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Paola Egonu: "Suonava l'inno e piangevo dal dolore. Sono una bimba che può cadere giù"

Lacrime sul bronzo, Paola si ferma dopo gli insulti razzisti. Ora vola in Turchia
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APELDOORN — In pochi minuti, dopo il pianto, Paola Egonu si ricompone, parla con un sorriso sbarazzino, alternato a espressioni più serie e tese, esibendo il suo piercing al naso, ciglia lunghissime e ammaliatrici, e nelle orecchie airpods che trasportano la sua musica preferita, da Ayra Starr a Billie Eilish.

Si porta ancora dentro l'ennesima frase infelice, razzista.
"Mi fa ridere pensare a persone che mi hanno chiesto perché sono italiana, mi chiedo perché con la maglia della Nazionale debba rappresentare persone del genere che mi scrivono queste cose. Io ci metto l'anima e il cuore, non manco mai di rispe…

APELDOORN — In pochi minuti, dopo il pianto, Paola Egonu si ricompone, parla con un sorriso sbarazzino, alternato a espressioni più serie e tese, esibendo il suo piercing al naso, ciglia lunghissime e ammaliatrici, e nelle orecchie airpods che trasportano la sua musica preferita, da Ayra Starr a Billie Eilish.

Si porta ancora dentro l'ennesima frase infelice, razzista.
"Mi fa ridere pensare a persone che mi hanno chiesto perché sono italiana, mi chiedo perché con la maglia della Nazionale debba rappresentare persone del genere che mi scrivono queste cose. Io ci metto l'anima e il cuore, non manco mai di rispetto a nessuno e fa male".

Continuerà con l'azzurro? È ancora il suo mondo?
"Questo ancora non si sa... Però sono felice di aver avuto questo Mondiale, la prossima estate si vedrà, spero di ripensarci perché abbiamo ancora tanto da fare con questa Nazionale. A gennaio vi farò sapere".

È stata una stagione intensa, tra campionato, Nations League, Mondiale.
"Per questo vorrei prendermi una pausa per riposare".

Paola Egonu: "Prendo una pausa dalla Nazionale. Vengo sempre attaccata, piangevo durante l'inno"

Vuol dire che è solo uno stop, non un addio, dunque?
"Mi farebbe piacere, spero che venga capito. Non sarebbe una forma di mancanza di rispetto, ma un modo per prendermi una pausa per me stessa e tornare a dare il meglio in campo. C'è chi dice che non merito la Nazionale invece il mio sogno è essere sul podio con questa squadra".

Però è un simbolo che si ferma, un annuncio forte.
"Ma quando questo simbolo non va bene è il primo che viene attaccato. Sono una persona umana che ha bisogno ogni tanto di riprendersi mentalmente, perché è dura. Non è stato semplice scendere in campo, suonava l'inno e piangevo, per il dolore ma anche per quanto sono ferita. Direi che me lo merito".

Questa ferita come può essere condivisa?
"Non può essere condivisa. Solo noi quattordici sappiamo quanto abbiamo dato in campo, il resto del mondo non lo saprà mai".

Lei esce dal Mondiale come "best attacker" e "best scorer" (244 punti).
"Ma per me è secondario, sono molto fiera perché ci sono le mie compagne, senza di loro non sarei nessuno. Sono grata di avere loro, che mi supportano e capiscono che una così giovane, una bimba, può avere dei miei momenti in cui va giù".

C'era qualcosa da cambiare nella spedizione ai Mondiali?
"Assolutamente niente".

Il momento più bello?
"La vittoria con gli Usa, nonostante le difficoltà. Sono fiera del gruppo e sono fiera di me stessa".

E il momento più brutto?
"Non essere passati alla finale, ma sono fiera di come abbiamo dato il 100%. Anche se non è andata".

Adesso volerà in Turchia, a giocare per il Vakifbank.
"Una nuova esperienza, ora si vedrà quel che succederà. Non vedo l'ora di cominciare ad imparare da un grandissimo allenatore (l'italiano Giovanni Guidetti, ndr). Sono entusiasta".

Sogna ogni tanto le Olimpiadi di Parigi 2024?
"Assolutamente no. Sogno di tornare a casa e passare il tempo con le persone a me care".

Le Olimpiadi non sono state un'ispirazione sin da bambina?
"Sono sempre state un sogno e sempre lo saranno".

E al mondo della moda ci pensa sempre per il dopo carriera?
"Non vedo l'ora di tornare a vestirmi normalmente...".