ROMA - Dhl Modena-Diatec Trentino è la finale della Coppa Italia di volley edizione 2016. Domenica alle 17.30 al Forum di Assago si ripete la finale giocata un anno fa. Davanti a circa diecimila spettatori gli emiliani hanno eliminato la Sir Safety Conad Perugia con il punteggio di 3-1 (20-25, 25-16, 25-22, 25-22), invece nella sfida fra Lube e Trento ci vuole il tie break 2-3 (19-25, 25-17, 22-25, 27-25, 11-15) per consegnare ai campioni d'Italia il pass per l'ultimo atto della manifestazione. I marchigiani, attualmente secondi in classifica, sono ancora una volta estromessi dalla festa conclusiva. Nella prima semifinale Perugia parte bene, ma Modena cresce alla distanza e in rimonta con i suoi uomini migliori (Ngapeth e Lucas) cancella le velleità degli umbri. Mentre nell'alternanza di emozione della seconda sfida Trento dimostra ancora una volta di avere qualità e grinta per arrivare lontano. Soprattutto sotto la regia di Giannelli (unico palleggiatore italiano della final four) che nel finale mette il marchio di fabbrica sulla partita. In casa Lube poca continuità e troppi errori per sperare di poter strappare nel quinto set, iniziato bene e chiuso in piena confusione in campo e in panchina, la partita dalle mani dei dolomitici. In effetti i campioni d'Italia sono apparsi in serie difficoltà solo nel secondo set, per il resto hanno tenuto in mano le redini del gioco.
Nella gara di apertura i ragazzi allenati da Angelo Lorenzetti staccano il pass per la finalissima al termine di quattro magnifici set nei quali Perugia ha dato tutto per bissare la cavalcata di due anni fa a Bologna. Modena deve sudare: sotto di un set, ha ripreso in mano il match grazie ai 20 punti di Ngapeth e ai 18 di Lucas, con il brasiliano capace di realizzare un prezioso 68 per cento in attacco, mentre agli umbri non sono serviti i 20 palloni a terra di Atanasijevic. Una gara molto nervosa con un finale altrettanto sul filo delle parole dette e non dette. Dopo un primo set al buio, la Dhl accende la luce e comincia a sparacchiare i primi tempi di Lucas e a sbattere palloni per terra con lo schiacciatore francese che ha cominciato la due giorni milanese proprio con la stessa grinta messa in mostra nella final four di un anno fa vinta in finale contro Trento. Complimenti anche al gruppo allenato da Kovac che ha l'unica colpa, forse, di aver sprecato troppo (nel finale l'attacco si spegne) e vanifica quanto di buono fatto a muro e in difesa. La gara. Parte fortissimo Modena, ma Perugia si riporta subito sotto con Kaliberda e Atanasijevic e a metà del parziale regna la parità. La sfida è tirata e ne approfittano gli umbri che chiudono il parziale sotto la spinta di Fromm e di un buon 67 per cento in attacco contro il 35 per cento della Dhl. Anche il secondo set inizia nel segno dell'equilibrio, ma il muro di Modena si fa sentire. La capolista cresce: mura e difende bene e in campo macina grande volley. Capitan Bruno prende per mano la squadra e gli emiliani scavano un solco difficile da colmare anche perché coach Lorenzetti aggiusta la ricezione con l'ingresso sotto rete di Nikic per Petric . Il finale è ancora tutto di marca gialloblù. Nel terzo set si accende la luce a Ngapeth, mentre Vettori ottiene il primo break. Perugia rimane in partita grazie al suo potenziale offensivo capace di variare i colpi e dare fastidio a muro e difesa avversaria. E super Ngapeth a spedire Modena avanti nel punteggio. Sempre equilibrio nel quarto faccia a facci giocato sul filo dei nervi: prima è Modena a scappare via, poi ritorna in gara la Sir Safety. Ma nel finale lo schiacciatore francese è in serata di grazia e trascina Modena in finale.
Come previsto Lube-Trento colleziona una lunga serie di emozioni. Alla fine vince la squadra più costante e precisa e apre qualche crepa all'interno di Civitanova. Finora il club secondo in classifica aveva macinato una buona pallavolo sulla base di alcune certezze. Una su tutti legata al nome di Juantorena (10 punti), seguita dall'opposto Miljkovic, comunque autore di 24 punti, e di un gioco consolidato. Nelle ultime uscite era già stato evidente il calo degli schiacciatori e le difficoltà nel chiudere le partite. Stessa sorte nella semifinale di coppa Italia con Priddy fermo a 3 punti e Parodi a 6 punti. Per fortuna a tenere a galla la Lube in alcune fasi c'è stato il centrale Stankovic (18 punti, quattro ace e tre muri) e da quando è entrato una spinta è arrivata pure da Cester. Viceversa Trento sta vedendo crescere partita dopo partita i suoi punti di forza: Djuric 25 punti e Solè 15 punti, quattro muri e un ace, due autentici cardini. E con Giannelli che fa andare il motore a pieni giri tutto diventa più facile. L'inizio di match è molto equilibrato, con Van de Voorde che fa la voce grossa (muro e contrattacco), offrendo il primo vero spunto. Tocca a Juantorena invertire la tendenza, ma non basta. Trento si aggrappa a Lanza e dall'altra parte i punti break per i campioni d'Italia fioccano e Urnaut diventa protagonista. La Diatec sfrutta il massimo vantaggio e chiude approfittando anche di due errori consecutivi al servizio della Lube. Il secondo set è completamente opposto. Arriva la reazione di Civitanova sull'asse Christenson-Juantorena. Ora l'inerzia del match è cambiata perché Miljkovic ha il braccio caldo e Trento soffre in ricezione (6-12).
Poi Civitanova torna a picchiare con Stankovic e Juantorena e ottiene il pareggio. Chiuso il monologo della Lube, la Diatec Trentino risorge dalle proprie ceneri nel terzo set, sospinta da Djuric e in seguito dal muro Van de Voorde. In campo per i dolomitici c'è Antonov al posto di Urnaut. Dopo il time out tecnico, i tricolori con Giannelli trovano altri due break point. E' uno strappo importante, che Lanza e compagni dimostrano di poter gestire sino in fondo anche grazie al solito Djuric e un continuo Solé. Coach Blengini mischia le carte ricorre alla panchina ma serve a poco. Nel quarto parziale la Lube inizia con Priddy (con Parodi in panchina) in campo e, di conseguenza, il terzo italiano in campo è il centrale Cester (ottimo ingresso). Lo schiacciatore americano fatica e viene spesso fermato dal muro della Diatec. Proprio il muro (cinque muri punto) di Trento mette in difficoltà gli attaccanti marchigiani che perdono certezze. Poi la Lube rientra nel match con battuta e qualche buona scelta offensiva per arrivare a un finale punto a punto. Trento dimostra nervi saldi e soprattutto di avere sempre le redini del match in mano. Ma il punto a punto finale premia la Lube. Tante emozioni nel tie break. Se la Lube prova a fare la lepre, dall'altra parte il palleggiatore Giannelli fa la differenza: serve una serie di primi tempi che spianano la strada al successo di Trento. Confusione nel campo Lube che concede il match point a Trento per un cambio sbagliato che riguarda la quota stranieri in campo. I trentini ringraziano e volano in finale.
Nella gara di apertura i ragazzi allenati da Angelo Lorenzetti staccano il pass per la finalissima al termine di quattro magnifici set nei quali Perugia ha dato tutto per bissare la cavalcata di due anni fa a Bologna. Modena deve sudare: sotto di un set, ha ripreso in mano il match grazie ai 20 punti di Ngapeth e ai 18 di Lucas, con il brasiliano capace di realizzare un prezioso 68 per cento in attacco, mentre agli umbri non sono serviti i 20 palloni a terra di Atanasijevic. Una gara molto nervosa con un finale altrettanto sul filo delle parole dette e non dette. Dopo un primo set al buio, la Dhl accende la luce e comincia a sparacchiare i primi tempi di Lucas e a sbattere palloni per terra con lo schiacciatore francese che ha cominciato la due giorni milanese proprio con la stessa grinta messa in mostra nella final four di un anno fa vinta in finale contro Trento. Complimenti anche al gruppo allenato da Kovac che ha l'unica colpa, forse, di aver sprecato troppo (nel finale l'attacco si spegne) e vanifica quanto di buono fatto a muro e in difesa. La gara. Parte fortissimo Modena, ma Perugia si riporta subito sotto con Kaliberda e Atanasijevic e a metà del parziale regna la parità. La sfida è tirata e ne approfittano gli umbri che chiudono il parziale sotto la spinta di Fromm e di un buon 67 per cento in attacco contro il 35 per cento della Dhl. Anche il secondo set inizia nel segno dell'equilibrio, ma il muro di Modena si fa sentire. La capolista cresce: mura e difende bene e in campo macina grande volley. Capitan Bruno prende per mano la squadra e gli emiliani scavano un solco difficile da colmare anche perché coach Lorenzetti aggiusta la ricezione con l'ingresso sotto rete di Nikic per Petric . Il finale è ancora tutto di marca gialloblù. Nel terzo set si accende la luce a Ngapeth, mentre Vettori ottiene il primo break. Perugia rimane in partita grazie al suo potenziale offensivo capace di variare i colpi e dare fastidio a muro e difesa avversaria. E super Ngapeth a spedire Modena avanti nel punteggio. Sempre equilibrio nel quarto faccia a facci giocato sul filo dei nervi: prima è Modena a scappare via, poi ritorna in gara la Sir Safety. Ma nel finale lo schiacciatore francese è in serata di grazia e trascina Modena in finale.
Come previsto Lube-Trento colleziona una lunga serie di emozioni. Alla fine vince la squadra più costante e precisa e apre qualche crepa all'interno di Civitanova. Finora il club secondo in classifica aveva macinato una buona pallavolo sulla base di alcune certezze. Una su tutti legata al nome di Juantorena (10 punti), seguita dall'opposto Miljkovic, comunque autore di 24 punti, e di un gioco consolidato. Nelle ultime uscite era già stato evidente il calo degli schiacciatori e le difficoltà nel chiudere le partite. Stessa sorte nella semifinale di coppa Italia con Priddy fermo a 3 punti e Parodi a 6 punti. Per fortuna a tenere a galla la Lube in alcune fasi c'è stato il centrale Stankovic (18 punti, quattro ace e tre muri) e da quando è entrato una spinta è arrivata pure da Cester. Viceversa Trento sta vedendo crescere partita dopo partita i suoi punti di forza: Djuric 25 punti e Solè 15 punti, quattro muri e un ace, due autentici cardini. E con Giannelli che fa andare il motore a pieni giri tutto diventa più facile. L'inizio di match è molto equilibrato, con Van de Voorde che fa la voce grossa (muro e contrattacco), offrendo il primo vero spunto. Tocca a Juantorena invertire la tendenza, ma non basta. Trento si aggrappa a Lanza e dall'altra parte i punti break per i campioni d'Italia fioccano e Urnaut diventa protagonista. La Diatec sfrutta il massimo vantaggio e chiude approfittando anche di due errori consecutivi al servizio della Lube. Il secondo set è completamente opposto. Arriva la reazione di Civitanova sull'asse Christenson-Juantorena. Ora l'inerzia del match è cambiata perché Miljkovic ha il braccio caldo e Trento soffre in ricezione (6-12).
Poi Civitanova torna a picchiare con Stankovic e Juantorena e ottiene il pareggio. Chiuso il monologo della Lube, la Diatec Trentino risorge dalle proprie ceneri nel terzo set, sospinta da Djuric e in seguito dal muro Van de Voorde. In campo per i dolomitici c'è Antonov al posto di Urnaut. Dopo il time out tecnico, i tricolori con Giannelli trovano altri due break point. E' uno strappo importante, che Lanza e compagni dimostrano di poter gestire sino in fondo anche grazie al solito Djuric e un continuo Solé. Coach Blengini mischia le carte ricorre alla panchina ma serve a poco. Nel quarto parziale la Lube inizia con Priddy (con Parodi in panchina) in campo e, di conseguenza, il terzo italiano in campo è il centrale Cester (ottimo ingresso). Lo schiacciatore americano fatica e viene spesso fermato dal muro della Diatec. Proprio il muro (cinque muri punto) di Trento mette in difficoltà gli attaccanti marchigiani che perdono certezze. Poi la Lube rientra nel match con battuta e qualche buona scelta offensiva per arrivare a un finale punto a punto. Trento dimostra nervi saldi e soprattutto di avere sempre le redini del match in mano. Ma il punto a punto finale premia la Lube. Tante emozioni nel tie break. Se la Lube prova a fare la lepre, dall'altra parte il palleggiatore Giannelli fa la differenza: serve una serie di primi tempi che spianano la strada al successo di Trento. Confusione nel campo Lube che concede il match point a Trento per un cambio sbagliato che riguarda la quota stranieri in campo. I trentini ringraziano e volano in finale.