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Volley, riparte la SuperLega. De Giorgi: "Azzurri protagonisti nel campionato più bello del mondo"

Il ct azzurro Fefè De Giorgi, 60 anni 
Il ct: "Tre squadre per il titolo e tantissimi campioni di ritorno. Avverto tanta voglia di pallavolo dopo i momenti bui della pandemia. Bene il ritorno dei tifosi. Mi aspetto tanti dei miei ragazzi protagonisti. Romanò un simbolo di cosa voglio. Ma non ci saranno preclusioni in azzurro per i meno giovani"
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La vittoria dei campioni d'Italia della Lube Civitanova (3-0 a Padova alla Kioene) ha aperto la stagione della SuperLega. Fefè De Giorgi, ct degli azzurri campioni d'Europa, fa le carte al campionato. "Sarà un'annata spettacolare".

Tutte le grandi si sono rafforzate e sono tornati fenomeni come Bruno e Ngapeth.
"A memoria non ricordo un campionato così bello, così "mondiale". C'è stato tanto mercato in entrata e aver messo alle spalle i momenti più duri della pandemia ha spinto i club a rafforzarsi".
Civitanova, Perugia e Modena sembrano partire avanti a tutte.
"Modena si è molto rafforzata, Perugia ha preso Giannelli, Civitanova è campione in carica. Ma anche alle spalle…

La vittoria dei campioni d'Italia della Lube Civitanova (3-0 a Padova alla Kioene) ha aperto la stagione della SuperLega. Fefè De Giorgi, ct degli azzurri campioni d'Europa, fa le carte al campionato. "Sarà un'annata spettacolare".

Tutte le grandi si sono rafforzate e sono tornati fenomeni come Bruno e Ngapeth.
"A memoria non ricordo un campionato così bello, così "mondiale". C'è stato tanto mercato in entrata e aver messo alle spalle i momenti più duri della pandemia ha spinto i club a rafforzarsi".
Civitanova, Perugia e Modena sembrano partire avanti a tutte.
"Modena si è molto rafforzata, Perugia ha preso Giannelli, Civitanova è campione in carica. Ma anche alle spalle ci sono quattro, cinque squadre pronte ad approfittare di eventuali difficoltà".
E lei sarà spesso a Trento, piena di azzurri.
"Beh, sì. Michieletto, Sbertoli, Pinali e Lavia vengono dall'Europeo ed è bello che si ritrovino tutti con la stessa maglia. Trento può fare molto bene e indirettamente sarebbe una gran cosa per la nazionale".
Dopo il vostro successo sembra essere aumentata a dismisura la voglia di volley.
"Sono molto contento di questo, lo avverto, ed è bello che sia stato anche sulla spinta dei tifosi, oltre che delle società, che il Governo abbia concesso di aprire i palazzetti fino al 60% della loro capienza. Torniamo a respirare pallavolo, a vederla con il suo contorno normale, tradizionale. E sono enormemente aumentate le iscrizioni nelle scuole di volley. Le ricadute di questa bella ondata le vedremo tra qualche anno. Ma di qualità ne abbiamo già tanta, adesso".
I due titoli maschili, l'Europeo seniores e il Mondiale Under 21 cosa raccontano?
"Che abbiamo tanto futuro tra le mani, ma dobbiamo essere bravi a intercettarlo e dirigerlo nella maniera giusta. I ragazzi, soprattutto i più giovani, devono essere bravi a farsi trovare pronti. Lo spazio si crea e si conquista con le prestazioni, con la dedizione, con l'allenamento. Da questo punto di vista è simbolica la parabola di Yuri Romanò, passato direttamente dall'A-2 ad essere decisivo nella finale dell'Europeo".
Peccato che Romanò sarà opposto di riserva a Milano, adesso.
"Ma saprà trovare lo spazio che merita, ne sono sicuro. Perché ha qualità, talento, voglia di emergere".
Nella sua nazionale non c'è più spazio per l'inserimento degli "anziani", da Zaytsev in giù?
"Il nostro piano arriva fino a Parigi 2024. Abbiamo un progetto, un quadro temporale e abbiamo iniziato a seminare sin dall'Europeo. Ma non c'è nessuna preclusione per i meno giovani. Le mie scelte saranno sempre guidate dal principio del massimo bene per la nazionale: chi sarà più in forma sarà chiamato. La mia carriera lo insegna, ho giocato in nazionale fino a 41 anni. Tutto è possibile".
La Prisma Taranto riporta la sua Puglia in Superlega.
"Sono molto felice di questo, già domenica c'è il derby del sud contro Vibo Valentia, altra bellissima realtà, protagonista lo scorso anno di uno splendido campionato. Il sud in Superlega è importante per diffondere la pallavolo e attirare talenti da regioni meno tradizionalmente legate. La Puglia ha una grandissima storia nel volley. Sarò spesso al PalaMazzola, anche perché vicinissimo alla mia Squinzano".
Siamo tornati il paese guida del volley mondiale?
"Forse non abbiamo mai smesso".