Volley, Challenge cup: Verona fa festa al tie break, sua la finale di andata
di ROBERTO MARCELLETTI
La Calzedonia di Giani batte 3-2 i russi del Fakel Urengoy, domenica alle 15 il ritorno
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VERONA - Nella finale di andata della Challenge cup Verona ha la meglio al tie break 3-2 (25-18, 27-25, 18-25, 23-25, 15-13) sui russi del Fakel Urengoy. Domenica alle 15, a circa sessanta chilometri dal circolo polare artico, decisiva sfida di ritorno. Nella gelida trasferta la Calzedonia porta in dote un successo ottenuto a fatica e dopo aver subito la rimonta da parte degli avversari. In effetti la squadra allenata da Andrea Giani ha il merito di non aver mai abbassato la guardia, al contrario ha il demerito in casa davanti ai propri tifosi (oltre quattromila spettatori) di non aver saputo gestire due set di vantaggio e rischiare tanto. Comunque in Russia servirà vincere, con qualsiasi punteggio, per mettere in bacheca il primo trofeo europeo della storia scaligera alla prima apparizione oltre i confini nazionali.
Tra alti e bassi è la solita Verona, ormai abbonata ai tie break. Nei playoff contro Perugia nelle ultime due sfide è ricorsa al quinto set per allungare la serie fino alla cosiddetta "bella". Adesso, prima di pensare ai playoff scudetto, c'è da completare l'opera in Europa con un viaggio lungo che comincia addirittura giovedì mattina e accompagna la squadra italiana a temperature polari. Dentro l'impianto dei Novi Urengoy, però, ci sarà una temperatura alta e ogni scambio sarà determinante. Importante non cedere e restare sempre aggrappati all'avversario proprio come nel match di andata. Gara che ha visto Uros Kovacevic nei panni del trascinatore in campo e fuori. Sotto rete il serbo è stato capace di sbattere a terra la bellezza di 27 punti, top scorer della serata, 58 per cento in fase offensiva, tre muri e un ace, e sempre pronti a tenere il ritmo insieme ai tifosi sugli spalti. Lo schiacciatore mancino è stato coadiuvato dall'altro martello Sander autore di 18 punti e 53 per cento di realizzazione. Meno continuo e spesso in difficoltà l'opposto Starovic (12 punti, un ace e 38 per cento). Sontuosa la prova a muro della squadra allenata da Giani con 13 block vincenti contro i sei del team ospite. Migliore nel fondamentale Zingel con quattro stampatone sopra la rete. Dalla linea dei nove metri è sempre Verona a raccogliere qualcosa in più con sette ace contro quattro del Fakel. Protagonista della rimonta, poi non completata, da parte dei russi il giovane Kliuka che chiude con 19 punti. Fino a quando il giocatore non è venuto fuori alla grande il gioco offensivo del gruppo allenato da Chutchev non è decollato. Una risalita, comunque che è servita a evitare una sconfitta netta e lascia maggiori chance nella gara di ritorno. Bene pure Volkov con 16 punti. L'opposto Tiurin realizza 17 punti ma spesso si intestardisce e spreca palle preziose. Alla fine il suo apporto è, comunque, positivo.
Un attacco di Kovacevic
Primo set di marca Verona. La Calzedonia gioca veramente bene e sfrutta al meglio gli errori di un Fakel troppo brutto per essere vero. La battuta e il parco giocatori offensivo funziona e i veneti sono in vantaggio. Nel secondo parziale partono meglio i russi. Poi coach Giani ferma tutto e riordina le idee in casa Verona. Kovacevic e Starovic spingono forte e con qualche muro in più la situazione torna in equilibrio. Equilibrio che dura fino al termine del parziale chiuso ancora a favore dei gialloblù ai vantaggi. Cambia la musica nel quarto periodo. L'Urengoy cresce, batte bene e mette in difficoltà la ricezione della Calzedonia. L'attacco della squadra di casa si inceppa e sotto i colpi dell'opposto Tiurin le certezze di Verona si sbriciolano. Dalla metà del parziale in poi c'è solo il Fakel, per Sander e compagni è buio fitto. La gara è riaperta. Quarto set spettacolare è dai tanti volti. I russi iniziano alla grande e scavano un solco. Merito di Kliuka, a tratti incontenibile. Sembra finita e invece a metà parziale Verona alza la voce e macina grande pallavolo: sotto di cinque punti, passa addirittura a condurre. Ma non basta per portare a casa il parziale perché il finale punto a punto premia un Fakel più continuo. Doppio vantaggio sprecato e solito tie break. Quinto set con tanti errori da una parte e dall'altra, ad alta tensione e giocato punto a punto. Alla fine è Verona da avere la meglio grazie ancora a Uros Kovacevic e agli errori finali dei ragazzoni dell'est Europa.