ROMA - Poco tempo per festeggiare e subito al lavoro per gara cinque dei quarti di finale dei playoff scudetto. Questo il destino della Calzedonia Verona ancora a metà tra l'entusiasmo per la vittoria della Challenge cup ottenuta solo due giorni fa e la preparazione della "bella" contro Perugia, in programma mercoledì alle ore 20.30. Un'altra sfida intensa che potrebbe arricchire la stagione della giovane pattuglia allenata da Andrea Giani. Di fronte la Sir Safety per quella che, nell'anno sportivo in corso, è diventata una classica tra campionato, quarti di coppa Italia e la lunga serie dei quarti nei playoff. Attendersi sorprese è difficile, ormai le squadre si conoscono a memoria anche se da entrambe le parti si studiano novità tattiche e tecniche dell'ultima ora. Bisognerà, inoltre, vedere se la carica per il trofeo conquistato darà una mano a Verona o sarà la stanchezza a prevalere. E viceversa se l'attesa avrà arrugginito il motore del gruppo allenato da Boban Kovac oppure ridato energie. In casa gialloblù c'è aria di festa e l'ottimismo si sente. Simone Anzani, uno dei protagonisti della sfida vincente in Russia contro L'Urengoy, ventiquattrenne centrale di grande sostanza alla terza stagione nella città di Giulietta e Romeo, è ormai un punto fermo del progetto di volley partito da qualche anno nella città scaligera.
Anzani, due giorni fa la coppa europea, mercoledì la bella dei playoff...
"Per noi giocatori è tutto normale, sono questi i ritmi a cui siamo abituati. Poi quando si vince va tutto bene. E' normale che un po' di stanchezza comincia ad affiorare, ma siamo anche consapevoli di quello che abbiamo fatto e sappiamo quello che vogliamo ancora fare per andare avanti nei playoff. Insomma, non pensiamo alla stanchezza".
C'è tanta soddisfazione.
"Come si dice in questi casi viaggiamo sulle ali dell'entusiasmo. Aver conquistato la prima coppa europea per Verona e anche per molti di noi, che ancora non avevano vinto niente, ci dà una grande carica e tanta motivazione. L'obiettivo è quello di non fermarci e raggiungere le semifinali scudetto. Ci siamo allenati per affrontare al meglio l'ennesima sfida contro Perugia. I festeggiamenti sono finti, si pensa alla prossima".
Con maggiori certezze?
"Per fortuna noi non avevamo mai smarrito le nostre certezze. Anche nei momenti di difficoltà quando tutto girava storto non ci siamo fatti influenzare dalle voci che ci davano per spacciati e, a piccoli passi, è arrivata la svolta. C'è voluto tanto lavoro e un gruppo che gira al massimo. Alla fine gli obiettivi sono stati centrati: quarto posto al termine della regular season che ci permette di giocare la bella davanti ai nostri sostenitori, rimonta nei playoff una volta finiti sotto per due a zero quando sembrava impossibile risalire e infine la ciliegina della Challenge cup. Le risposte sono arrivate dal campo".
Verona-Perugia si giocherà per l'ultima volta. Almeno per quest'anno.
"Tra campionato, coppa Italia e playoff scudetto ormai si affrontano due squadre che non hanno segreti, mi sembra che siamo già a quota nove incontri. Invece conterà molto l'approccio alla partita e le motivazioni. E per quando riguarda le motivazione da parte nostra sono altissime. Giocare in casa ci dà un grande vantaggio con il pubblico che sarà l'uomo in più sotto rete. La gente ama questa squadra e ci fa sentire un grande calore. Perugia è davvero una squadra forte e ben organizzata, ma, come dicevamo prima, la Calzedonia ha qualche certezza in più e con Perugia c'è voglia di dimostrare che non siamo sazi e il processo di crescita della squadra è solo all'inizio".
Secondo te il progetto partito qualche anno fa funziona?
"Direi proprio di sì. Basta guardare i passi in avanti fatti nel corso degli anni. Io sono qui da tre stagioni e c'è stata una progressione importante: siamo entrati tra le prime quattro squadre d'Italia. Un progetto che ha una base solida con giocatori che militano qui da tempo come Pesaresi e Zingel e con il determinante apporto di Giani. Anche gli obiettivi diventano ogni anno più ambiziosi e la squadra è stata sempre puntellata con aggiunte importanti. Direi che è stato fatto un grande percorso. Abbiamo voglia di emergere. La solidità ci arriva dalla garanzia di avere alle spalle uno sponsor importante come Calzedonia, un'azienda leader".
Il futuro di Anzani sarà ancora a Verona?
"Sì, ho un altro anno di contratto. E non vedo motivi per cui lasciare una città e una società con cui mi trovo benissimo. C'è un feeling che mi permette di lavorare tranquillo e migliorare tanto e il progetto è appena partito. Mi piacerebbe costruire qualcosa di importante a Verona e lasciare un segno positivo".
Alla nazionale ogni tanto ci pensi?
"Diciamo che ci penserò, se ci sarà una convocazione. Per adesso sono concentrato sulla stagione in corso, per l'azzurro c'è tempo siamo nell'anno olimpico. Per evitare di crollare psicologicamente è meglio fare a una cosa alla volta. Infatti penso che lo stress maggiore di un'atleta non sia quello fisico, perché allenato, ma mentale. Bisogna restare sempre concentrati, specialmente quando giochi su diversi fronti. Allora è necessario saper gestire bene i momenti".
Anzani, due giorni fa la coppa europea, mercoledì la bella dei playoff...
"Per noi giocatori è tutto normale, sono questi i ritmi a cui siamo abituati. Poi quando si vince va tutto bene. E' normale che un po' di stanchezza comincia ad affiorare, ma siamo anche consapevoli di quello che abbiamo fatto e sappiamo quello che vogliamo ancora fare per andare avanti nei playoff. Insomma, non pensiamo alla stanchezza".
C'è tanta soddisfazione.
"Come si dice in questi casi viaggiamo sulle ali dell'entusiasmo. Aver conquistato la prima coppa europea per Verona e anche per molti di noi, che ancora non avevano vinto niente, ci dà una grande carica e tanta motivazione. L'obiettivo è quello di non fermarci e raggiungere le semifinali scudetto. Ci siamo allenati per affrontare al meglio l'ennesima sfida contro Perugia. I festeggiamenti sono finti, si pensa alla prossima".
Con maggiori certezze?
"Per fortuna noi non avevamo mai smarrito le nostre certezze. Anche nei momenti di difficoltà quando tutto girava storto non ci siamo fatti influenzare dalle voci che ci davano per spacciati e, a piccoli passi, è arrivata la svolta. C'è voluto tanto lavoro e un gruppo che gira al massimo. Alla fine gli obiettivi sono stati centrati: quarto posto al termine della regular season che ci permette di giocare la bella davanti ai nostri sostenitori, rimonta nei playoff una volta finiti sotto per due a zero quando sembrava impossibile risalire e infine la ciliegina della Challenge cup. Le risposte sono arrivate dal campo".
Verona-Perugia si giocherà per l'ultima volta. Almeno per quest'anno.
"Tra campionato, coppa Italia e playoff scudetto ormai si affrontano due squadre che non hanno segreti, mi sembra che siamo già a quota nove incontri. Invece conterà molto l'approccio alla partita e le motivazioni. E per quando riguarda le motivazione da parte nostra sono altissime. Giocare in casa ci dà un grande vantaggio con il pubblico che sarà l'uomo in più sotto rete. La gente ama questa squadra e ci fa sentire un grande calore. Perugia è davvero una squadra forte e ben organizzata, ma, come dicevamo prima, la Calzedonia ha qualche certezza in più e con Perugia c'è voglia di dimostrare che non siamo sazi e il processo di crescita della squadra è solo all'inizio".
Secondo te il progetto partito qualche anno fa funziona?
"Direi proprio di sì. Basta guardare i passi in avanti fatti nel corso degli anni. Io sono qui da tre stagioni e c'è stata una progressione importante: siamo entrati tra le prime quattro squadre d'Italia. Un progetto che ha una base solida con giocatori che militano qui da tempo come Pesaresi e Zingel e con il determinante apporto di Giani. Anche gli obiettivi diventano ogni anno più ambiziosi e la squadra è stata sempre puntellata con aggiunte importanti. Direi che è stato fatto un grande percorso. Abbiamo voglia di emergere. La solidità ci arriva dalla garanzia di avere alle spalle uno sponsor importante come Calzedonia, un'azienda leader".
Il futuro di Anzani sarà ancora a Verona?
"Sì, ho un altro anno di contratto. E non vedo motivi per cui lasciare una città e una società con cui mi trovo benissimo. C'è un feeling che mi permette di lavorare tranquillo e migliorare tanto e il progetto è appena partito. Mi piacerebbe costruire qualcosa di importante a Verona e lasciare un segno positivo".
Alla nazionale ogni tanto ci pensi?
"Diciamo che ci penserò, se ci sarà una convocazione. Per adesso sono concentrato sulla stagione in corso, per l'azzurro c'è tempo siamo nell'anno olimpico. Per evitare di crollare psicologicamente è meglio fare a una cosa alla volta. Infatti penso che lo stress maggiore di un'atleta non sia quello fisico, perché allenato, ma mentale. Bisogna restare sempre concentrati, specialmente quando giochi su diversi fronti. Allora è necessario saper gestire bene i momenti".