ROMA - Ivan Zaytsev, un predestinato della pallavolo. Figlio d'arte, papà Vieceslav giocava palleggiatore, è diventato ormai leader dell'Italia che si appresta all'avventura olimpica. Prima dei Giochi, però, rimane da sbrigare la pratica final six di World league a Cracovia da mercoledì prossimo all'esordio contro Brasile e giovedì seconda sfida agli Stati Uniti. Ironia della sorte gli stessi incontri del girone olimpico. Un bene o un male? Alla fine sarà solo un'occasione per testare le condizioni della squadra e decidere (anche se già sembra tutto chiaro a meno di stravolgimenti) i tagli in vista del viaggio a Rio. Intanto lo zar, come viene soprannominato, lavora molto, soprattutto per ritrovare continuità e automatismi nella nuova-vecchia veste di schiacciatore. Ebbene il ritorno al ruolo di schiacciatore-ricevitore, lasciando quello di opposto, darà la possibilità di vedere un'Italia con più frecce nel proprio arco. Quello che è conosciuto come il "trio delle meraviglie", composto dal neo acquisto di Perugia (dalla prossima stagione tornerà a giocare in Italia e nella società dove aveva iniziato), Juantorena e Vettori dovrebbe diventare il punto di partenza di una formazione azzurra a trazione anteriore (per usare un termine calcistico), ma intrigante e difficile da fermare. In caso contrario il ct Blengini ha pronte soluzioni alternative. Nessuno, comunque, vuole sentire parlare di variazioni sul tema.
Zaytsev, come procede la costruzione dell'Italia olimpica?
"Tutto procede bene, è già questo ci mette di buon umore. Ci stiamo allenando tanto, come è giusto che sia prima di un grande evento, e cerchiamo di limare pure i dettagli senza lasciare nulla al caso".
La final six di Cracovia sarà una sorta di prova generale prima dei Giochi.
"Ci troveremo di fronte tutte le squadre che possono ambire a una medaglia a Rio. Sarà una sorta di round preliminare. Queste partite avranno un doppio scopo. Per prima cosa ci permetteranno di capire come stiamo noi, visto che finora contro le cosiddette big abbiamo sempre perso. Il secondo obiettivo è capire come stanno le nostre avversarie, così avremo tutto il tempo per poterle studiare".
A proposito di Olimpiadi avete un girone davvero tosto.
"Sono convinto che durante le Olimpiadi la partita più importante sia il quarto di finale. La sfida che spalanca le porte verso le medaglie. E se il girone dall'altra parte del tabellone è considerato, almeno sulla carta, inferiore ci potrebbe toccare un quarto di finale con un avversario meno forte. Comunque sono tutti discorsi teorici, perché quando affronti la competizione più importante del quadriennio sportivo bisogna sempre essere all'altezza della situazione. Quindi la ricetta migliore è non guardare troppo avanti e sin dalle prima partite facciamoci trovare pronti. Prima o poi le avversarie ci toccano tutte".
A Cracovia e a Rio sempre Brasile e Stati Uniti...
"Sfide che si ripeteranno spesso e alla fine ci conosceremo meglio. Vediamo come andrà a finire. Penso sia positivo iniziare i Giochi con partite che tengono sotto pressione".
L'obiettivo azzurro alle Olimpiadi?
"Direi una medaglia e forse qualcosa in più. La squadra è completa, sappiamo che cosa possiamo fare e dare sotto rete. L'Italia è un gruppo competitivo. Sono fiducioso".
Schiacciatore, opposto, schiacciatore. Questo il tuo percorso. Come stai?
"Sono soddisfatto. Numeri alla mano, anche se i numeri non rappresentano tutto, in ricezione durante la World league sono andato davvero bene".
Siamo partiti dalla ricezione perché è un fondamentale determinante.
"Infatti, per me è importante mettere la palla sulla testa del palleggiatore. Negli ultimi anni non ho ricevuto, in compenso mi sto abituando presto. Discorso diverso sull'attacco. Sto lavorando con Giannelli (palleggiatore titolare della nazionale, ndr) per trovare i giusti accorgimenti e non vedo problemi di nessun genere".
Hai cambiato ruolo per far girare meglio la squadra. Senti la pressione addosso?
"Dal punto di vista psicologico non mi sposta più di tanto. In questi anni sono cresciuto pure mentalmente, sono abituato a prendermi delle responsabilità e quando serve caricarmi la squadra sulle spalle. Intorno a me sento fiducia e mi facilita il compito. E' importante avere una squadra con tante soluzioni per ogni eventualità".
Zaytsev, come procede la costruzione dell'Italia olimpica?
"Tutto procede bene, è già questo ci mette di buon umore. Ci stiamo allenando tanto, come è giusto che sia prima di un grande evento, e cerchiamo di limare pure i dettagli senza lasciare nulla al caso".
La final six di Cracovia sarà una sorta di prova generale prima dei Giochi.
"Ci troveremo di fronte tutte le squadre che possono ambire a una medaglia a Rio. Sarà una sorta di round preliminare. Queste partite avranno un doppio scopo. Per prima cosa ci permetteranno di capire come stiamo noi, visto che finora contro le cosiddette big abbiamo sempre perso. Il secondo obiettivo è capire come stanno le nostre avversarie, così avremo tutto il tempo per poterle studiare".
A proposito di Olimpiadi avete un girone davvero tosto.
"Sono convinto che durante le Olimpiadi la partita più importante sia il quarto di finale. La sfida che spalanca le porte verso le medaglie. E se il girone dall'altra parte del tabellone è considerato, almeno sulla carta, inferiore ci potrebbe toccare un quarto di finale con un avversario meno forte. Comunque sono tutti discorsi teorici, perché quando affronti la competizione più importante del quadriennio sportivo bisogna sempre essere all'altezza della situazione. Quindi la ricetta migliore è non guardare troppo avanti e sin dalle prima partite facciamoci trovare pronti. Prima o poi le avversarie ci toccano tutte".
A Cracovia e a Rio sempre Brasile e Stati Uniti...
"Sfide che si ripeteranno spesso e alla fine ci conosceremo meglio. Vediamo come andrà a finire. Penso sia positivo iniziare i Giochi con partite che tengono sotto pressione".
L'obiettivo azzurro alle Olimpiadi?
"Direi una medaglia e forse qualcosa in più. La squadra è completa, sappiamo che cosa possiamo fare e dare sotto rete. L'Italia è un gruppo competitivo. Sono fiducioso".
Schiacciatore, opposto, schiacciatore. Questo il tuo percorso. Come stai?
"Sono soddisfatto. Numeri alla mano, anche se i numeri non rappresentano tutto, in ricezione durante la World league sono andato davvero bene".
Siamo partiti dalla ricezione perché è un fondamentale determinante.
"Infatti, per me è importante mettere la palla sulla testa del palleggiatore. Negli ultimi anni non ho ricevuto, in compenso mi sto abituando presto. Discorso diverso sull'attacco. Sto lavorando con Giannelli (palleggiatore titolare della nazionale, ndr) per trovare i giusti accorgimenti e non vedo problemi di nessun genere".
Hai cambiato ruolo per far girare meglio la squadra. Senti la pressione addosso?
"Dal punto di vista psicologico non mi sposta più di tanto. In questi anni sono cresciuto pure mentalmente, sono abituato a prendermi delle responsabilità e quando serve caricarmi la squadra sulle spalle. Intorno a me sento fiducia e mi facilita il compito. E' importante avere una squadra con tante soluzioni per ogni eventualità".