Volley, mondiale club: Casalmaggiore in finale, Trento non ce la fa
di ROBERTO MARCELLETTILe ragazze della Pomì superano 3-1 le elvetiche dello Zurigo e affronteranno l'Eczacibasi Istanbul nel match che vale il titolo. La Diatec si ferma in semifinale contro Kazan
ROMA - Pomì Casalmaggiore raggiunge un altro storico traguardo: la finale del Mondiale per club di volley femminile. Nell'ultimo atto della rassegna iridata domenica alle ore 13 le campionesse d'Europa affronteranno le turche dell'Eczacibasi di Istanbul, squadra favorita dall'inizio del torneo. Le due formazioni si sono affrontate nel primo match della fase a girone e per Casalmaggiore è arrivato l'unico ko della manifestazione. Una debacle netta che faceva presagire il peggio. E, invece, da allora solo sorrisi per le ragazze allenate da Caprara. In semifinale bella affermazione per 3-1 (25-27, 25-23, 25-17, 25-23) contro le svizzere del Volero Zurigo. Con lo stesso punteggio è finita pure l'altra semifinale, vale a dire il derby turco tra Eczacibasi e VakifBank. Per la società lombarda prosegue il periodo d'oro, aperta la bacheca con scudetto e Champions League nel giro di un anno, ancora un'impresa si affaccia nella piccola…
ROMA - Pomì Casalmaggiore raggiunge un altro storico traguardo: la finale del Mondiale per club di volley femminile. Nell'ultimo atto della rassegna iridata domenica alle ore 13 le campionesse d'Europa affronteranno le turche dell'Eczacibasi di Istanbul, squadra favorita dall'inizio del torneo. Le due formazioni si sono affrontate nel primo match della fase a girone e per Casalmaggiore è arrivato l'unico ko della manifestazione. Una debacle netta che faceva presagire il peggio. E, invece, da allora solo sorrisi per le ragazze allenate da Caprara. In semifinale bella affermazione per 3-1 (25-27, 25-23, 25-17, 25-23) contro le svizzere del Volero Zurigo. Con lo stesso punteggio è finita pure l'altra semifinale, vale a dire il derby turco tra Eczacibasi e VakifBank. Per la società lombarda prosegue il periodo d'oro, aperta la bacheca con scudetto e Champions League nel giro di un anno, ancora un'impresa si affaccia nella piccola cittadina bresciana. Tra la storia e Casalmaggiore, in mezzo, è rimasto il club campione del mondo guidato dall'ex Massimo Barbolini: quest'ultimo pochi mesi fa festeggiava l'impresa europea della sua Pomì e oggi guida la multinazionale, quasi imbattibile, di Istanbul. Si tratta di un avversario dal budget e dai numeri di un altro livello con prime attrici del calibro di Tijana Boskovic, Tatiana Kosheleva, Thaisa, Jordan Larson, Maja Ognjenovic e Rachel Adams, ma Lucia Bosetti e compagne hanno l'opportunità di riscrivere una pagina importante del volley internazionale. Come hanno fatto nella semifinale limitando i danni contro le temute Mammadova e Rykhlink (alla vigilia date come forti attaccanti) e giocando di squadra nei momenti difficili. Uno di questi momenti tosti è arrivato alla fine del lungo primo set buttato via. In pochi avrebbero scommesso sulla rinascita mentale di Casalmaggiore, mentre con grinta e umiltà le ragazze del club italiano hanno costruito un piccolo capolavoro. Giocando bene a muro (dodici a nove per Casalmaggiore il tabellino finale) e al servizio confezionando sette ace. Alla festa di Casalmaggiore partecipano tutte le atlete a cominciare dalla top scorer del match Samanta Fabris con 23 punti e l'esperta e utile Lucia Bosetti, 16 punti e tre muri. Doppia cifra pure per Valentina Tirozzi a quota 12 punti e per la preziosa centrale Stevanovic (11 punti, cinque muri) capace di trasformare, nei momenti clou della sfida, ogni incertezza in punto. Una citazione merita l'ingresso in campo della giovane Anastasia Guerra che nel finale di secondo set dalla linea dei nove metri dà veramente fastidio alle avversarie. Dall'altra parte della rete c'è tanta delusione. Le svizzere non hanno avuto il consueto apporto in regia da Fabiola e la già citata Mammadova. Ha spinto tanto sull'acceleratore soprattutto la centrale Akinradewo (19 punti, tre muri) e a tratti Olesia Rykhlink che chiude la prestazione con 19 punti e quattro ace.
Il primo set è subito equilibrato, si gioca punto a punto con le due formazioni sotto rete che sentono l'importanza della posta in palio. Inevitabile il finale ai vantaggi: Lloyd e socie sprecano due set point e lasciano il parziale nelle mani di Akinradewo che spazza via ogni equilibrio e porta le svizzere avanti nel punteggio. Nemmeno il tempo per riprendersi, che Casalmaggiore deve contenere le sfuriate avversarie ed evitare di pensare a quanto successo poche azioni prima. Allora l'esperienza di Tirozzi è utile per un primo allungo in cui Pomì mette in chiaro che è ancora una squadra viva e mentalmente forte. A pareggiare i conti ci pensa la determinazione di Fabris. Si ricomincia sull'uno a uno. Terzo set altalenante con Casalmaggiore che saluta Zurigo, ma si lascia riprendere nella fase centrale del parziale. A questo punto dalla panchina si alza Anastasia Guerra. La giovane schiacciatrice fa la differenza in battuta e l'ago della bilancia si sposta dalla parte della campionesse d'Europa. Il due a uno è servito. Il quarto set nasconde parecchie insidie e nel finale le svizzere sentono odore di tie break. Zurigo spreca un doppio vantaggio nelle fasi conclusive con qualche disattenzione al palleggio di Fabiola, viceversa le ragazze in maglia rosa possono fare affidamento su Gibbemeyer per chiudere il confronto e continuare a sognare.
TRENTO NON CE LA FA - Troppo forte lo Zenit Kazan, la corsa della Diatec Trentino nel Mondiale per club si ferma in semifinale al cospetto dei campioni d'Europa. Ancora una volta i russi, questa volta però con un perentorio 3-0 (25-18, 25-23, 25-18), a cancellare i sogni d gloria di Trento. A differenza della sfida che a Cracovia a metà aprile assegnò la Champions league, in questo caso la squadra allenata da Alekno domina la scena durante quasi tutta la partita, lasciando pochissimo spazio agli avversari. Grazie al successo in tre set lo Zenit vola in finale. Ai ragazzi guidati in panchina per la prima stagione da Lorenzetti rimane da vincere la partita che assegna il terzo posto (domenica alle ore 18), che offrirà l'importante occasione per tornare sul podio a tre anni di distanza dall'ultima volta. I numeri di Kazan sono da stropicciarsi gli occhi: sessanta per cento in attacco, otto muri e cinque ace in soli tre set giocati. Di fronte una volenterosa Trento che prova a vendere cara la cosiddetta pelle lottando su ogni pallone. Alla fine poco da dire: successo schiacciante dei russi e un solo set, il secondo, più o meno emozionante e incerto nella fase finale. L'opposto russo Mikhailov assieme allo schiacciatore Anderson sono le principale spine nel fianco del sistema di gioco trentino, apparso in difficoltà sia in ricezione che al servizio. Gli ultimi a mollare la presa sono stati Urnaut (best scorer con 17 punti e il cinquanta per cento a rete) e Lanza (10 punti con il 53 per cento a rete), ma la scarsa produttività a muro (a segno appena due volte) condanna la Diatec Trentino. A fine gara coach Lorenzetti ammette la superiorità dell'avversario e la serata di vena dell'intera squadra russa: "Il Kazan ha giocato una grande partita, come ci aspettavamo alla vigilia - spiega l'allenatore della Diatec Trentino - Tatticamente abbiamo fatto quello che avevo chiesto, lavorando bene fra difesa e attacco per alcuni momenti del match, ma non siamo ugualmente riusciti a contenere la loro forza. Solo nel finale di terzo set ci siamo un po' disuniti. Ci è mancata sicuramente l'incisività al servizio. Forse non abbiamo fatto il massimo, ma credo che i ragazzi abbiano comunque dato tanto in questa partita. Potevamo gestire meglio alcune situazioni nel finale di secondo set, dobbiamo essere consapevoli che attualmente abbiamo dei limiti ma che sappiamo giocare ad alto livello, come dimostrato per parte di questa gara". Tra i campioni d'Europa spicca, come detto, la grande prova di Matt Anderson autore di 15 punti con il 72 per cento in attacco. Doppia cifra anche per l'opposto Maxim Mikhaylov (13 punti) e per la stella Leon (11 punti) decisivo in alcuni frangenti. Geniale a tratti la gestione del palleggiatore Butko che fa ruotare a meraviglia tutto il fronte d'attacco e da non trascurare anche il caldo braccio del centrale Artem Volvich (9 punti, 3 muri).
Zenit subito vincente a partire dal primo set. Eppure l'avvio è di marca trentina grazie a un Urnaut particolarmente ispirato. Immediata la replica dello Zenit con Mikhailov e Anderson che prima pareggia i conti e poi mette la freccia con Butko al servizio. Lorenzetti è costretto a chiedere time out, troppi gli errori da parte dei ragazzi dolomitici, e alla ripresa del gioco Trento trova la parità complici due muri di Solé e Stokr su Mikhailov e Leon. Il Kazan torna a spingere con il servizio e il finale vede Leon ancora più protagonista. I russi accelerano ancora, bene pure a muro, e chiudono senza particolari affanni. Il copione del secondo set, in linea di massima, è sempre lo stesso. Anche se Trento trova la forza di reagire e mettere paura agli avversari. La Diatec riparte recuperando uno svantaggio. Nella parte centrale Kazan saluta gli avversari con Mikhailov, Trento non ci sta e con Urnaut raggiunge nuovamente la parità. Lo spunto firmato dall'opposto russo e Leon: break point e cambiopalla che porta al doppio vantaggio i campioni d'Europa. Nel terzo set Lorenzetti conferma titolari Nelli e Daniele Mazzone, già in campo nel finale del parziale precedente al posto di Stokr e Van de Voorde. I dolomitici tengono il ritmo avversario solo in avvio, poi il Kazan accelera con Anderson e ancora con Volvich. Mikhailov si esalta e fa la differenza nella parte decisiva, Kazan non si ferma più e chiude in fretta.
Il primo set è subito equilibrato, si gioca punto a punto con le due formazioni sotto rete che sentono l'importanza della posta in palio. Inevitabile il finale ai vantaggi: Lloyd e socie sprecano due set point e lasciano il parziale nelle mani di Akinradewo che spazza via ogni equilibrio e porta le svizzere avanti nel punteggio. Nemmeno il tempo per riprendersi, che Casalmaggiore deve contenere le sfuriate avversarie ed evitare di pensare a quanto successo poche azioni prima. Allora l'esperienza di Tirozzi è utile per un primo allungo in cui Pomì mette in chiaro che è ancora una squadra viva e mentalmente forte. A pareggiare i conti ci pensa la determinazione di Fabris. Si ricomincia sull'uno a uno. Terzo set altalenante con Casalmaggiore che saluta Zurigo, ma si lascia riprendere nella fase centrale del parziale. A questo punto dalla panchina si alza Anastasia Guerra. La giovane schiacciatrice fa la differenza in battuta e l'ago della bilancia si sposta dalla parte della campionesse d'Europa. Il due a uno è servito. Il quarto set nasconde parecchie insidie e nel finale le svizzere sentono odore di tie break. Zurigo spreca un doppio vantaggio nelle fasi conclusive con qualche disattenzione al palleggio di Fabiola, viceversa le ragazze in maglia rosa possono fare affidamento su Gibbemeyer per chiudere il confronto e continuare a sognare.
TRENTO NON CE LA FA - Troppo forte lo Zenit Kazan, la corsa della Diatec Trentino nel Mondiale per club si ferma in semifinale al cospetto dei campioni d'Europa. Ancora una volta i russi, questa volta però con un perentorio 3-0 (25-18, 25-23, 25-18), a cancellare i sogni d gloria di Trento. A differenza della sfida che a Cracovia a metà aprile assegnò la Champions league, in questo caso la squadra allenata da Alekno domina la scena durante quasi tutta la partita, lasciando pochissimo spazio agli avversari. Grazie al successo in tre set lo Zenit vola in finale. Ai ragazzi guidati in panchina per la prima stagione da Lorenzetti rimane da vincere la partita che assegna il terzo posto (domenica alle ore 18), che offrirà l'importante occasione per tornare sul podio a tre anni di distanza dall'ultima volta. I numeri di Kazan sono da stropicciarsi gli occhi: sessanta per cento in attacco, otto muri e cinque ace in soli tre set giocati. Di fronte una volenterosa Trento che prova a vendere cara la cosiddetta pelle lottando su ogni pallone. Alla fine poco da dire: successo schiacciante dei russi e un solo set, il secondo, più o meno emozionante e incerto nella fase finale. L'opposto russo Mikhailov assieme allo schiacciatore Anderson sono le principale spine nel fianco del sistema di gioco trentino, apparso in difficoltà sia in ricezione che al servizio. Gli ultimi a mollare la presa sono stati Urnaut (best scorer con 17 punti e il cinquanta per cento a rete) e Lanza (10 punti con il 53 per cento a rete), ma la scarsa produttività a muro (a segno appena due volte) condanna la Diatec Trentino. A fine gara coach Lorenzetti ammette la superiorità dell'avversario e la serata di vena dell'intera squadra russa: "Il Kazan ha giocato una grande partita, come ci aspettavamo alla vigilia - spiega l'allenatore della Diatec Trentino - Tatticamente abbiamo fatto quello che avevo chiesto, lavorando bene fra difesa e attacco per alcuni momenti del match, ma non siamo ugualmente riusciti a contenere la loro forza. Solo nel finale di terzo set ci siamo un po' disuniti. Ci è mancata sicuramente l'incisività al servizio. Forse non abbiamo fatto il massimo, ma credo che i ragazzi abbiano comunque dato tanto in questa partita. Potevamo gestire meglio alcune situazioni nel finale di secondo set, dobbiamo essere consapevoli che attualmente abbiamo dei limiti ma che sappiamo giocare ad alto livello, come dimostrato per parte di questa gara". Tra i campioni d'Europa spicca, come detto, la grande prova di Matt Anderson autore di 15 punti con il 72 per cento in attacco. Doppia cifra anche per l'opposto Maxim Mikhaylov (13 punti) e per la stella Leon (11 punti) decisivo in alcuni frangenti. Geniale a tratti la gestione del palleggiatore Butko che fa ruotare a meraviglia tutto il fronte d'attacco e da non trascurare anche il caldo braccio del centrale Artem Volvich (9 punti, 3 muri).
Zenit subito vincente a partire dal primo set. Eppure l'avvio è di marca trentina grazie a un Urnaut particolarmente ispirato. Immediata la replica dello Zenit con Mikhailov e Anderson che prima pareggia i conti e poi mette la freccia con Butko al servizio. Lorenzetti è costretto a chiedere time out, troppi gli errori da parte dei ragazzi dolomitici, e alla ripresa del gioco Trento trova la parità complici due muri di Solé e Stokr su Mikhailov e Leon. Il Kazan torna a spingere con il servizio e il finale vede Leon ancora più protagonista. I russi accelerano ancora, bene pure a muro, e chiudono senza particolari affanni. Il copione del secondo set, in linea di massima, è sempre lo stesso. Anche se Trento trova la forza di reagire e mettere paura agli avversari. La Diatec riparte recuperando uno svantaggio. Nella parte centrale Kazan saluta gli avversari con Mikhailov, Trento non ci sta e con Urnaut raggiunge nuovamente la parità. Lo spunto firmato dall'opposto russo e Leon: break point e cambiopalla che porta al doppio vantaggio i campioni d'Europa. Nel terzo set Lorenzetti conferma titolari Nelli e Daniele Mazzone, già in campo nel finale del parziale precedente al posto di Stokr e Van de Voorde. I dolomitici tengono il ritmo avversario solo in avvio, poi il Kazan accelera con Anderson e ancora con Volvich. Mikhailov si esalta e fa la differenza nella parte decisiva, Kazan non si ferma più e chiude in fretta.