Sport

Volley, Mondiali: da Podrascanin a Atanasijevic, il derby della Serbia

Atanasijevic attacca durante Serbia-Russia (ansa)
Sei giocatori della nazionale guidata da Nikola Grbic giocano nel nostro campionato
1 minuti di lettura
ROMA - Saranno avversari, ma soltanto per questa sera. Italia-Serbia è un derby, i giocatori slavi qui si sentono a casa. Sei giocatori della Nazionale allenata da Nikola Grbic giocano nel nostro campionato. Marko Podrascanin e Aleksandar Atanasijevic questa sera guarderanno Filippo Lanza e Massimo Colaci da lontano, ci sarà una rete a dividerli. I quattro si conoscono a memoria, al PalaAlpitour preferiranno non guardarsi negli occhi. Dal 14 ottobre però saranno di nuovo insieme a Perugia per la prima partita di campionato contro il Latina.

L'opposto serbo di ventisette anni che ha rubato il ruolo allo zar Ivan Zaytsev, è il giocatore più efficace della Serbia. Subito dietro c'è un altro 'italiano', Uros Kovacevic, schiacciatore di Trento, la squadra di Simone Giannelli, il nostro regista. La coppia Atanasijevic-Kovacevic contro la Russia ha totalizzato, da sola, 44 punti; contro gli Stati Uniti 32.

La Nazionale serba parla la nostra lingua. A cominciare dal ct, Nikola Grbic. Campione della Jugoslavia negli anni in cui per gli azzurri giocavano i fenomeni di Velasco, Grbic è arrivato in Italia a ventuno anni e qui è rimasto fino al 2013. In SuperLega ha giocato con Montichiari, Cuneo, Catania, Milano e Treviso. Finita la carriera da giocatore, ha cominciato ad allenare, sempre in Italia, prima a Perugia (con Atanasijevic) e adesso a Verona. E poi ci sono, in squadra, Cirovic, Petkovic e Lisinac, anche lui compagno di squadra di Giannelli a Trento.

Il presidente di Perugia Gino Sirci ha dichiarato che questa sera tiferà Italia con il cuore spezzato e che guarderà gli avversari con simpatia e orgoglio. Alla fine dei Mondiali Atanasijevic e Podrascanin torneranno ad essere i suoi ragazzi. È impossibile tifare contro di loro. I pallavolisti serbi guardano l'Italia fin da bambini, diventano professionisti sognando un posto in SuperLega. È sempre stato così. Alle Olimpiadi di Sidney del 2000, quando la Jugoslavia si vendicò della sconfitta ai Mondiali di due anni prima vincendo l'oro olimpico e decretando la fine della generazione dei fenomeni, tra gli slavi otto giocatori facevano parte del nostro campionato: tra di loro Mester, Milijkovic, e i due fratelli Grbic, Vladimiro e Nikola. Nikola, classe 1973 era il numero uno di quella squadra. Oggi, vent'anni di distanza è ancora presente, a bordo campo. Parla italiano da una vita ma stasera al PalaAlpitour vuole vincere con la Serbia.
I commenti dei lettori