Volley, Barbolini e l'exploit Casalmaggiore: ''Costanza e serietà, così ci siamo presi la Champions''
di ROBERTO MARCELLETTI
L'ex ct azzurro alla guida del club che ha riportato in Italia il trofeo continentale: ''Una bella soddisfazione aver riportato il trofeo nel nostro paese. Ma è ancora più bello perché lo abbiamo fatto giocando bene e battendo in finale il Vakif che secondo tutti è una delle squadre più forti al mondo"
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ROMA - Il comune più piccolo ad aver vinto la Champions league di volley femminile: Casalmaggiore continua a mettere in bacheca trofei e record. Rispetto allo scudetto, c'è qualche protagonista diverso ma l'esito finale non cambia: da un anno a questa parte Pomì Casalmaggiore vince sempre. Uno dei maggiori artefici di questo successo si chiama Massimo Barbolini, grande esperienza internazionale tra panchina azzurra e panchine di club e nazionali. L'allenatore, alla terza coppa personale (i precedenti 1996, 2006), tornato la scorsa estate a guidare un club italiano dopo una parentesi turca (Galatasaray e nazionale turca), ha plasmato un gruppo ricco di talento e qualità con tanto lavoro in palestra. Il tecnico modenese ha alzato il terzo trofeo a distanza di dieci anni dall'ultimo, costruisce un piccolo capolavoro e regala al volley femminile un sussulto. Proprio nell'anno in cui la nazionale femminile andrà alla ricerca, a metà maggio, della qualificazione olimpica. Barbolini, è tornato ad allenare in Italia e si rivede la Champions League.
"Una bella soddisfazione aver riportato il trofeo nel nostro paese. Ma è ancora più bello perché lo abbiamo fatto giocando bene e battendo in finale il Vakif che secondo tutti è una delle squadre più forti al mondo. Le ragazze sono state favolose nell'interpretare la gara in maniera corretta e senza perdere mai la testa". Nella tua bacheca tre coppe in periodi diversi. Com'è cambiato il volley?
"Non è cambiato tanto. Anche nella pallavolo femminile si vede una fisicità maggiore rispetto a venti anni fa. Però alla fine vincono le squadre che giocano bene a pallavolo, che hanno capacità tecniche. Solo il fattore fisico non basta. Invece è aumentata la difficoltà di vincere il trofeo. In passato c'era una squadra russa e una italiana, ora è un torneo molto più competitivo con tre squadre russe, altrettante italiane, formazioni turche e dell'Azerbaijan attrezzate per stare al vertice. E' aumentata la qualità ed è molto più competitivo".
Volley, festa Casalmaggiore: il punto del trionfo europeo
Un successo importante che può far bene anche alla nazionale?
"Se un club vince una coppa così prestigiosa con diverse giocatrici italiane nella rosa è un vantaggio per tutto il movimento. Significa che stiamo lavorando bene. E quando allenavo la nazionale italiana faceva piacere perché in maglia azzurra avevi atlete con il morale alto". Come hanno accolto il trionfo a Casalmaggiore?
"Di notte in piazza c'erano almeno duemila persone ad aspettarci. E' stata una bella sorpresa, ma sapevamo che il pubblico è molto affezionato a questa squadra e la città vive il rapporto con il club in maniera viscerale. E' cosi da quando sono arrivato a inizio stagione". Nella final four si è vista una squadra sorridente e tranquilla.
"E' la tranquillità di chi si allena e lavora con costanza e serietà. Il segreto è che in palestra ci divertiamo, riusciamo a sorridere e fare la cose giuste con facilità. Abbiamo gestito bene i momenti di difficoltà perché le ragazze sanno che cosa fare, anche se qualcosa va storto come è normale che sia nello sport, il gruppo ne riesce a venire fuori. Basta guardare la differenza tra la semifinale e la finale: contro Kazan si è visto qualche errore di più. Nel match contro il VakifBank sapevamo che non potevamo permetterci troppe sbavature altrimenti ci avrebbero punito e ci sono stati meno errori. E la tranquillità ci ha permesso di vincere quasi tutti gli scambi lunghi, senza avere fretta di chiudere e con la forza tecnica e individuale di chi è conscio delle proprie capacità. Siamo sempre riusciti a fare scelte tattiche azzeccate".
Barbolini con la Champions Barbolini parla molto di gruppo...
"Sì, aver vinto la Champions è merito di tutti. Continuo a ripetere che abbiamo vinto insieme e fatto qualcosa di eccezionale tutti insieme. E' stato un percorso lungo e meraviglioso, a cominciare dalle fase a gironi e non mi sembra giusto lasciare da parte qualcuno. Da allenatore mi piace sottolineare tutta l'annata che queste giocatrici hanno fatto finora e dovranno continuare a fare. E' necessario l'apporto di tutte, la pallavolo è un vero sport di squadra". In effetti le feste sono già finite.
"Ma se conosco bene questa squadra martedì avranno già messo da parte un evento così importante per tuffarsi nella corsa scudetto. Sono convinto che torneremo a giocare con la stessa determinazione vista in Champions. Vogliamo fare qualcosa di ancora più eccezionale. L'abbinata scudetto e Champions league non si vede da diverso tempo, anzi mi sembra che sia riuscita davvero poco nella storia della pallavolo femminile proprio perché subentra un naturale senso di appagamento o rilassamento che dobbiamo combattere. Pomì Casalmaggiore ha le caratteristiche per tentare l'impresa". Che cosa dirà Barbolini martedì in palestra alla squadra?
"Niente di particolare, parlerò molto dei futuri impegni. Vorrei ricordare che Bergamo prossimo avversario nei playoff ci ha eliminato dalla coppa Italia. Basta questo per tenere alta l'asticella". E pensare al secondo scudetto consecutivo?
"I gruppi forti hanno sempre fame, come si dice in questi casi l'appetito vien mangiando. Ricordo quando ho vissuto l'esperienza al fianco di Velasco nella Panini, una squadra che nonostante vinceva ogni anno voleva farlo anche quello successivo. Straordinario. Alla fine le vittorie danno sicurezza. Il primo obiettivo di Casalmaggiore, però, è quello di tornare a essere umili".