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Paola Egonu, a Manchester dalla mamma per ricaricarsi: “Mi mancava il riso con platano fritto”

Paola Egonu, 24 anni

 (ansa)
Dopo le polemiche dell’Europeo e il no alle qualificazioni olimpiche è partita per l’Inghilterra dove risiedono i genitori. Vuole ripartire dalla famiglia per ritrovare l’Italia, e giocare alle Olimpiadi di Parigi
2 minuti di lettura

La famiglia è sempre la famiglia, e ancor di più, la mamma è sempre la mamma. Rifugio nella tempesta, approdo dopo le sconfitte più dolorose. Paola Egonu si è sentita così per tutti gli Europei, addirittura “sofferente” come ha detto il tecnico-amico che l’ha allenata per tre anni, Daniele Santarelli. Aveva bisogno di una soluzione, di una terapia per l’anima, e non ha avuto dubbi. Dopo aver concordato a Bruxelles la rinuncia al torneo di qualificazione olimpica lasciando la nazionale, è tornata in Italia con le compagne e subito è ripartita per l’Inghilterra. Destinazione Manchester, città dove risiedono i genitori Ambrose e Eunice. “Ho bisogno di riso e platano fritto” ha confidato ad amici, rievocando un piatto tipico nigeriano che a casa Egonu Ogechi viene cucinato spesso: non solo per ricordare le radici, ma perché è ghiotto e piace tantissimo. Soprattutto a Paola, che quando torna in Africa potrebbe mangiarlo tutti i giorni, a pranzo e cena.

La famiglia è sempre la famiglia, e ancor di più, la mamma è sempre la mamma. Rifugio nella tempesta, approdo dopo le sconfitte più dolorose. Paola Egonu si è sentita così per tutti gli Europei, addirittura “sofferente” come ha detto il tecnico-amico che l’ha allenata per tre anni, Daniele Santarelli. Aveva bisogno di una soluzione, di una terapia per l’anima, e non ha avuto dubbi. Dopo aver concordato a Bruxelles la rinuncia al torneo di qualificazione olimpica lasciando la nazionale, è tornata in Italia con le compagne e subito è ripartita per l’Inghilterra. Destinazione Manchester, città dove risiedono i genitori Ambrose e Eunice. “Ho bisogno di riso e platano fritto” ha confidato ad amici, rievocando un piatto tipico nigeriano che a casa Egonu Ogechi viene cucinato spesso: non solo per ricordare le radici, ma perché è ghiotto e piace tantissimo. Soprattutto a Paola, che quando torna in Africa potrebbe mangiarlo tutti i giorni, a pranzo e cena.

L’abbraccio della famiglia

Ma il cibo è anche una trasposizione dell’affetto familiare, e l’immagine di mamma Eunice in cucina accompagna spesso l’opposto da quando la famiglia ha deciso di lasciare l’Italia. Trasferendosi in Inghilterra per cercare un futuro migliore per gli altri figli Angela ed Andy, mentre Paola, allora ragazzina, decise di rimanere nella pallavolo italiana che le stava spalancando tutte le porte. “Emotivamente sono tutta mamma” disse anni fa, “ho ereditato il suo lato sentimentale, l’empatia, la lacrima facile”. Non è un caso, se nella casa di Manchester vengono lasciati tutti i trofei vinti in giro per il mondo, ospitati in un apposito mobile. Un omaggio alla famiglia, alla madre e al padre che in Nigeria facevano l’infermiera e il camionista, prima di incontrarsi proprio in Italia, a Galliera Veneta. Paola Egonu è tornata dai suoi anche prima dell’Europeo, in un periodo felice in cui la sorella Angela festeggiava la laurea alla Xavier University della Louisiana.

Ricaricarsi e ripartire

Ricaricarsi in famiglia e ripartire, questo è il piano della trascinatrice azzurra verso un oro europeo e un argento mondiale. L’Italia resta in cima alle sue priorità, a partire dall’Olimpiade di Parigi. Per questo dopo il logorante Europeo in cui il ct Davide Mazzanti l’ha lasciata quasi sempre in panchina, lei ha voluto mantenere un rapporto positivo col presidente della Fipav Giuseppe Manfredi. Dirigente equilibrato, appassionato, che ha capito le sue ragioni anche nel momento in cui lei si tirava fuori. Lasciando la nazionale “per prendersi un periodo di riposo”, alla vigilia del torneo di qualificazione olimpica che partirà il 16 settembre. Un torneo in cui l’Italia concederà “un bel vantaggio alle avversarie: l’assenza di Paola Egonu” ha ribadito Santarelli, che ha attenuato la polemica con Mazzanti (“E’ stato mio maestro”) ma allo stesso tempo non si capacita di quel che sta succedendo: “È come l’Argentina senza Messi o Maradona, la Francia senza Mbappé o Platini. Spero che sia solo una breve parentesi, perché Paola Egonu merita di giocare in nazionale, e la nazionale merita di vedere Paola Egonu”. Se si tratterà solo di una parentesi, un pochino del merito sarà anche del riso con platano fritto: la ricarica giusta, per una campionessa tornata bambina per qualche giorno.

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