Volley, carattere e testa libera: così le azzurre hanno scacciato il fantasma di Tokyo
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseLa strada per guarire dalle ferite olimpiche sembra sempre più quella giusta. L'Italia ha travolto con un secco 3-0 la Russia conquistando l'accesso alle semifinali dell'Europeo di Belgrado, dove incontrerà l'Olanda. Un successo schiacciante, come dimostrano i parziali (25-20, 25-8, 25-15), che ha spazzato via i tentennamenti mostrati con il Belgio, anche se le russe stanno vivendo una fase di transizione e di ricambio generazionale che le ha portate ad essere un avversaria temibile più in futuro che nel presente. Tuttavia sarebbe un errore grave sminuire la prova dell'Italia: hanno confortato in ogni caso la dedizione in difesa e l'efficienza a muro, cresciuta parallelamente con la convinzione e la consapevolezza dei propri mezzi. Proprio l'aspetto mentale ha ricoperto un ruolo fondamentale nella crescita delle azzurre, specialmente dopo le polemiche nate in seguito all'eliminazione dai Giochi per mano della Serbia.
I social e il ko
Hanno fatto rumore le parole di Mazzanti dopo l'eliminazione di Tokyo: "Avevo detto alle ragazze di staccarsi da tutto ciò che le circonda, compresi i social" la frase del ct azzurro. Forse affrettata e dettata dall'adrenalina e dalla delusione, certamente mal interpretata da molti: il concetto chiave è che la pallavolo di altissimo livello si gioca sui dettagli, si vince grazie alla serenità mentale e alla testa sgombra. In questo Europeo, passo dopo passo, l'Italia ha mostrato di essere in crescita soprattutto sotto questo punto di vista: se nelle prime uscite qualche passaggio a vuoto non è mancato, con il passare dei giorni si è rafforzata la solidità mentale della squadra. E la difesa è uno dei principali aspetti che testimonia questo processo di crescita. La testa libera aiuta anche le giocate e anche con la Russia, così come contro il Belgio, le azzurre hanno espresso una grande pallavolo quando hanno abbandonato le loro sicurezze prendendosi qualche rischio in più.
Gioco di squadra
Oltre alle polemiche per i social, l'avventura olimpica ha lasciato in eredità anche l'affare Egonu, uno dei migliori opposti del mondo ma che a Tokyo non ha brillato come ci si aspettava. Eppure la colpa non può essere ascritta esclusivamente a lei, visto che spesso il gioco dell'Italia tendeva a diventare monotono, incentrato sulle indubbie qualità della Egonu che, come conseguenza, portavano a una grande prevedibilità: quando la distribuzione delle responsabilità è stata equa tra tutte le atlete, come contro la Russia e, in parte, contro il Belgio, anche l'opposta ne ha tratto beneficio. Pietrini e Sylla sono state spalle convincenti e credibili della Egonu, la palleggiatrice Orro, dopo la prova a tratti deludente contro il Belgio che aveva portato Mazzanti a sostituirla, ha ripreso in mano la squadra colpendo anche forte in battuta.
La corsa europea
La vittoria con la Russia ha ridato entusiasmo all'Italia e alla pallavolo femminile per le modalità con cui è arrivata e per il linguaggio del corpo delle azzurre: la strada per riscattare Tokyo e le sue delusioni è ancora lunga e dopo l'ostacolo Olanda (si gioca venerdì sera alle 20, diretta su Rai 3), già di per sé decisamente complicato da superare, l'Italia troverebbe una tra Turchia e le padrone di casa della Serbia. La squadra che ha infranto i sogni azzurri alle Olimpiadi e che potrebbe rappresentare in questi Europei il vero esame di maturità per l'Italia di Mazzanti.