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Volley, Superlega: Trento tenta la rimonta. Giannelli: "Più tosti e possiamo farcela"

Giovedì le semifinali, gara tre. Primo match ball per Perugia e Modena, ma Lube e i trentini tentano la rimonta. Simone Giannelli, palleggiatore dei campioni d'Italia, è fiducioso nella riscossa

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ROMA - Perugia e Modena per la finale, Civitanova e Trento per rientrare nella serie e tentare la grande rimonta. Questi i temi di gara tre delle semifinali scudetto della SuperLega di volley in programma giovedì alle ore 20.30. La Sir Safety andrà a giocarsi il primo match ball nelle Marche dopo aver rifilato due sonore batoste, soprattutto nell'ultimo confronto, alla capolista della regular season. Troverà una Lube nervosa che nei giorni scorsi ha esonerato anche lo storico direttore sportivo Stefano Recine. Viceversa Modena ha la possibilità del terzo confronto in casa e conta su un PalaPanini infuocato per stordire i campioni d'Italia in carica e freschi vice campioni d'Europa. Il gruppo allenato da Stoytchev deve mettere da parte la cavalcata nel vecchio continente e tuffarsi anima e corpo in una scalata che può apparire difficile. L'uomo immagine della nuova Trento è senza dubbio il palleggiatore Simone Giannelli. Età a parte (solo diciannove anni), ha la capacità di giocare le sfide più importanti come un veterano. Basta dare un'occhiata alla final four di Champions: il talento fatto in casa (nato a Bolzano) è stato il miglior palleggiatore della manifestazione. Arrivato alla pallavolo quasi per caso ("ci giocava mia sorella") è diventata la sua passione e in poco tempo ha fatto appassionare non solo i tifosi di Trento. Infatti dalla fine del campionato prenderà per mano la nazionale italiana ai Giochi di Rio che inizieranno il 5 agosto, proprio il giorno in cui compirà venti anni.

Giannelli, dall'Europa ritorna una Trento motivata.
"Direi di sì. Anche se rimane una grande delusione per come è andata la finale".
Comunque è arrivato un argento forse all'inizio dell'avventura inatteso.
"Certo è sempre meglio giocarsi una finale che non esserci proprio. Però per come si erano messe le cose durante la partita eravamo stati bravi a esprimerci ad alti livelli contro lo Zenit e siamo arrivati a una palla dal completare l'opera. Da un lato dispiace dall'altro siamo consapevoli di aver fatto tutto il possibile".
Adesso c'è da risalire la strada nella corsa playoff scudetto.
"Anche in questo sarà la solita Trento che farà tutto il possibile per rimontare lo svantaggio accumulato nelle prime due gare della serie mettendo in campo il cento per cento e anche qualcosa in più delle proprie risorse".
Non avete più bonus, da giovedì è vietato sbagliare.
"La strada è in salita, comunque visti i precedenti incontri non mi pare che abbiamo fatto cose del tutto negative. Non disperiamo, ce la siamo sempre giocata e per portare a casa il successo dobbiamo essere più agguerriti nei momenti decisivi dei set".
Finora Modena che cosa ha avuto in più?
"Sicuramente una grande capacità di essere più cinici nelle fasi cruciali dei parziali. Sono convinto che hanno lavorato molto per arrivare preparati fisicamente e mentalmente alle sfide punto a punto. Poi hanno giocato davvero bene in battuta e ricezione. Ricevendo bene servizi forti hanno annullato un nostro fondamentale importante. Per quanto riguarda le difese devo ammettere che entrambe le squadre stanno facendo vedere cose egregie con difese spettacolari".
Per limitare il gioco avversario che cosa serve?
"Basterebbe fermare Ngapeth e Lucas, sono stati devastanti. Non siamo riusciti a tenerli quasi mai e il nostro muro ha fatto fatica. Basti pensare che il centrale brasiliano ha realizzato diciannove attacchi su ventuno, una media impressionante. Penso che le nostre contromisure per limitare queste due bocche da fuoco siano determinanti. Le loro buone prestazioni trascinano il resto della squadra".
Invece come sta Trento?
"Gli acciacchi ci sono ma alla fine dovremo essere tutti sotto rete e difendere lo scudetto che abbiamo sulle maglie. La Diatec ha un potenziale offensivo importante da Kaziyski a Djuric e Urnaut, in panchina abbiamo Antonov, uno dei migliori in Champions pochi giorni fa. Insomma il livello è alto e in attacco, con tutti a disposizione, ho la possibilità di variare le scelte".
Il buon rapporto tra te e Stoytchev in campo è importante.
"C'è una grande stima. Spesso ci scambiamo opinioni, ci confrontiamo ma è chiaro che è sempre lui a decidere, ha carisma ed esperienza. Nel mio processo di maturazione è determinante".
La carriera sportiva ha avuto una svolta. Ha influito sulla vita privata?
"Dal punto di vista del tempo rispondo sì, mentre nei rapporti con le altre persone per fortuna tutto è rimasto come prima. Nei rari momenti di libertà vado a cinema oppure a mangiare fuori con gli amici. Ma devo ammettere che questi momenti liberi sono sempre meno".
Forse perché siamo nell'anno Olimpico. Pensi ai Giochi di Rio?
"E' il sogno di tutti partecipare alle Olimpiadi e quindi aspetto con ansia il momento delle convocazioni. Per andare in Brasile è necessario fare bene a Trento. Quindi per adesso penso allo scudetto, alla rimonta possibile".
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