Egonu al post giusto, la rivincita azzurra corre anche sui social
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoE così, dopo "tutta la m... i campioni dell'Europa siamo noi". Dopo tutta quella materia lì, sarebbe stato facilissimo perdersi, disperdersi, sfilacciarsi, finirsi. Le azzurre del volley invece non l'hanno fatto e così Paola Egonu ha potuto finalmente postare il video liberatorio sul suo profilo Instagram: il commento è suo e quelle che le saltellano dietro sono le sue compagne, sono tutte le nuove campionesse d'Europa. Vincere un torneo sarebbe stata l'unica medicina in grado di curare le ferite di Tokyo, di quell'Olimpiade persa quando sembrava più semplice vincerla, finita ai quarti per mano delle eterne avversarie serbe che sabato, oltre al primo set, non hanno saputo vincere altro, né un confronto diretto a rete, né la battaglia psicologica.
E così, dopo "tutta la m... i campioni dell'Europa siamo noi". Dopo tutta quella materia lì, sarebbe stato facilissimo perdersi, disperdersi, sfilacciarsi, finirsi. Le azzurre del volley invece non l'hanno fatto e così Paola Egonu ha potuto finalmente postare il video liberatorio sul suo profilo Instagram: il commento è suo e quelle che le saltellano dietro sono le sue compagne, sono tutte le nuove campionesse d'Europa. Vincere un torneo sarebbe stata l'unica medicina in grado di curare le ferite di Tokyo, di quell'Olimpiade persa quando sembrava più semplice vincerla, finita ai quarti per mano delle eterne avversarie serbe che sabato, oltre al primo set, non hanno saputo vincere altro, né un confronto diretto a rete, né la battaglia psicologica.
Serviva un torneo, appunto, per rimettere in palio loro stesse, il prima possibile. E il folle calendario del 2021 le ha subito accontentate. Nemmeno un mese dopo la fine dell'Olimpiade, ecco l'Europeo riparatore, la prova d'appello per la stessa squadra macinata dalla Serbia all'Ariake Arena, ma riveduta e corretta alla luce di quella sconfitta e con un nuovo atteggiamento, anche social. Basso profilo, dopo le critiche velate del ct Mazzanti seguite al ko di Tokyo ("avevo chiesto loro di staccarsi dal mondo esterno"). Quei giorni così intensamente vissuti si erano invece ritorti contro nel momento in cui le cose avevano iniziato a scricchiolare. E furono simboliche le lacrime giapponesi di Ofelia Malinov negli spogliatoi: "Adesso non perdete fiducia in noi". Quando anneghi, puoi uscire dall'acqua solo nuotando e le azzurre l'hanno fatto anche grazie alle trovate del ct che, come un buon informatico, ha imparato bene l'arte dello spegnere e riaccendere. Nel terzo set della semifinale con l'Olanda, perso malissimo, Mazzanti ha tirato fuori per la prima volta Paola Egonu. Il parziale era perso e Paola, in panchina, ha potuto valutare se stessa e i suoi errori. Nel quarto le sue schiacciate sono state più pesanti e precise.
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Non c'è un'altra squadra nel panorama sportivo italiano ad avere più futuro di questa, ed era un peccato che Tokyo avesse instillato dubbi su un percorso che dura da tre anni almeno, che passa attraverso la collaborazione con il Club Italia e che ha nella Imoco Conegliano una sorta di prolungamento dell'attività federale. Sono tante, sotto la guida di Daniele Santarelli, marito tra l'altro del libero Monica De Gennaro, le azzurre-gialloblù. E Conegliano, quest'anno, ha vinto tutto. E in ognuno dei tornei vinti dalle Pantere, Paola Egonu, che a febbraio disse no a un'offerta milionaria del Fenerbahçe pur di restare nel suo Veneto, è sempre stata l'Mvp assoluta. Così anche all'Europeo. Ma è stato bello che l'ultimo punto l'abbia messo a segno Miriam Sylla, la capitana designata a luglio da Mazzanti al posto di Cristina Chirichella, presente anche lei a Belgrado, per l'apporto emotivo e la carica impressionante. Il colpo della vittoria, all'ultimo centimetro della riga, ha riportato la pellicola indietro di tre anni, al Mondiale di Yokohama finito con un suo errore al tie-break. È stato bello che a condurre la danza sia stata la regista Malinov, dopo quelle lacrime giapponesi. È stata bella la festa. Non era il torneo più importante dell'anno, ma era un crocevia essenziale, definitivo. Il Mondiale tra un anno è ora l'obiettivo naturale di un gruppo affamato e giovanissimo. Sullo sfondo c'è Parigi. Le azzurre possono arrivarci felicemente appesantite da altri ori. La strada è tracciata.