Volley, Verona fa l'impresa in Russia, la Challenge Cup è sua
di ROBERTO MARCELLETTILa Calzedonia vince al tie break 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15) a Urengoy e regala un trofeo all'Italia che mancava da tre anni
ROMA - E' festa grande nella Verona del volley: la Calzedonia vince al tie break 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15) a Urengoy, nella parte fredda della Russia, e torna a casa con la Challenge cup. Alla prima partecipazione a una competizione europea la società scaligera mette in bacheca subito un trofeo che mancava dall'Italia dal 2013, quando Piacenza superò in finale il sestetto sempre russo ma degli Ural Ufa. Festa grande in Siberia, a sessanta chilometri dal circolo polare artico, e grande seguito nel capoluogo veneto: nel raduno davanti al maxischermo del PalaOlimpia c'erano oltre mille tifosi, sindaco e dirigenza al completo compresi. In nove edizioni (competizione nata nel 2007/2008) Verona è la quinta squadra italiana a vincere la Challenge. Un trofeo che arriva nel corso di una stagione non facile, costellata da sfortuna e infortuni che a un certo punto ha minato il terreno intorno al tecnico Andrea Giani. L'ex giocatore eclettico e un…
ROMA - E' festa grande nella Verona del volley: la Calzedonia vince al tie break 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15) a Urengoy, nella parte fredda della Russia, e torna a casa con la Challenge cup. Alla prima partecipazione a una competizione europea la società scaligera mette in bacheca subito un trofeo che mancava dall'Italia dal 2013, quando Piacenza superò in finale il sestetto sempre russo ma degli Ural Ufa. Festa grande in Siberia, a sessanta chilometri dal circolo polare artico, e grande seguito nel capoluogo veneto: nel raduno davanti al maxischermo del PalaOlimpia c'erano oltre mille tifosi, sindaco e dirigenza al completo compresi. In nove edizioni (competizione nata nel 2007/2008) Verona è la quinta squadra italiana a vincere la Challenge. Un trofeo che arriva nel corso di una stagione non facile, costellata da sfortuna e infortuni che a un certo punto ha minato il terreno intorno al tecnico Andrea Giani. L'ex giocatore eclettico e universale della pallavolo italiano ha saputo incassare i colpi e quando ha recuperato, strada facendo, i pezzi preziosi del suo puzzle saputo scacciare critiche e dubbi. In campionato, una volta sotto due a zero nella serie dei quarti di finale playoff scudetto, ha risalito la china fino al due pari e mercoledì alle ore 20.30 in casa, sulle ali dell'entusiasmo, si gioca la chance di una semifinale. Ma soprattutto ha centrato uno degli obiettivi della società: il club gialloblù dall'inizio stagione chiedeva il primo trofeo internazionale. E così è stato. Una finale combattuta vinta prima in casa al tie break e nella decisiva sfida di ritorno il capolavoro a Urengoy sempre al quinto set (ormai nelle ultime partite Verona arriva sempre a disputare un trie break). In Russia è stata una partita dalle emozioni altalenanti con le squadre che si susseguivano, anche i numeri raccontano la poca differenza fra i due team. Basti pensare che Verona attacca con il 56 per cento di precisione e il Fakel con il 55 per cento. A muro la prevalenza maggiore della Calzedonia con sedici block vincenti contro i dodici avversari.
Al servizio sei ace per Verona e quattro per i padroni di casa. Caoch Giani può essere soddisfatto della prestazione complessiva della squadra che sfodera cinque giocatori in cosiddetta doppia cifra (buona la prestazione in regia di Baranowicz) e lavora bene a muro per contenere le sfuriate della bocche da fuoco russe. In fase offensiva con 20 punti l'americano Sander è il leader con quattro muri e 55 per cento in attacco. Bene Kovacevic con 17 punti e Starovic con 16 punti. Al centro Zingel e Anzani fanno la differenza a muro con cinque stampate sopra la rete a testa. L'australiano, poi, confeziona una prestazione da vera finale europea con l'82 per cento in attacco e 14 punti complessivi. Anzani si ferma, si fa per dire, a quota 10 punti. Dalla parte opposta della rete a dividersi il compito di mettere paura a Verona il top scorer della serata Volkov con 21 punti, Tiurin 15 punti e Vlasov 12 punti. Tanti gli sforzi, però ha la meglio la prova collettiva di una Verona in crescita e con le sue certezze ritrovate. Buone notizie, queste, pure in vista di gara cinque dei quarti di finale playoff. Per Perugia la trasferta al PalaOlimpia, in periodo così positivi per gli avversari, si complica.
Inizio di primo set equilibrato con molti errori al servizio in casa Calzedonia. Sander, con un muro, mette a segno il primo break gialloblù. Poi Verona subisce subito un contro break. Il parziale continua a essere caratterizzato da continui capovolgimenti nel punteggio. Verona recupera due volte lo svantaggio e il muro diventa fondamentale è decisivo. Il doppio ace di Starovic spacca il periodo. La Calzedonia accelera e vince. Il Fakel allunga nel secondo set. I russi continuano imperterriti con un attacco che non conosce ostacoli. La Calzedonia fatica nel fondamentale e alla seconda sospensione tecnica c'è tanto da recuperare. La Calzedonia paga il 35 per cento in attacco, mentre l'Urengoy, oltre al 67 per cento nello stesso fondamentale. Il finale è scontato. Nel terzo set la gara torna equilibrata. Nel finale Zingel a muro e Starovic mettono giù due palloni importanti portando i gialloblù avanti di due. Sul turno al servizio di Sander arrivano altri due punti consecutivi di Zingel: Verona vola e chiude bene. Il muro del Fakel fa la differenza ad inizio del quarto parziale. Tre dei primi cinque punti della formazione russa sono conquistati con questo fondamentale. Il divario a favore dei padroni di casa rimane pressoché immutato per più di metà parziale. Il set viene messo in discussione solo per un breve periodo, poi il Fakel decolla. Il tie break è un monologo di Verona. Il muro di Zingel fa iniziare la festa gialloblù.
Fakel Novy Urengoy-Calzedonia Verona 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15)
Fakel Novy Urengoy: Vlasov 12, Likhosherstov 1, Kolodinskiy 5, Shipotko, Iakovlev 8, Tiurin 15, Shishkin (L), Volkov 21, Bezrukov, Tokhtash, Kliuka 17. Non entrati Bogdan. Allenatore Chutchev.
Calzedonia Verona: Zingel 14, Kovacevic 17, Pesaresi (L), Gitto 1, Lecat, Spirito, Baranowicz 3, Starovic 16, Bellei, Sander 20, Anzani 10. Non entrati Bucko. Allenatori Giani.
Arbitri: Bagde Ali-Isajlovic Sinisa.
Note - Spettatori 710, durata set: 23', 24', 24', 27', 12'; tot: 0'. Fakel Novy Urengoy: Battute errate 17, Ace 4. Calzedonia Verona: Battute errate 13, Ace 6.
Al servizio sei ace per Verona e quattro per i padroni di casa. Caoch Giani può essere soddisfatto della prestazione complessiva della squadra che sfodera cinque giocatori in cosiddetta doppia cifra (buona la prestazione in regia di Baranowicz) e lavora bene a muro per contenere le sfuriate della bocche da fuoco russe. In fase offensiva con 20 punti l'americano Sander è il leader con quattro muri e 55 per cento in attacco. Bene Kovacevic con 17 punti e Starovic con 16 punti. Al centro Zingel e Anzani fanno la differenza a muro con cinque stampate sopra la rete a testa. L'australiano, poi, confeziona una prestazione da vera finale europea con l'82 per cento in attacco e 14 punti complessivi. Anzani si ferma, si fa per dire, a quota 10 punti. Dalla parte opposta della rete a dividersi il compito di mettere paura a Verona il top scorer della serata Volkov con 21 punti, Tiurin 15 punti e Vlasov 12 punti. Tanti gli sforzi, però ha la meglio la prova collettiva di una Verona in crescita e con le sue certezze ritrovate. Buone notizie, queste, pure in vista di gara cinque dei quarti di finale playoff. Per Perugia la trasferta al PalaOlimpia, in periodo così positivi per gli avversari, si complica.
Inizio di primo set equilibrato con molti errori al servizio in casa Calzedonia. Sander, con un muro, mette a segno il primo break gialloblù. Poi Verona subisce subito un contro break. Il parziale continua a essere caratterizzato da continui capovolgimenti nel punteggio. Verona recupera due volte lo svantaggio e il muro diventa fondamentale è decisivo. Il doppio ace di Starovic spacca il periodo. La Calzedonia accelera e vince. Il Fakel allunga nel secondo set. I russi continuano imperterriti con un attacco che non conosce ostacoli. La Calzedonia fatica nel fondamentale e alla seconda sospensione tecnica c'è tanto da recuperare. La Calzedonia paga il 35 per cento in attacco, mentre l'Urengoy, oltre al 67 per cento nello stesso fondamentale. Il finale è scontato. Nel terzo set la gara torna equilibrata. Nel finale Zingel a muro e Starovic mettono giù due palloni importanti portando i gialloblù avanti di due. Sul turno al servizio di Sander arrivano altri due punti consecutivi di Zingel: Verona vola e chiude bene. Il muro del Fakel fa la differenza ad inizio del quarto parziale. Tre dei primi cinque punti della formazione russa sono conquistati con questo fondamentale. Il divario a favore dei padroni di casa rimane pressoché immutato per più di metà parziale. Il set viene messo in discussione solo per un breve periodo, poi il Fakel decolla. Il tie break è un monologo di Verona. Il muro di Zingel fa iniziare la festa gialloblù.
Fakel Novy Urengoy-Calzedonia Verona 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15)
Fakel Novy Urengoy: Vlasov 12, Likhosherstov 1, Kolodinskiy 5, Shipotko, Iakovlev 8, Tiurin 15, Shishkin (L), Volkov 21, Bezrukov, Tokhtash, Kliuka 17. Non entrati Bogdan. Allenatore Chutchev.
Calzedonia Verona: Zingel 14, Kovacevic 17, Pesaresi (L), Gitto 1, Lecat, Spirito, Baranowicz 3, Starovic 16, Bellei, Sander 20, Anzani 10. Non entrati Bucko. Allenatori Giani.
Arbitri: Bagde Ali-Isajlovic Sinisa.
Note - Spettatori 710, durata set: 23', 24', 24', 27', 12'; tot: 0'. Fakel Novy Urengoy: Battute errate 17, Ace 4. Calzedonia Verona: Battute errate 13, Ace 6.