fornire palloni puliti alle attaccanti. Nel complesso Kosheleva e compagne non fanno niente di trascendentale, ma hanno sempre il controllo della gara. In pratica non si capisce dove finiscono i meriti delle "giganti" dell'est europeo e dove cominciano i demeriti di una formazione azzurra poco concreta che punta più sulle individualità che sul gioco collettivo. Invece proprio il gruppo è sempre stato il punto di forza della nazionale targata Marco Bonitta. Per il ct ravennate un avvio difficile che può ancora trasformarsi in qualcosa di concreto vincendo le prossime sfide e centrando le semifinali.
Le cifre raccontano di un'Italia che tiene testa alla Russia, ma in partite del genere errori e palle non sfruttate a dovere aprono dei varchi. A muro e servizio si viaggia con sette block vincenti a testa e nove ace per squadra, ma l'Italia attacca con il 38 per cento di squadra e con quindici break point contro i ventisette della Russia. Nessuna delle bomber azzurre raggiunge la doppia cifra: la centrale Guiggi e la schiacciatrice Del Core chiudono con otto punti. Chirichella, nonostante abbia lasciato il campo per i fastidi alla caviglia infortunata, è la migliore a muro con tre block vincenti. Lucia Bosetti, Nadia Centoni e, quando chiamata in causa, Valentina Diouf non rispondono all'appello. Diversa la musica in casa russa Tatiana Kosheleva fa davvero la differenza. E' l'arma in più di una formazione che può schierare tante attaccanti. La giocatrice piazza 20 punti, tre muri, settantaquattro per cento in attacco e un ace. Poi quando si alza dalla panchina Natalia Gonchova, che sulla maglia gioca con il cognome da sposata Obmochaeva, spedisce a terra 18 palloni con il cinquanta per cento in fase offensiva il gioco è fatto.
Primo set senza storia: la Russia domina un brutta Italia soprattutto nella seconda parte. Questo in poche parole l'esito di un parziale con pochi sorrisi sul volto delle azzurre (bene solo prima della metà del set), le atlete italiane soffrono e non riescono a tirar fuori i colpi risolutori (purtroppo sarà così per buona parte del match). La Russia tira bene e a metà del set scappa via grazie a muro e servizio. Il ct Bonitta stravolge il sestetto ma il finale ormai è scontato. Russia avanti. Secondo set dai due volti che alla fine premia l'Italia. In avvio ancora poco gioco azzurro e per la Russia tutto è troppo facile. Quando ormai il cammino sembra segnato ecco la reazione di Del Core e compagne pronte e ritornare in gioco e non abbattersi per qualche errore di troppo. La reazione viene premiata con un finale punto a punto concluso a favore dell'Italia. Però "una rondine non fa primavera", come si dice in questi casi. E appena cominciato il terzo periodo le azzurre ripiombano nel "buco nero" in cui erano finite nel primo set. Dall'altra parte non c'è la grande Russia che ha vinto l'Europeo, però basta un'ordinata squadra per dominare. L'attacco italiano fatica tanto perché la ricezione consegna alle palleggiatrici palle difficili da addomesticare. Il finale è targato Russia. Nel quarto set il ct Bonitta sceglie la linea giovane con Orro, Egonu, Diuof e Danesi in campo. Insomma si va a caccia della potenza e della freschezza atletica delle più giovani. Nel complesso si vedono cose discrete, sempre troppo poco per arginare una Russia lanciata verso il secondo successo consecutivo nella manifestazione.
Le cifre raccontano di un'Italia che tiene testa alla Russia, ma in partite del genere errori e palle non sfruttate a dovere aprono dei varchi. A muro e servizio si viaggia con sette block vincenti a testa e nove ace per squadra, ma l'Italia attacca con il 38 per cento di squadra e con quindici break point contro i ventisette della Russia. Nessuna delle bomber azzurre raggiunge la doppia cifra: la centrale Guiggi e la schiacciatrice Del Core chiudono con otto punti. Chirichella, nonostante abbia lasciato il campo per i fastidi alla caviglia infortunata, è la migliore a muro con tre block vincenti. Lucia Bosetti, Nadia Centoni e, quando chiamata in causa, Valentina Diouf non rispondono all'appello. Diversa la musica in casa russa Tatiana Kosheleva fa davvero la differenza. E' l'arma in più di una formazione che può schierare tante attaccanti. La giocatrice piazza 20 punti, tre muri, settantaquattro per cento in attacco e un ace. Poi quando si alza dalla panchina Natalia Gonchova, che sulla maglia gioca con il cognome da sposata Obmochaeva, spedisce a terra 18 palloni con il cinquanta per cento in fase offensiva il gioco è fatto.
Primo set senza storia: la Russia domina un brutta Italia soprattutto nella seconda parte. Questo in poche parole l'esito di un parziale con pochi sorrisi sul volto delle azzurre (bene solo prima della metà del set), le atlete italiane soffrono e non riescono a tirar fuori i colpi risolutori (purtroppo sarà così per buona parte del match). La Russia tira bene e a metà del set scappa via grazie a muro e servizio. Il ct Bonitta stravolge il sestetto ma il finale ormai è scontato. Russia avanti. Secondo set dai due volti che alla fine premia l'Italia. In avvio ancora poco gioco azzurro e per la Russia tutto è troppo facile. Quando ormai il cammino sembra segnato ecco la reazione di Del Core e compagne pronte e ritornare in gioco e non abbattersi per qualche errore di troppo. La reazione viene premiata con un finale punto a punto concluso a favore dell'Italia. Però "una rondine non fa primavera", come si dice in questi casi. E appena cominciato il terzo periodo le azzurre ripiombano nel "buco nero" in cui erano finite nel primo set. Dall'altra parte non c'è la grande Russia che ha vinto l'Europeo, però basta un'ordinata squadra per dominare. L'attacco italiano fatica tanto perché la ricezione consegna alle palleggiatrici palle difficili da addomesticare. Il finale è targato Russia. Nel quarto set il ct Bonitta sceglie la linea giovane con Orro, Egonu, Diuof e Danesi in campo. Insomma si va a caccia della potenza e della freschezza atletica delle più giovani. Nel complesso si vedono cose discrete, sempre troppo poco per arginare una Russia lanciata verso il secondo successo consecutivo nella manifestazione.