ROMA - La pallavolo accoglie in SuperLega una nuova realtà. Si tratta della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, un piccolo centro di nemmeno trentamila anime in provincia di Frosinone che a piccoli passi è arrivato nell'Olimpo. Nei quartieri alti non è la sola formazione laziale, perché dovrà fare i conti con la veterana Latina in un derby regionale che già promette scintille. Ma ancora c'è tempo. Bisogna risvegliarsi dalle feste e dagli applausi di un risultato storico che arriva al termine della settima stagione di serie A2 e che chiude il cerchio di un'annata giocata sempre ai massimi livelli tra le rincorse continue in campionato con la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia (la finale di coppa Italia persa sul filo di lana al termine di un tie break da cardiopalma). Stesso discorso nei playoff risolti a gara cinque al termine di una grande rimonta dal 2-0 per i calabresi. E conclusi di fatto senza l'allenatore, Soli, volato in Giappone in qualità di vice di Bonitta con la nazionale femminile. Una volta risvegliata ci sarà da organizzare la massima serie e rispondere in maniera concreta alle richieste della SuperLega. Sora può contare sul patron Gino Giannetti, sponsor e manager, che insieme alla società ha pianificato la massima serie. Un punto di partenza che mette di buon umore e regala certezze. Le stesse certezze che arrivano dalle parole di Enrico Vicini, presidente del club e presente già nel lontano 1975 (come buona parte del gruppo) ma con altri funzioni.
Presidente Vicini, una bella soddisfazione.
"Un percorso lungo quarant'anni, cominciato come un gioco tra amici e finito tra i grandi del volley. Allora, parliamo del '75, quando abbiamo iniziato nell'ultima delle categorie io giocavo e insieme a me c'era l'attuale secondo allenatore Colucci e tanti altri che ora sono dirigenti. Per noi che ci siamo dal primo giorno questo traguardo vuol dire tanto, va oltre il fattore sportivo".
Quando vi siete resi conto che Sora poteva arrivare tra le big del volley?
"A piccoli passi e nel corso degli anni. In serie A2 c'è stato un periodo di assestamento, ma che ci ha visto partecipare sempre ai playoff promozione. Poi con l'arrivo di Soli in panchina, due anni fa, ci cominciavamo e credere con maggiore forza. Insomma era qualcosa in più di una semplice idea, stava diventando un progetto. Basti pensare che l'anno scorso siamo usciti a gara cinque della semifinale playoff".
Invece quest'anno avete avuto un discorso personale con Vibo.
"Nel complesso penso sia stato un anno strano che all'improvviso è diventato fantastico. Contro la Tonno Callipo abbiamo perso la finale di coppa Italia e in campionato ci siamo affrontati in gare sempre punto a punto. Nella regular season avevamo pure vinto in Calabria. Però alla fine della stagione regolare siamo finiti secondi, mentre all'andata eravamo in testa".
Anche la storia della finale è strana...
"E' strana perché siamo andati sotto e a quel punto ormai nessuno ci credeva. Questa partenza difficile, secondo me, era dovuta alla sosta tra semifinale e finale. Troppo lunga e ci ha penalizzati. Mentre ai nostri avversari è servita per recuperare fiato e riprendersi".
Perché non ci credevate più?
"Eravamo sotto, ci toccava andare a vincere di nuovo in casa loro e proprio in quel periodo il tecnico Soli ci ha dovuto lasciare perché impegnato con la nazionale di Bonitta. Penso che in pochi avrebbero scommesso su Sora in SuperLega. Tutti questi fattori, invece, si sono trasformati in favorevoli e hanno fatto scattare la scintilla e hanno creato un ambiente e una situazione fuori e dentro dal campo unica. A conti fatti devo ammettere che questa ultima promozione ce la siamo proprio meritati".
In SuperLega c'è da fare i conti con investimenti economici diversi.
"Non ci spaventa. La società ogni volta che è stata promossa in una serie superiore si è subito adeguata e noi sappiamo bene che bilancio serve per conservare la SuperLega. Avremo una struttura societaria, economica e finanziaria in grado di reggere il confronto. Nel corso degli anni abbiamo dimostrato che a Sora non manca certo l'organizzazione".
E magari anche ben figurare sotto rete.
"Certo. Inutile nascondersi la SuperLega è divisa in due tronconi. Le prime quattro o cinque sono al momento inarrivabili, fanno campionato a sé. Dalla sesta piazza in poi c'è un altro campionato nel quale troveremo pure Sora. Insieme alle altre ci giochiamo l'accesso ai playoff, sarebbe straordinario. L'obiettivo è semplice: lottare con le squadre che saranno alla nostra portata, le altre sono di un altro livello".
Per fortuna alle spalle avete uno sponsor storico.
"La Globo è più di uno sponsor. La svolta nella società è arrivata proprio col patron, Gino Giannetti e la sua azienda Globo spa, prima semplice sponsor e poi vero e proprio volano manageriale ed economico della società. C'è stata una scalata pianificata. Giannetti è un vero appassionato e una figura manageriale importante. Intanto siamo già in contatto con altre realtà per accrescere il numero di sponsor, come la banca popolare del Frusinate, già al nostro fianco l'anno scorso".
Da dove ripartire per costruire la squadra?
"Innanzitutto bisogna incontrare lo staff tecnico. Sono tutti in scadenza di contratto e dobbiamo capire che cosa succede. Stessa cosa per il direttore sportivo. Con ogni probabilità l'incontro con lo staff tecnico è previsto per la prossima settimana quando Soli rientrerà dal Giappone al termine del torneo di qualificazione olimpica".
Dal punto di vista tecnico qualche giocatore-leader potrebbe restare?
"Noi lo speriamo. Lei si riferisce a Mattia Rosso, un ragazzo eccezionale prima ancora di un giocatore di grande talento. Tra l'altro conosce già la massima serie. Ma queste scelte spettano allo staff tecnico. Di certo un giocatore con le caratteristiche di Rosso, il migliore nella serie A2, sarebbe un peccato perderlo".
La città è stata vicina alla pallavolo?
"Tanto, nell'ultima trasferta a Vibo Valentia in una sola giornata abbiamo riempito cinque pullman e nella gara casalinghe il sostegno è stato continuo. Anche in questo caso è stato fatto un lungo lavoro. Sora è un piccolo centro che vive di calcio, però a piccoli passi la pallavolo ha attirato anche i giovani. Per il saluto finale ai ragazzi nel post promozione il palazzetto era strapieno. Diciamo che è diventata una realtà anche per la gente. E poi il fatto di avere all'interno gente del luogo ha aiutato a calamitare l'attenzione. A tal punto che i tifosi nelle ultime uscite cantavano Colucci (secondo allenatore, ndr) sindaco".
Presidente Vicini, una bella soddisfazione.
"Un percorso lungo quarant'anni, cominciato come un gioco tra amici e finito tra i grandi del volley. Allora, parliamo del '75, quando abbiamo iniziato nell'ultima delle categorie io giocavo e insieme a me c'era l'attuale secondo allenatore Colucci e tanti altri che ora sono dirigenti. Per noi che ci siamo dal primo giorno questo traguardo vuol dire tanto, va oltre il fattore sportivo".
Quando vi siete resi conto che Sora poteva arrivare tra le big del volley?
"A piccoli passi e nel corso degli anni. In serie A2 c'è stato un periodo di assestamento, ma che ci ha visto partecipare sempre ai playoff promozione. Poi con l'arrivo di Soli in panchina, due anni fa, ci cominciavamo e credere con maggiore forza. Insomma era qualcosa in più di una semplice idea, stava diventando un progetto. Basti pensare che l'anno scorso siamo usciti a gara cinque della semifinale playoff".
Invece quest'anno avete avuto un discorso personale con Vibo.
"Nel complesso penso sia stato un anno strano che all'improvviso è diventato fantastico. Contro la Tonno Callipo abbiamo perso la finale di coppa Italia e in campionato ci siamo affrontati in gare sempre punto a punto. Nella regular season avevamo pure vinto in Calabria. Però alla fine della stagione regolare siamo finiti secondi, mentre all'andata eravamo in testa".
Anche la storia della finale è strana...
"E' strana perché siamo andati sotto e a quel punto ormai nessuno ci credeva. Questa partenza difficile, secondo me, era dovuta alla sosta tra semifinale e finale. Troppo lunga e ci ha penalizzati. Mentre ai nostri avversari è servita per recuperare fiato e riprendersi".
Perché non ci credevate più?
"Eravamo sotto, ci toccava andare a vincere di nuovo in casa loro e proprio in quel periodo il tecnico Soli ci ha dovuto lasciare perché impegnato con la nazionale di Bonitta. Penso che in pochi avrebbero scommesso su Sora in SuperLega. Tutti questi fattori, invece, si sono trasformati in favorevoli e hanno fatto scattare la scintilla e hanno creato un ambiente e una situazione fuori e dentro dal campo unica. A conti fatti devo ammettere che questa ultima promozione ce la siamo proprio meritati".
In SuperLega c'è da fare i conti con investimenti economici diversi.
"Non ci spaventa. La società ogni volta che è stata promossa in una serie superiore si è subito adeguata e noi sappiamo bene che bilancio serve per conservare la SuperLega. Avremo una struttura societaria, economica e finanziaria in grado di reggere il confronto. Nel corso degli anni abbiamo dimostrato che a Sora non manca certo l'organizzazione".
E magari anche ben figurare sotto rete.
"Certo. Inutile nascondersi la SuperLega è divisa in due tronconi. Le prime quattro o cinque sono al momento inarrivabili, fanno campionato a sé. Dalla sesta piazza in poi c'è un altro campionato nel quale troveremo pure Sora. Insieme alle altre ci giochiamo l'accesso ai playoff, sarebbe straordinario. L'obiettivo è semplice: lottare con le squadre che saranno alla nostra portata, le altre sono di un altro livello".
Per fortuna alle spalle avete uno sponsor storico.
"La Globo è più di uno sponsor. La svolta nella società è arrivata proprio col patron, Gino Giannetti e la sua azienda Globo spa, prima semplice sponsor e poi vero e proprio volano manageriale ed economico della società. C'è stata una scalata pianificata. Giannetti è un vero appassionato e una figura manageriale importante. Intanto siamo già in contatto con altre realtà per accrescere il numero di sponsor, come la banca popolare del Frusinate, già al nostro fianco l'anno scorso".
Da dove ripartire per costruire la squadra?
"Innanzitutto bisogna incontrare lo staff tecnico. Sono tutti in scadenza di contratto e dobbiamo capire che cosa succede. Stessa cosa per il direttore sportivo. Con ogni probabilità l'incontro con lo staff tecnico è previsto per la prossima settimana quando Soli rientrerà dal Giappone al termine del torneo di qualificazione olimpica".
Dal punto di vista tecnico qualche giocatore-leader potrebbe restare?
"Noi lo speriamo. Lei si riferisce a Mattia Rosso, un ragazzo eccezionale prima ancora di un giocatore di grande talento. Tra l'altro conosce già la massima serie. Ma queste scelte spettano allo staff tecnico. Di certo un giocatore con le caratteristiche di Rosso, il migliore nella serie A2, sarebbe un peccato perderlo".
La città è stata vicina alla pallavolo?
"Tanto, nell'ultima trasferta a Vibo Valentia in una sola giornata abbiamo riempito cinque pullman e nella gara casalinghe il sostegno è stato continuo. Anche in questo caso è stato fatto un lungo lavoro. Sora è un piccolo centro che vive di calcio, però a piccoli passi la pallavolo ha attirato anche i giovani. Per il saluto finale ai ragazzi nel post promozione il palazzetto era strapieno. Diciamo che è diventata una realtà anche per la gente. E poi il fatto di avere all'interno gente del luogo ha aiutato a calamitare l'attenzione. A tal punto che i tifosi nelle ultime uscite cantavano Colucci (secondo allenatore, ndr) sindaco".