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Volley, dall'altruismo all'integrazione: i tanti significati della squadra azzurra

(ansa)
I segreti del successo della squadra di Mazzanti vanno oltre l'aspetto sportivo. E' il sestetto dove tutti gli italiani vorrebbero giocare
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"C'è uno sport dove la palla bisogna passarla. Non per altruismo, per regolamento: è la pallavolo'. Questa è una delle prime citazioni che impari quando scegli il volley, Non è che la pallavolo ti insegna a giocare con gli altri, semplicemente ti obbliga a farlo. Non puoi schiacciare se qualcuno non alza, non puoi tenerti il pallone, puoi essere creativo e individualista ma sempre grazie a una compagna o un compagno. Anche per questo le ragazze hanno avuto tanto successo, sei milioni di persone alle tv e applausi nonostante la sconfitta: vorremmo tutti stare in un gruppo così, con cui andare sicuri nella giungla della vita sapendo che dietro c'è chi ci copre le spalle come Monica De Gennaro e chi davanti spacca i sassi come Paola Egonu. Anche se poi incontri la Serbia che ti batte.

Il successo di questa nazionale è che ci puoi vedere tante cose: l'integrazione (Malinov figlia di genitori bulgari, Egonu con genitor…
"C'è uno sport dove la palla bisogna passarla. Non per altruismo, per regolamento: è la pallavolo'. Questa è una delle prime citazioni che impari quando scegli il volley, Non è che la pallavolo ti insegna a giocare con gli altri, semplicemente ti obbliga a farlo. Non puoi schiacciare se qualcuno non alza, non puoi tenerti il pallone, puoi essere creativo e individualista ma sempre grazie a una compagna o un compagno. Anche per questo le ragazze hanno avuto tanto successo, sei milioni di persone alle tv e applausi nonostante la sconfitta: vorremmo tutti stare in un gruppo così, con cui andare sicuri nella giungla della vita sapendo che dietro c'è chi ci copre le spalle come Monica De Gennaro e chi davanti spacca i sassi come Paola Egonu. Anche se poi incontri la Serbia che ti batte.

Il successo di questa nazionale è che ci puoi vedere tante cose: l'integrazione (Malinov figlia di genitori bulgari, Egonu con genitori nigeriani, Sylla ivoriani, Fahr con padre tedesco), la sfida sfacciata della giovinezza, la capacità di prendersi delle responsabilità a vent'anni quando ti danno l'occasione, i sorrisi dopo ogni punto (e pure qualche parolaccia), l'adrenalina del tie-break. E poi: il ricordo dei cartoni animati giapponesi, Mimì e Mila come modelli, e le palestre della scuola dove ti mandavano a passare le ore di ginnastica, facendoti giocare a volley perché come diceva Beppe Viola 'rompersi una gamba a pallavolo è come avere un infarto a Disneyland' e quindi tutti stavano tranquilli. Ma è vero che questa squadra, come quella che vinse nel 2002 e quelle che hanno vinto dopo, è figlia di uno sport che ha investito sui talenti costruendo il Club Italia dove le ragazze più giovani crescono allenandosi, studiando e soprattutto giocando. Uno sport che ti obbliga a passare la palla.