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Di padre in figlio, un altro Bovolenta con la maglia azzurra

Alessandro Bovolenta, 19 anni il prossimo 27 maggio, oro e Mvp agli Europei Under 20 

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Vigor scomparve nel 2012, Alessandro aveva meno di otto anni. Adesso la nazionale di volley
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Non lo ha mai visto giocare, ma da tempo ha capito che è come se il padre continuasse a manifestarsi in lui. Da Bovolenta a Bovolenta, da Vigor ad Alessandro, dal padre centrale al figlio opposto attraverso il linguaggio comune della pallavolo e di corpi che svettano. Due metri e due il riccioluto “Gigante del Polesine” scomparso nel 2012, due metri e cinque il figlio, quindi con alto potenziale di crescita. In Italia c’è un uomo che ha vinto il mondiale da giocatore, negli anni della generazione dei fenomeni di cui faceva parte Bovolenta senior, e poi da commissario tecnico. Si chiama Fefè De Giorgi, ha condiviso vita e partite con uno, e ora ha deciso di convocare l’altro, il piccolo, il discendente, che fa già parte dei trenta azzurri per la Nations League prologo degli Europei in Italia e delle qualificazioni olimpiche. Ha scelto il figlio, il ct campione del mondo, nonostante abbia solo 18 anni e giochi in Serie A2 con Ravenna. …

Non lo ha mai visto giocare, ma da tempo ha capito che è come se il padre continuasse a manifestarsi in lui. Da Bovolenta a Bovolenta, da Vigor ad Alessandro, dal padre centrale al figlio opposto attraverso il linguaggio comune della pallavolo e di corpi che svettano. Due metri e due il riccioluto “Gigante del Polesine” scomparso nel 2012, due metri e cinque il figlio, quindi con alto potenziale di crescita. In Italia c’è un uomo che ha vinto il mondiale da giocatore, negli anni della generazione dei fenomeni di cui faceva parte Bovolenta senior, e poi da commissario tecnico. Si chiama Fefè De Giorgi, ha condiviso vita e partite con uno, e ora ha deciso di convocare l’altro, il piccolo, il discendente, che fa già parte dei trenta azzurri per la Nations League prologo degli Europei in Italia e delle qualificazioni olimpiche. Ha scelto il figlio, il ct campione del mondo, nonostante abbia solo 18 anni e giochi in Serie A2 con Ravenna. Perché se lo merita, ha già vinto in azzurro, ha talento, prospettive, futuro, ma anche radici solide di chi esce dalla sofferenza col sorriso, con la leggerezza più profonda che ci sia.


Bovolenta junior, in realtà, è l’espressione di un blocco familiare di cinque fratelli e una madre che si è rimboccata subito le maniche dopo il maledetto 24 marzo del 2012. Il marito stava giocando nel palazzetto di Macerata una partita di Serie B2 tra la sua Yoga Forlì e la Lube. All’improvviso, poco prima di andare alla battuta, il malore che lo fece crollare a terra, rendendo vano il ricovero in ospedale. Coronaropatia aterosclerotica fu la diagnosi: Bovolenta aveva 37 anni. Poco dopo la tragedia la moglie Federica scoprì di essere incinta del quinto figlio. La procura di Macerata indagò per omicidio colposo due medici sportivi che avevano rilasciato i certificati di idoneità sportiva, ma tre anni dopo arrivò l’assoluzione per insufficienza di prove. Alessandro era il primogenito, non aveva ancora compiuto otto anni. Per questo la leggenda del padre gli è arrivata per narrazione, «non ho potuto vedere come giocava Vigor, ero troppo piccolo. So di somigliargli, ma so vincere da solo». Per suoi meriti, come hanno verificato anche in azzurro.

Vigor Bovolenta, padre di Alessandro, scomparso nel 2012 a 37 anni 

Bovolenta junior è nato a Roma, e dalla capitale si è portato dietro l’amore per la Roma e la folgorazione nel vedere Totti dal vivo. Ora gioca a Ravenna, che fu terreno di caccia preferito del padre, ma più che l’eredità, lui apprezza l’ambiente e la posizione geografica, tra il mare che gli piace e Bologna che lo ispira per lunghe uscite adolescenziali con gli amici. «Giocare senza pressioni» è stato il mantra della madre, che ha gestito cinque figli durante il Covid tra insegnanti privati e Dad presso una scuola di Trieste per i due più grandi. Alessandro, e il nuovo gioiello Arianna, che si sta facendo valere con la nazionale U17. “Questa è la mia piramide d’oro, ognuno di voi è l’Mvp della mia vita” ha scritto sui social la madre, quando ha potuto radunare tutti i discendenti in occasione dell’oro europeo under 20 vinto da Alessandro, nominato guarda caso miglior giocatore del torneo, titolo da dividere in 5 appena tornato a casa.


Alle Olimpiadi di Londra 2012 Vigor Bovolenta era un nome su una maglia che riuscì a salire sul podio olimpico, nascosta nella tuta di Savani. Un compagno silenzioso e invisibile. Sopratutto indimenticabile, come resterà ora che non c’è più solo nostalgia, ma nuova linfa, e anni tutti da scoprire. Come fu per i Mazzola, come sarà per i Bovolenta.