ROMA - L’Italia di volley guarda al futuro. La squadra allenata dal ct Blengini prosegue la marcia di avvicinamento ai Giochi di Rio e spera di avere segnali concreti dal terzo e ultimo weekend di gare della World league in programma a Teheran, in Iran. La nazionale italiana venerdì alle ore 15.30 affronterà l’Argentina allenata dal mitico Julio Velasco, squadra in grande forma e che di recente ha fatto fuori Francia e Russia. Si tratta della prima, delle tre, gare che chiuderanno la fase intercontinentale. Di seguito sabato da affrontare i padroni di casa dell’Iran e domenica chiusura contro la Serbia (in testa a punteggio pieno e con l’obiettivo di vincere la manifestazione). Gli azzurri sono a caccia di vittorie importanti che garantirebbero l’accesso alla final six di Cracovia in programma dal 13 al 17 luglio. Per l’Italia ci sono impegni non semplici contro formazioni che non regaleranno nulla a Birarelli e compagni. La nazionale sbarca in Asia con due sconfitte alle spalle rimediate nell’ordine contro Francia e Stati Uniti, in pratica le uniche due formazioni con un organico di livello tecnico alto affrontate nell’inizio estate.
Ma il ct Blengini sa bene che la formazione è ancora un cantiere aperto con ampi margini di miglioramento, visti anche i cambiamenti tattici avviati all’inizio della stagione. “Sappiamo che ci aspettano tre partite difficili – spiega Blenigni - contro squadre con caratteristiche differenti tra loro, ma che rappresenteranno ostacoli non semplici da superare”. Il ct continua: “Siamo qui con due grandi obiettivi: il primo è quello di fare punti per centrare una final six che vogliamo fortemente. Il secondo, di più ampio respiro, è quello di migliorare le nostre prestazioni sviluppando delle trame di gioco sempre diverse sia in termini di fisicità che di tecnica. Questo secondo aspetto è molto importante perché è rivolto alla ricerca della migliore condizione in vista dei Giochi olimpici. Proprio per questi motivi le scelte che faccio in questo periodo non hanno la final six come unico obiettivo”. Tornando alla stretta attualità, Blengini parla delle avversarie dell’Italia: “L’Argentina è una squadra molto complicata, la gara vinta al tie-break durante la World cup ce lo ricorda. Sbaglia poco, gioca bene, difende parecchio, ha un livello di gioco fuori dal comune che tra l’altro migliora gara dopo gara e le due vittorie ottenute contro Francia e Russia nell’ultimo week end in Polonia ne sono la testimonianza più eloquente. L’Iran gioca in casa e noi tutti sappiamo che questo ambiente non è dei più semplici.
A questo va aggiunto che la squadra asiatica, tranne nella World cup, negli ultimi due anni ha fatto grandi cose. Ultima avversaria sarà la Serbia che è a punteggio pieno e non fa mistero di puntare alla vittoria finale. Sarà importante giocare bene”. Blengini ha un programma preciso e tanto lavoro ancora da fare con obiettivi già tracciati: “In questo momento sono focalizzato sull’assetto di squadra e sugli aspetti sui quali è necessario lavorare per fare il salto di qualità. Credo che la preparazione ottimale sia quella che prevede il massimo dello sforzo in ogni momento in cui si gioca; non lavoro mai pensando alla classifica, ma solo alla struttura di gioco; punti e vittorie sono la logica conseguenza. Dobbiamo migliorare sugli aspetti difensivi, sulla quella fase che ci porta a fare punti dopo aver ricostruito il gioco. Allo stesso tempo dobbiamo essere più incisivi al servizio e giocare con più serenità e lucidità nelle fasi clou.
I ragazzi devono imparare a gestire meglio lo stress del punto a punto. A volte le partite si vincono in quei momenti”. Il tecnico torinese ha scelto i quattordici atleti che scenderanno in campo: alzatori Giannelli e Sottile centrali Birarelli, Buti, Cester e Piano, attaccanti Antonov, Juantorena, Lanza, Sabbi, Vettori e Zaytsev, i liberi Colaci e Rossini. Una curiosità. La nazionale serba è arrivata giovedì mattina presto a Teheran. La formazione guidata in panchina dal ct Grbic è rimasta coinvolta nell'attentato dell'aeroporto di Istanbul di due giorni fa. La squadra che ha fatto scalo in Turchia (atterrata circa un’ora dopo le esplosioni), è stata bloccata per alcune ore sullo stesso velivolo sul quale aveva viaggiato una volta atterrata. A quel punto, trascorsa la notte in un hotel di Istanbul, ha potuto riprendere il viaggio verso la capitale iraniana.
Ma il ct Blengini sa bene che la formazione è ancora un cantiere aperto con ampi margini di miglioramento, visti anche i cambiamenti tattici avviati all’inizio della stagione. “Sappiamo che ci aspettano tre partite difficili – spiega Blenigni - contro squadre con caratteristiche differenti tra loro, ma che rappresenteranno ostacoli non semplici da superare”. Il ct continua: “Siamo qui con due grandi obiettivi: il primo è quello di fare punti per centrare una final six che vogliamo fortemente. Il secondo, di più ampio respiro, è quello di migliorare le nostre prestazioni sviluppando delle trame di gioco sempre diverse sia in termini di fisicità che di tecnica. Questo secondo aspetto è molto importante perché è rivolto alla ricerca della migliore condizione in vista dei Giochi olimpici. Proprio per questi motivi le scelte che faccio in questo periodo non hanno la final six come unico obiettivo”. Tornando alla stretta attualità, Blengini parla delle avversarie dell’Italia: “L’Argentina è una squadra molto complicata, la gara vinta al tie-break durante la World cup ce lo ricorda. Sbaglia poco, gioca bene, difende parecchio, ha un livello di gioco fuori dal comune che tra l’altro migliora gara dopo gara e le due vittorie ottenute contro Francia e Russia nell’ultimo week end in Polonia ne sono la testimonianza più eloquente. L’Iran gioca in casa e noi tutti sappiamo che questo ambiente non è dei più semplici.
A questo va aggiunto che la squadra asiatica, tranne nella World cup, negli ultimi due anni ha fatto grandi cose. Ultima avversaria sarà la Serbia che è a punteggio pieno e non fa mistero di puntare alla vittoria finale. Sarà importante giocare bene”. Blengini ha un programma preciso e tanto lavoro ancora da fare con obiettivi già tracciati: “In questo momento sono focalizzato sull’assetto di squadra e sugli aspetti sui quali è necessario lavorare per fare il salto di qualità. Credo che la preparazione ottimale sia quella che prevede il massimo dello sforzo in ogni momento in cui si gioca; non lavoro mai pensando alla classifica, ma solo alla struttura di gioco; punti e vittorie sono la logica conseguenza. Dobbiamo migliorare sugli aspetti difensivi, sulla quella fase che ci porta a fare punti dopo aver ricostruito il gioco. Allo stesso tempo dobbiamo essere più incisivi al servizio e giocare con più serenità e lucidità nelle fasi clou.
I ragazzi devono imparare a gestire meglio lo stress del punto a punto. A volte le partite si vincono in quei momenti”. Il tecnico torinese ha scelto i quattordici atleti che scenderanno in campo: alzatori Giannelli e Sottile centrali Birarelli, Buti, Cester e Piano, attaccanti Antonov, Juantorena, Lanza, Sabbi, Vettori e Zaytsev, i liberi Colaci e Rossini. Una curiosità. La nazionale serba è arrivata giovedì mattina presto a Teheran. La formazione guidata in panchina dal ct Grbic è rimasta coinvolta nell'attentato dell'aeroporto di Istanbul di due giorni fa. La squadra che ha fatto scalo in Turchia (atterrata circa un’ora dopo le esplosioni), è stata bloccata per alcune ore sullo stesso velivolo sul quale aveva viaggiato una volta atterrata. A quel punto, trascorsa la notte in un hotel di Istanbul, ha potuto riprendere il viaggio verso la capitale iraniana.