Si dice sempre che l'ultimo successo è quello più bello, ma il quarto scudetto della Lube Civitanova ha davvero un sapore particolare. Soprattutto per chi lo ha costruito. Atteso tre anni (il precedente nel 2014 in finale battuta Perugia) e per la prima volta vinto in casa, dove poter esultare senza il rischio di "ferire" gli sconfitti. Durante la stagione un cammino che è andato man mano crescendo fino a far diventare la Lube una formazione dal "dna vincente" (conquista pure la coppa Italia). E' chiaro che una volta chiusa bene la regular season, questa formazione aveva tutto da perdere perché favorita senza mezzi termini. E, invece, i timori di un gruppo che si sgretolasse sono scomparsi durante i playoff, però sono ancora ricomparsi all'indomani della semifinale di Champions persa a Roma contro Perugia. Ancora una volta la Lube ha dimostrato di essere diventata grande e solo una settimana dopo la delusione europea ha sfoderato una prestazione di tutto rispetto nella gara che ha portato allo scudetto. Mentre si balla e si ammira il trofeo appena messo in bacheca è già iniziato il futuro: contratto triennale per Juantorena, il perno centrale dell'intero progetto. A far sorridere anche l'annuncio da parte della federazione internazionale della partecipazione del club neo scudettato al prossimo mondiale per club in programma a dicembre in Polonia.
Patron Fabio Giulianelli, per la Lube una stagione da incorniciare.
"E' stata un'annata avvincente che si è conclusa in apoteosi. Dopo venticinque anni che sono nel mondo della pallavolo, ho scoperto la bellezza di festeggiare un successo in casa, nel palazzetto dove giochi sempre e in mezzo alla gente che ti ha seguito per l'intera stagione".
Cancellata qualche delusione del passato?
"Si era innescato un meccanismo traumatico che per anni vedeva la Lube fermarsi in semifinale nella varie manifestazioni a cui partecipavamo. Ora, invece, abbiamo costruito qualcosa di straordinario".
Avere un palazzetto di riferimento è stato un aiuto?
"Direi proprio di sì. Quando si è saputo che Macerata non poteva intervenire sulla struttura rendendola idonea, Civitanova ha preso la palla al balzo e ci ha offerto la grande occasione di avere una casa tutta per noi. Per la società è stato gratificante e giocare all'Eurosuole Forum ci ha dato la possibilità di diventare la squadra di un'intera regione. Quest'anno il pubblico veniva da ogni parte delle Marche per assistere alla gesta di Juantorena e compagni".
Quindi c'è stata grande partecipazione. Siete soddisfatti?
"Certo, abbiamo avuto sempre il palazzetto pieno, merito della squadra che è riuscita a esprimersi veramente ad alti livelli. Ha giocato una pallavolo spettacolare, bella da vedere. Partita su partita questi fattori hanno creato un passa parola carico di entusiasmo che ha contagiato nuovi tifosi. E i numeri per fortuna sono stati un crescendo".
Quali i pregi di questa formazione?
"Finalmente ho visto una Lube che ha giocato di squadra. Un'orchestra ben diretta da Blengini capace di coinvolgere tutti. Ogni domenica è stato bello vedere come il gruppo partecipava alle partite. Un ricordo davvero piacevole".
Sta già nascendo la squadra del futuro?
"Avere ufficializzato i tre anni di contratto con Juantorena è il miglior punto di partenza. Senza di lui non sarebbe esistito alcun progetto. Juantorena è Juantorena, un giocatore al di sopra delle parti, fuori dal normale".
Sulla costa adriatica è rinato pure Sokolov. Ora che farà?
"Ha altri due anni di contratto con noi e, nonostante le sirene russe, resterà ancora alla Lube. E' stato il braccio armato della squadra, infallibile pure a muro. Quando era arrivato la scorsa estate aveva bisogno di ritrovare forma fisica, per colpa di un infortunio, e fiducia, da noi ha trovato entrambe le cose. Il giocatore è maturato tanto e non ha sbagliato un colpo. Forse, per lui, è stata una delle migliori stagioni".
Insomma vorreste trattenerli tutti.
"Sicuramente il nostro programma prevede di non cambiare il sestetto di partenza, andiamo verso la riconferma di tutti. Preferiamo non muovere gli ingranaggi che si conoscono molto bene. Invece dovremo andare a rafforzare i giocatori che dovranno tutelare quelli che stanno in campo. Ad esempio Kovar, lo abbiamo aspettato e ha ripagato le nostre attese, ha bisogno di qualche pausa per recuperare e noi dobbiamo essere bravi a individuare gli uomini giusti. Perché Cebulj e Kaliberda hanno voglia di stare in campo con maggiore continuità e lasceranno la Lube. Vediamo di prendere qualche italiano in modo da non avere problemi con il numero di stranieri in campo".
Anche per la panchina c'è un segnale di continuità.
"C'è il ritorno di uno che conosce bene la storia della società marchigiana. Si tratta di Medei (oggi è stato annunciato ufficialmente, ndr), l'anno scorso al Tours in Francia, ha una buona esperienza internazionale ed è secondo allenatore della nazionale. Uno che parla la stessa lingua di Blengini. Infatti la parola esatta è proprio continuità".
E' arrivato il riconoscimento della Fivb che ha ammesso la Lube al mondiale.
"Poter partecipare al mondiale per club è la notizia più bella. E' un riconoscimento al lavoro fatto, un premio che auspicavo e sognavo. E penso che l'Italia sia ben rappresentata dalla Lube nel mondo".
Capitolo Champions league...
"Per carità, quello che succede nella pallavolo è una vergogna, non si vede in nessun'altra disciplina. E' inconcepibile che un club compri la semifinale e gli altri debbano lottare su ogni pallone, partita dopo partita con avversarie sempre più competitive. Il percorso che porta alla finale deve essere uguale per tutti. In semifinale c'è sempre una squadra più fresca e tranquilla che si prepara e le altre a sgomitare per un posto. E' una norma che va immediatamente rivista, i parametri devono essere gli stessi. Ridiamo dignità a certi valori sportivi: vince chi è più forte e organizzato".
Patron Fabio Giulianelli, per la Lube una stagione da incorniciare.
"E' stata un'annata avvincente che si è conclusa in apoteosi. Dopo venticinque anni che sono nel mondo della pallavolo, ho scoperto la bellezza di festeggiare un successo in casa, nel palazzetto dove giochi sempre e in mezzo alla gente che ti ha seguito per l'intera stagione".
Cancellata qualche delusione del passato?
"Si era innescato un meccanismo traumatico che per anni vedeva la Lube fermarsi in semifinale nella varie manifestazioni a cui partecipavamo. Ora, invece, abbiamo costruito qualcosa di straordinario".
Avere un palazzetto di riferimento è stato un aiuto?
"Direi proprio di sì. Quando si è saputo che Macerata non poteva intervenire sulla struttura rendendola idonea, Civitanova ha preso la palla al balzo e ci ha offerto la grande occasione di avere una casa tutta per noi. Per la società è stato gratificante e giocare all'Eurosuole Forum ci ha dato la possibilità di diventare la squadra di un'intera regione. Quest'anno il pubblico veniva da ogni parte delle Marche per assistere alla gesta di Juantorena e compagni".
Quindi c'è stata grande partecipazione. Siete soddisfatti?
"Certo, abbiamo avuto sempre il palazzetto pieno, merito della squadra che è riuscita a esprimersi veramente ad alti livelli. Ha giocato una pallavolo spettacolare, bella da vedere. Partita su partita questi fattori hanno creato un passa parola carico di entusiasmo che ha contagiato nuovi tifosi. E i numeri per fortuna sono stati un crescendo".
Quali i pregi di questa formazione?
"Finalmente ho visto una Lube che ha giocato di squadra. Un'orchestra ben diretta da Blengini capace di coinvolgere tutti. Ogni domenica è stato bello vedere come il gruppo partecipava alle partite. Un ricordo davvero piacevole".
Sta già nascendo la squadra del futuro?
"Avere ufficializzato i tre anni di contratto con Juantorena è il miglior punto di partenza. Senza di lui non sarebbe esistito alcun progetto. Juantorena è Juantorena, un giocatore al di sopra delle parti, fuori dal normale".
Sulla costa adriatica è rinato pure Sokolov. Ora che farà?
"Ha altri due anni di contratto con noi e, nonostante le sirene russe, resterà ancora alla Lube. E' stato il braccio armato della squadra, infallibile pure a muro. Quando era arrivato la scorsa estate aveva bisogno di ritrovare forma fisica, per colpa di un infortunio, e fiducia, da noi ha trovato entrambe le cose. Il giocatore è maturato tanto e non ha sbagliato un colpo. Forse, per lui, è stata una delle migliori stagioni".
Insomma vorreste trattenerli tutti.
"Sicuramente il nostro programma prevede di non cambiare il sestetto di partenza, andiamo verso la riconferma di tutti. Preferiamo non muovere gli ingranaggi che si conoscono molto bene. Invece dovremo andare a rafforzare i giocatori che dovranno tutelare quelli che stanno in campo. Ad esempio Kovar, lo abbiamo aspettato e ha ripagato le nostre attese, ha bisogno di qualche pausa per recuperare e noi dobbiamo essere bravi a individuare gli uomini giusti. Perché Cebulj e Kaliberda hanno voglia di stare in campo con maggiore continuità e lasceranno la Lube. Vediamo di prendere qualche italiano in modo da non avere problemi con il numero di stranieri in campo".
Anche per la panchina c'è un segnale di continuità.
"C'è il ritorno di uno che conosce bene la storia della società marchigiana. Si tratta di Medei (oggi è stato annunciato ufficialmente, ndr), l'anno scorso al Tours in Francia, ha una buona esperienza internazionale ed è secondo allenatore della nazionale. Uno che parla la stessa lingua di Blengini. Infatti la parola esatta è proprio continuità".
E' arrivato il riconoscimento della Fivb che ha ammesso la Lube al mondiale.
"Poter partecipare al mondiale per club è la notizia più bella. E' un riconoscimento al lavoro fatto, un premio che auspicavo e sognavo. E penso che l'Italia sia ben rappresentata dalla Lube nel mondo".
Capitolo Champions league...
"Per carità, quello che succede nella pallavolo è una vergogna, non si vede in nessun'altra disciplina. E' inconcepibile che un club compri la semifinale e gli altri debbano lottare su ogni pallone, partita dopo partita con avversarie sempre più competitive. Il percorso che porta alla finale deve essere uguale per tutti. In semifinale c'è sempre una squadra più fresca e tranquilla che si prepara e le altre a sgomitare per un posto. E' una norma che va immediatamente rivista, i parametri devono essere gli stessi. Ridiamo dignità a certi valori sportivi: vince chi è più forte e organizzato".