Come nel 1989: da Velasco a De Giorgi, da Lucchetta a Giannelli, l'Italia del volley torna a far sognare
di Valentina Desalvo , di Valentina DesalvoCome nel 1989. Non c'è Andrea Lucchetta sul seggiolone svedese, ma a Katowice ci sono Simone Giannelli e Alessandro Michieletto in lacrime. La pallavolo è tornata, ha vinto l'Europeo e assomiglia a quella che cominciò a vincere, 32 anni fa, in Svezia: forse anche perché l'allenatore di oggi, Fefè De Giorgi, era uno dei palleggiatori di allora. Quella era l'Italia di Velasco, fatta lasciando fuori senatori e nomi celebri, per puntare sulla spavalderia di un gruppo di ragazzi che voleva diventare grande. Da Zorzi a Bernardi. Questa è l'Italia di Fefè, arrivato in panchina dopo la nebbia olimpica, che ha dato le chiavi del gioco a Simone Giannelli, miglior giocatore dell'Europeo e tra i migliori alzatori della nostra storia, 25 anni, campione che studia scienze dell'alimentazione all'università, capace di costruire il gioco usando tutti.
Questa Italia ha fatto a meno dei veterani (Juantoren…
Come nel 1989. Non c'è Andrea Lucchetta sul seggiolone svedese, ma a Katowice ci sono Simone Giannelli e Alessandro Michieletto in lacrime. La pallavolo è tornata, ha vinto l'Europeo e assomiglia a quella che cominciò a vincere, 32 anni fa, in Svezia: forse anche perché l'allenatore di oggi, Fefè De Giorgi, era uno dei palleggiatori di allora. Quella era l'Italia di Velasco, fatta lasciando fuori senatori e nomi celebri, per puntare sulla spavalderia di un gruppo di ragazzi che voleva diventare grande. Da Zorzi a Bernardi. Questa è l'Italia di Fefè, arrivato in panchina dopo la nebbia olimpica, che ha dato le chiavi del gioco a Simone Giannelli, miglior giocatore dell'Europeo e tra i migliori alzatori della nostra storia, 25 anni, campione che studia scienze dell'alimentazione all'università, capace di costruire il gioco usando tutti.
Questa Italia ha fatto a meno dei veterani (Juantorena fuori e Zaytsev infortunato), scommettendo su giocatori su cui nessuno, singolarmente, avrebbe scommesso. Dopo questo Europeo tutti sanno chi è e cosa può fare al servizio nel tie-break Alessandro Michieletto, 20 anni, uno dei pochi a farsi notare nel disastro di Tokyo, ma anche chi è Yuri Romanò, 24 anni, che stava in A2 prima di apparire nella notte polacca come fosse Zorzi mancino.
Dopo le donne anche gli uomini hanno vinto. Ma se per le ragazze il successo era un'ipotesi, perché la squadra c'era, sbandata a Tokyo, ma con tanti talenti riconosciuti, sui maschi le aspettative erano di una crescita tranquilla. E invece De Giorgi ha trovato, puntandoci, il suo momento spavaldo, quello che trasforma una buona squadra in un gruppo sfrontato, incredibilmente più forte dei suoi limiti. Anzani e Galassi i centrali, Lavia, Pinali altri martelli, Balaso il libero. E poi Ricci, Recine. Come nel 1989 quando nei dodici furono importanti Masciarelli, Anastasi. E De Giorgi. Bello ritrovarlo, bello ritrovare una nazionale maschile che fa venir voglia di piangere anche solo per fare una cosa come Giannelli.