Sport

Volley, Molfetta ci prende gusto. Di Pinto: ''Trento ci teme, proviamoci''

La formazione pugliese ha pareggiato i conti con la Diatec nei quarti play off. Serie sull'1-1 e passaggio del turno in bilico. Il tecnico: ''Per loro sarà una Pasqua di passione''

2 minuti di lettura
ROMA - Una notte da sogno per Molfetta e risveglio nella realtà: la serie dei quarti di finale dei playoff scudetto contro Trento è in parità. Una vittoria per parte con il fattore campo a farla da padrone. Si replica sabato al PalaTrento. La prestazione super di domenica scorsa della squadra allenata da Vincenzo Di Pinto, tornato in Puglia dopo la metà di febbraio al posto di Montagnani (a sua volta già subentrato a Gulinelli), ridà fiducia e morale pur sapendo che di fronte alla piccola provincia della Puglia c'è il gigante Trento, costruito per vincere e veleggiare pure in Europa. Se i campioni d'Italia hanno le loro ferite, Molfetta deve fare i conti con un reparto schiacciatori decimato dagli infortuni e a metà settimana è probabile l'arrivo di un rinforzo. Si chiama Armin Mustedanovic schiacciatore bosniaco di 194 centimetri di altezza e trent'anni da compiere a fine aprile. Per lui una stagione turbolenta con la società turca Sahinbey che chiude e la scelta di volare a Dubai all'Al Shabab. Manca solo l'ufficialità per la nuova esperienza in Italia.

Di Pinto, domenica Molfetta sembrava Trento...
"In effetti nella seconda gara dei playoff è andato tutto davvero bene. Abbiamo giocato una grande partita, merito di squadra e società. Un binomio che da queste parti funziona".
E adesso che succede?
"Intanto siamo sull'uno a uno e quindi, comunque vada la gara di sabato a Trento, riportiamo i campioni d'Italia a Molfetta. Sono convinto che per la Diatec sarà una Pasqua di passione. La serie si allunga e dobbiamo fare i conti con i problemi fisici dei ragazzi. Si parla tanto dei campioni fermi in casa Diatec, ma vista la panchina di grande qualità possono sostituire meglio di noi i giocatori assenti. Ormai siamo a fine stagione e i ragazzi vanno gestiti con oculatezza. Martedì alla ripresa degli allenamenti valuteremo la situazione e prepareremo il viaggio ai piedi delle Dolomiti".
Con le solite assenze?
"In questo momento Randazzo è out, sta per sottoporsi a un intervento chirurgico al ginocchio, mentre Del Vecchio è reduce da uno strappo al polpaccio. Ne approfittiamo per dedicare la bella prova di domenica contro Trento proprio ai due schiacciatori. Però la nostra caratteristica di avere quattro martelli interscambiabili, dove c'era tanta concorrenza, è venuta meno. In settimana aspettiamo un rinforzo".
Quando l'Exprivia gioca in casa si trasforma. Sei d'accordo?
"Giocare al PalaPoli ci mette addosso la giusta pressione e l'ambiente ci fa volare. Anche contro Trento è andata così. Invece fuori casa è importante avere la mentalità giusta, essere squadra e puntare su una maggiore continuità. Serve solidità che spesso alle prime difficoltà viene a mancare. Poi se giochiamo contro avversarie alla nostra portata è più facile riattaccarsi al match. Ma quando di fronte hai Trento la musica cambia".
In effetti in gara uno avete offerto una prova diversa.
"Direi che a Trento non tutto è stato un disastro. Battuta e ricezione sono state positive e l'idea tattica sviluppata meglio nella seconda sfida già si vedeva. Però siamo stati deficitari in attacco e muro, con il cambiopalla negativo. Tutti fondamentali che in gara due sono diventati positivi".
Ora Molfetta fa paura?
"Non lo so, però questa squadra mi sembra già temuta. Si è guadagnata sul campo una buona credibilità e affrontarla non è facile".
Dopo il terzo set vinto da Trento, avete reagito bene.
"Contro squadre del calibro della Diatec le partite finiscono solo quando hai acquisito il risultato. Finché non vedi cadere la palla decisiva per terra stai sempre in ansia, pur giocando bene. Trento ha una "cattiveria" sportiva nota in tutta Europa. E' capace di cambiare volto in fretta a una partita. Ancora di più questa caratteristica si acuisce quando si giocano i playoff. Per fortuna anche Molfetta ha avuto grande personalità".
E anche maturità.
"E' cambiato l'atteggiamento della squadra sotto rete, abbiamo gestito bene la partita. Il grande trascinatore è stato senza dubbio il palleggiatore Hierrezuelo che, oltre a una regia impeccabile, ha preso per mano la squadra diventando un esempio per gli altri. E' stato prezioso pure in altri fondamentali".
Da quando sei tornato come è stato il percorso?
"Buono, è arrivato l'obiettivo del sesto posto che era nei piani della società. Ho accettato con grande entusiasmo, il mio compito era quello di non fare danni e riuscire a realizzare i punti necessari per conservare un buon piazzamento. Raggiunto l'obiettivo, abbiamo lavorato per il futuro anche in chiave playoff".
I commenti dei lettori