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Volley, la Champions torna in Italia. A Roma la Final Four

La Cev ha affidato a Perugia l'organizzazione della fase finale della coppa più importante, si giocherà nella Capitale, umbri ammessi di diritto

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ROMA - Settimana dedicata alla Champions league con l'ultima giornata di andata della fase a gironi. Un impegno che potrebbe consacrare Modena e Perugia e rilanciare la Lube, l'unica italiana con una sconfitta nel girone. Anche se il cammino degli umbri è in discesa: la Cev ha assegnato l'organizzazione della prossima final four in programma il 29 e 30 aprile alla società guidata dal presidente Sirci. Si giocherà al Palalottomatica di Roma e Perugia entrerà di dritto tra le finaliste. La Sir, alla seconda apparizione in Champions, ha battuto la concorrenza di Varsavia e Mosca. A questo punto Zaytsev e compagni cercheranno di porre fine al dominio russo: vinte le ultime cinque edizioni di fila con Zenit Kazan nel 2012, 2015 e 2016, Lokomotiv Novosibirsk nel 2013, e Belogorie Belgorod nel 2014. L'ultima final four in Italia si è svolta nel 2011 a Bolzano. All'epoca Trento sfruttò bene il fattore campo vincendo il terzo titolo continentale. L'impianto capitolino è un luogo simbolo per la pallavolo internazionale, ha già ospitato tante manifestazioni tra le quali il 2010 e il 2014 i campionati del mondo, campionato europeo nel 2005 e molti eventi finali della World league.

Il programma europeo settimanale, intanto, prevede tre giorni da vivere intensamente: apre le danze l'Azimut Modena che martedì alle 20.30 sfida la formazione rumena del Craiova, mercoledì tocca alla Sir Safety Perugia impegnata in casa, sempre alle 20.30, nel match contro i forti russi del Belogorie Belgorod e chiude il trittico Civitanova giovedì in trasferta sul campo dei polacchi del Resovia (ore 20.30). Modena, quindi, si rituffa nel vecchio continente dopo aver ritrovato un ritmo convincente nelle ultime uscite tra coppa Italia e SuperLega. Per mettersi alle spalle definitivamente la fase difficile della stagione, una bella vittoria europea è proprio quella che ci vuole. Gli avversari non sono irresistibili e l'organico gialloblù ha ricominciato a girare. Merito anche del palleggiatore di origine argentina (nato a Buenos Aires), ormai italiano dal 2013, Santiago Orduna, che a 33 anni suonati si gioca la prima chance in un grande club. In passato tanto lavoro e sudore tra A2, il rilancio con Padova, con cui arriva nella massima serie, e alle spalle esperienze con la nazionale argentina.

Orduna, finalmente una squadra di vertice.
"Sono stato molto contento quando Modena mi ha cercato, stiamo parlando di uno dei migliori club al mondo ricco di storia e fascino. Qui la pallavolo è vissuta davvero in maniera diversa. E finché non si vive questa atmosfera non si può comprendere in pieno il significato".
Come è stato l'inizio.
"Arrivavo a Modena dopo che con Bruno in regia la squadra aveva vinto tutto. Però nessuno mi ha fatto sentire il peso di un palleggiatore così "ingombrante", anzi è cominciata subito un'altra avventura e ho sentito la fiducia della società e dei compagni. Quando giochi in un ruolo come il mio è importante sentire intorno segnali positivi".
E finora per Orduna un'ottima stagione. Sei d'accordo?
"Certo, mi sento completamente soddisfatto di come sono andate le cose e mi sento pienamente inserito in un gruppo ricco di talenti. Per me, che ho giocato sempre in squadre di media classifica, è stato ancora più facile trovare l'intesa con i campioni che circolano a Modena".
Anche se avete avuto un momento difficile.
"Il mese di dicembre è stato davvero impegnativo, non ci siamo espressi come al solito, è arrivato qualche risultato negativo e soprattutto un'involuzione nel gioco. Niente di allarmante, è naturale preoccuparsi e correre ai ripari con il lavoro in palestra. Così abbiamo fatto. Infatti l'ultima settimana, tra coppa Italia e campionato, mi pare di aver rivisto la Modena competitiva e aggressiva dei momenti migliori".
Proprio quando ritorna la Champions league.
"Meglio così. In Europa sono arrivate due vittorie, una al tie break e l'altra in trasferta contro la nostra principale avversaria. Il cammino si è messo nel migliore dei modi".
Ora c'è la rivelazione Craiova.
"In queste due settimane ci giochiamo tanto: possiamo superare il turno e puntare al primo posto. L'obiettivo è vincere la partita interna contro i rumeni e la gara in trasferta, sempre contro di loro, nella prima di ritorno della pool tra quindici giorni. Sarebbe una bella soddisfazione tagliare il traguardo con due giornate di anticipo".
Che cosa ti preoccupa degli avversari?
"Soprattutto la grande intensità difensiva, per far cadere un pallone per terra dobbiamo essere precisi e molto aggressivi. Loro sono tosti lo hanno dimostrato nel successo ottenuto contro Belchatow, l'altra squadra favorita del girone insieme all'Azimut. Poi hanno perso contro Lubiana e questo ci fa capire che non possono mantenere sempre un rendimento alto e costante. Non conosciamo molto delle caratteristiche, ma penso che sia una squadra un gradino inferiore rispetto a noi e ai polacchi. Attenzione, però, quando incontrano squadre famose come Modena vogliono fare bella figura e giocano al massimo delle loro capacità per fare bella figura".
Il primo posto nel girone è importante...
"Sono convinto che sia utile, ma non determinante. Non facciamo calcoli e pensiamo a superare la pool. In un torneo così competitivo anche arrivando primi è possibile beccare una seconda forte di un altro girone e la musica cambia".
Dando un'occhiata alla SuperLega, c'è un torneo diviso in due parti.
"E' normale, anche negli anni passati si è vista la stessa situazione. Però, rispetto al passato, le squadre cosiddette di seconda fascia sono molto più competitive e rischiano di fare punti in ogni partita. Come è successo a noi a Padova e pure alla capolista Lube che ha faticato per ottenere i tre punti con la Kioene domenica scorsa. Assistiamo a set combattuti che si decidono solo all'ultima palla.  In Italia si vedono partite di un buon livello tecnico in qualsiasi palazzetto. Un bene per la SuperLega e uno spot positivo per la pallavolo".
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