ROMA - La Lube Civitanova in fuga nella fase decisiva della regular season di volley. La capolista della SuperLega dimostra, nel successo ottenuto a Modena, di essere in un buon momento fisico e mentale e di poter conservare la leadership del campionato. Un cammino costellato da successi con diciassette gare vinte e due sole perse. E ancora solo diciannove set lasciati per strada e cinquantacinque messi nel proprio curriculum. Segno di grande continuità e di un gruppo che mescola giocatori di grande esperienza a qualche giovane già sulla buona strada. La squadra allenata da Blengini nella sfida al vertice in Emilia ha attaccato con il 64 per cento di squadra, migliore fase offensiva dell'intera giornata. Rimane alta anche la media stagionale quasi al 52 per cento. Al termine della stagione regolare mancano tre giornate, Molfetta in casa, a Monza e chiusura con Trento. In mezzo la Champions league con il ritorno dei playoff 12 sempre all'Eurosole forum contro i turchi dell'Arhas Izmir domati senza appello nell'andata. Un solo neo in una stagione, finora, abbastanza positiva. Aver fallito l'ingresso nella finale di coppa Italia (eliminata in semifinale da Trento), una ferita che la squadra è stata brava a rimarginare in fretta anche se intorno erano già iniziati i malumori.
Blengini, per la Lube è un momento buono.
“Direi di sì. Anche in relazione al successo ottenuto a Modena, possiamo dire che la squadra c'è. Dimostra una buona continuità di risultati e anche quando sono arrivare le sconfitte, seppur pesanti come nella semifinale di coppa Italia contro Trento, tutte ottenute al tie break. Unico ko prima del quinto set in una sfida ormai ininfluente in Champions. Mi ritengo soddisfatto per quanto abbiamo fatto vedere finora”.
Risultati a parte, dal punto di vista del gioco come va?
“Anche in questo caso bene. Però è chiaro che se insieme ai risultati riusciamo ad abbinare un processo di crescita nella qualità della nostra pallavolo siamo più tranquilli. La ricetta è semplice: manteniamo aspetto positivo della stagione e miglioriamo la qualità”.
Dopo il ko in coppa Italia, si aspettava questa reazione?
“Io sì, non avevo dubbi che la squadra avesse reagito. Ne abbiamo parlato dopo l'eliminazione in semifinale. La prima a essere delusa era la squadra. Giocatori del genere non ci stanno a perdere. Ma il nostro compito era continuare sulla strada intrapresa e perfezionare certi aspetti per rimanere sul binario che ci aveva permesso di arrivare fino a qui”.
Vale a dire?
“Sacrificio è stata questa la risposta a chi pensava che non ci saremmo rialzati in fretta. E' stato determinante rimanere compatti per raggiungere il vertice della SuperLega”.
Una formazione camaleontica, che può avere diverse soluzioni tattiche.
“Anche questo fa parte della crescita del gruppo. E' possibile utilizzare tutte le risorse a disposizione tenendo conto anche delle condizioni di forma e fisiche dei singoli. Nel corso della stagione abbiamo alternato schiacciatori, centrali e ogni tanto anche l'opposto con Fei pronto a dare respiro a Miljkovic. E sempre con risultati positivi”.
Ora il primo posto nella regular season dipende solo da Civitanova.
“Il successo a Modena ci consente di ripartire dalla testa della classifica. Con tre gare da disputare siamo noi padroni del nostro destino. All'ultima giornata giochiamo contro Trento, guai, però, a sottovalutare la gara di mercoledì contro Molfetta una squadra che ha fatto soffrire parecchie big. I pugliesi sono un avversario tosto e se non li affrontiamo con la giusta determinazione ci daranno filo da torcere”.
Oltre ai tre punti, da Modena sono arrivate altre risposte?
“Certo, saper resistere al ritorno degli emiliani. Dopo aver perso il terzo set e aver sprecato tanti match ball, ci poteva essere qualche ripercussione soprattutto a livello mentale. Il rischio era che l'amarezza prendesse il sopravvento. E invece i ragazzi hanno saputo gestire il momento difficile e vincere. Queste sono esperienze che ci serviranno per il finale di stagione”.
In Champions la gara di ritorno è in discesa grazie al successo esterno.
“Il merito di un ritorno agevole è nostro. Siamo stati bravi a portare a casa il punteggio pieno. Però non dobbiamo vanificare tutto. Ricordiamo sempre che di fronte c'è una formazione che schiera un palleggiatore di talento e il miglior giocatore dell'ultimo europeo oltre ad atleti esperti e di qualità. Partiamo con un buon vantaggio, non dobbiamo sprecarlo”.
Champions e campionato, la Lube può arrivare in fondo?
“La squadra è costruita per arrivare in finale in ogni competizione. Ci proveremo sempre, la rosa è competitiva. Siamo sulla strada giusta, basta limare qualche imperfezioni e restare una squadra compatta. Possiamo fare grandi cose”.
Blengini, per la Lube è un momento buono.
“Direi di sì. Anche in relazione al successo ottenuto a Modena, possiamo dire che la squadra c'è. Dimostra una buona continuità di risultati e anche quando sono arrivare le sconfitte, seppur pesanti come nella semifinale di coppa Italia contro Trento, tutte ottenute al tie break. Unico ko prima del quinto set in una sfida ormai ininfluente in Champions. Mi ritengo soddisfatto per quanto abbiamo fatto vedere finora”.
Risultati a parte, dal punto di vista del gioco come va?
“Anche in questo caso bene. Però è chiaro che se insieme ai risultati riusciamo ad abbinare un processo di crescita nella qualità della nostra pallavolo siamo più tranquilli. La ricetta è semplice: manteniamo aspetto positivo della stagione e miglioriamo la qualità”.
Dopo il ko in coppa Italia, si aspettava questa reazione?
“Io sì, non avevo dubbi che la squadra avesse reagito. Ne abbiamo parlato dopo l'eliminazione in semifinale. La prima a essere delusa era la squadra. Giocatori del genere non ci stanno a perdere. Ma il nostro compito era continuare sulla strada intrapresa e perfezionare certi aspetti per rimanere sul binario che ci aveva permesso di arrivare fino a qui”.
Vale a dire?
“Sacrificio è stata questa la risposta a chi pensava che non ci saremmo rialzati in fretta. E' stato determinante rimanere compatti per raggiungere il vertice della SuperLega”.
Una formazione camaleontica, che può avere diverse soluzioni tattiche.
“Anche questo fa parte della crescita del gruppo. E' possibile utilizzare tutte le risorse a disposizione tenendo conto anche delle condizioni di forma e fisiche dei singoli. Nel corso della stagione abbiamo alternato schiacciatori, centrali e ogni tanto anche l'opposto con Fei pronto a dare respiro a Miljkovic. E sempre con risultati positivi”.
Ora il primo posto nella regular season dipende solo da Civitanova.
“Il successo a Modena ci consente di ripartire dalla testa della classifica. Con tre gare da disputare siamo noi padroni del nostro destino. All'ultima giornata giochiamo contro Trento, guai, però, a sottovalutare la gara di mercoledì contro Molfetta una squadra che ha fatto soffrire parecchie big. I pugliesi sono un avversario tosto e se non li affrontiamo con la giusta determinazione ci daranno filo da torcere”.
Oltre ai tre punti, da Modena sono arrivate altre risposte?
“Certo, saper resistere al ritorno degli emiliani. Dopo aver perso il terzo set e aver sprecato tanti match ball, ci poteva essere qualche ripercussione soprattutto a livello mentale. Il rischio era che l'amarezza prendesse il sopravvento. E invece i ragazzi hanno saputo gestire il momento difficile e vincere. Queste sono esperienze che ci serviranno per il finale di stagione”.
In Champions la gara di ritorno è in discesa grazie al successo esterno.
“Il merito di un ritorno agevole è nostro. Siamo stati bravi a portare a casa il punteggio pieno. Però non dobbiamo vanificare tutto. Ricordiamo sempre che di fronte c'è una formazione che schiera un palleggiatore di talento e il miglior giocatore dell'ultimo europeo oltre ad atleti esperti e di qualità. Partiamo con un buon vantaggio, non dobbiamo sprecarlo”.
Champions e campionato, la Lube può arrivare in fondo?
“La squadra è costruita per arrivare in finale in ogni competizione. Ci proveremo sempre, la rosa è competitiva. Siamo sulla strada giusta, basta limare qualche imperfezioni e restare una squadra compatta. Possiamo fare grandi cose”.