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Volley, Davide Mazzanti: "Il Mondiale degli azzurri una magia, ora tocca a noi: le ragazze hanno fame di vittoria"

Davide Mazzanti (ansa)
Il ct della Nazionale femminile, pronta a esordire sabato nella rassegna iridata in Olanda contro il Camerun: "Gli uomini di De Giorgi ci hanno resi felici, ma noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, anche se consapevoli delle responsabilità: Egonu sa spostare gli equilibri, ma la squadra funziona perché ha un equilibrio"
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"Quella notte, la notte della finale Polonia-Italia, con noi c'era il dirigente accompagnatore Stefano Recine (colonna della nazionale anni 70 e 80): abbiamo letto nei suoi occhi la gioia, l'orgoglio di vedere suo figlio Francesco diventare campione del mondo. Mai visto niente di simile: una doppia magia". Cosa significa vincere un mondiale, il ct delle azzurre Davide Mazzanti l'ha capito nel ritiro di Napoli, nella sala dell'hotel riservata allo staff tecnico. Da oggi tocca a loro, a Egonu e De Gennaro, Chirichella e Sylla, a un gruppo guidato da Mazzanti che ha trionfato in Nations League. Il primo match è col Camerun ad Arnhem, le azzurre giocheranno sempre in Olanda, anche se una parte del Mondiale appena iniziato è in Polonia.

Davide Mazzanti, ha in testa un obiettivo minimo?     
"Nessuno. Vivrò il torneo giorno per giorno, giocandomi le mie carte fino alla fine. È un volo senza paracadute, vogl…

"Quella notte, la notte della finale Polonia-Italia, con noi c'era il dirigente accompagnatore Stefano Recine (colonna della nazionale anni 70 e 80): abbiamo letto nei suoi occhi la gioia, l'orgoglio di vedere suo figlio Francesco diventare campione del mondo. Mai visto niente di simile: una doppia magia". Cosa significa vincere un mondiale, il ct delle azzurre Davide Mazzanti l'ha capito nel ritiro di Napoli, nella sala dell'hotel riservata allo staff tecnico. Da oggi tocca a loro, a Egonu e De Gennaro, Chirichella e Sylla, a un gruppo guidato da Mazzanti che ha trionfato in Nations League. Il primo match è col Camerun ad Arnhem, le azzurre giocheranno sempre in Olanda, anche se una parte del Mondiale appena iniziato è in Polonia.

Davide Mazzanti, ha in testa un obiettivo minimo?     
"Nessuno. Vivrò il torneo giorno per giorno, giocandomi le mie carte fino alla fine. È un volo senza paracadute, voglio buttarmi".

L'ultima nazione a vincere il Mondiale maschile e femminile nello stesso anno è stata l'Urss nel 1960: le pesa questa responsabilità?
"Vivo come prima, ho parlato con Fefé De Giorgi, sono felicissimo per i ragazzi, ma sinceramente la loro vittoria storica non ha modificato il mio percorso. Sono concentrato ogni giorno, come sempre".

La sua Nazionale ha impressionato nelle finali della VNL in Turchia, normale darla tra le favorite.
"L'obiettivo è essere autoesigenti. La storia degli italiani corrisponde spesso alla bravura di reagire a situazioni difficili, a saper metterci una pezza. Noi vogliamo creare qualcosa che si può chiamare continuità: se vuoi arrivare ti serve fame, ma dopo che hai vinto ed è passata la fame, ho detto alle ragazze che bisogna diventare golosi. Golosi, ma anche gelosi di quel che abbiamo fatto".

Quando le hanno dato la panchina azzurra, nel 2017, le hanno chiesto di recuperare posizioni nel ranking perché l'Italia era troppo indietro: ora si parla di titolo mondiale, sono cambiati gli obiettivi.
"Il gap sembrava grande all'inizio, ma le ragazze hanno recuperato in fretta, sono cresciute in questi anni. Nel 2017 abbiamo avviato un cambio generazionale, ora le ragazze hanno 5 anni di esperienza in più. Soprattutto, hanno cominciato a prendersi le loro responsabilità. Quando ero assistente della Nazionale vedevo che le giovani non si sentivano in dovere di prendersele perché c'erano le senatrici. Da allora abbiamo cambiato linea, ponendo le fondamenta per una nuova Nazionale".

Il volley ha un problema paradossale: l'abbondanza. Tra le ragazze che hanno vinto tutti gli Europei giovanili qualcuna potrebbe puntare a Parigi 2024?
"Tempo per un ricambio in corsa non c'è. Non valuto per ora la possibilità di cambiare, questa è una Nazionale giovane, se prima ci si arrivava a 22-23 anni, adesso i tempi si sono accorciati. Avere davanti giocatrici esperte può essere un problema, dovremo essere bravi a gestire lo spazio per tutti questi talenti che arrivano da U19 e U21".

Paola Egonu, devastante in VNL, è considerata la migliore del mondo: può crescere ancora?
"Sappiamo benissimo che Paola sa spostare gli equilibri, ma una squadra funziona se ha un suo equilibrio, che noi dobbiamo mantenere per valorizzare tutto quel che mettiamo sul campo. L'Italia è una squadra con tanto talento, la cosa più importante è far collaborare tutti questi talenti. Nella VNL ho visto ragazze fantastiche, che magari non si erano allenate per un mese e mezzo per problemi fisici come Alessia Orro, o erano state ferme come Bosetti e Sylla. Non è uno scherzo essere performanti dopo tanto tempo".

Col suo staff avete studiato qualcosa di speciale per affrontare un Mondiale così lungo?
"Abbiamo inserito uno psicologo, Giuseppe Vercelli, con il quale ho fatto diversi master. Mi ha dato un grande supporto su aspetti che riguardano la prestazione. Poi ho voluto un esperto di apprendimento, Adolfo Cavaliere, ingegnere gestionale: la mia idea era far entrare l'azienda nella nostra organizzazione. Noi sportivi entriamo spesso in azienda a raccontare le nostre storie, ma poche volte l'azienda entra nello sport a spiegare come si organizza una struttura che funziona. Abbiamo modificato grazie a lui anche le modalità di comunicazione all'interno dello staff e con le atlete. Per me è un valore aggiunto, da portare con noi al Mondiale".