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Volley, Europei: Italia di carattere, 3-2 all’Olanda. Giovedì semifinale a Roma con la Francia

(ansa)
A Bari quarto palpitante, con gli azzurri che la spuntano al tie break
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BARI – «Devo fare delle scelte» è uno dei mantra preferiti dagli allenatori, e Fefé De Giorgi di scelte ne ha fatte. Non solo un anno fa, quando sacrificò Zaytsev in cambio di un gruppo giovane, fresco e devoto alla bandiera. Anche in questa lunga festa che è l’Europeo italiano, in questo bagno di folla da un sold out all’altro, attraverso Bologna, Perugia, Ancona, Bari fino al calvario coi carissimi nemici dell’Olanda, una partita che sembrava persa, poi vinta facilmente, poi di nuovo in bilico, e infine risolta con grinta da campioni del mondo, per un imprevedibile 3-2 (19-25, 25-17, 25-16, 23-25, 15-12). Una di quelle partite che danno consapevolezza dopo aver messo a rischio il sistema nervoso, una prova di tenuta mentale e fisica che porta gli azzurri alle finali di Roma, alla semifinale di giovedì con la Francia di Andrea Giani, con 22 punti di Michieletto, 21 di Romanò, coi muri di Galassi e i recuperi di Balaso che se avesse continuato a scavare palloni avrebbe trovato il…

BARI – «Devo fare delle scelte» è uno dei mantra preferiti dagli allenatori, e Fefé De Giorgi di scelte ne ha fatte. Non solo un anno fa, quando sacrificò Zaytsev in cambio di un gruppo giovane, fresco e devoto alla bandiera. Anche in questa lunga festa che è l’Europeo italiano, in questo bagno di folla da un sold out all’altro, attraverso Bologna, Perugia, Ancona, Bari fino al calvario coi carissimi nemici dell’Olanda, una partita che sembrava persa, poi vinta facilmente, poi di nuovo in bilico, e infine risolta con grinta da campioni del mondo, per un imprevedibile 3-2 (19-25, 25-17, 25-16, 23-25, 15-12). Una di quelle partite che danno consapevolezza dopo aver messo a rischio il sistema nervoso, una prova di tenuta mentale e fisica che porta gli azzurri alle finali di Roma, alla semifinale di giovedì con la Francia di Andrea Giani, con 22 punti di Michieletto, 21 di Romanò, coi muri di Galassi e i recuperi di Balaso che se avesse continuato a scavare palloni avrebbe trovato il petrolio, se ce ne fosse.

La partita di un ct vero, che nel suo cammino prende decisioni non solo in nome della tattica e degli equilibri, ma anche della sensibilità, in una squadra che ieri è rimasta sotto shock perdendo il primo set quando uno di loro, Roberto Russo, è cascato pesantemente sulla caviglia sinistra. Uscendo dal campo portato a braccio dai compagni-amici, per seguire il resto della partita sdraiato a terra con il piede fasciato. Sanguinetti, che l’ha sostituito, ma anche i nuovi entrati Mosca e Rinaldi sono stati all’altezza.

Per capire De Giorgi basta tornare alla prima partita di Bologna, Italia-Belgio, con un alone che pesa su un diciannovenne che gioca in A2. Fefé ha appena spiegato per l’ennesima volta che quel ragazzo la convocazione se l’è meritata tutta, che il cognome non conta affatto, ma sa benissimo che il figlio di Vigor Bovolenta non può camminare leggero come prima, ora che è in azzurro. Ed ecco l’illuminazione, quando Italia-Belgio scivola verso il 3-0, De Giorgi fa entrare Bovolenta junior, in un cambio concitato si vede chiaramente Michieletto che lo indica, Giannelli gli porge la palla, lui scarica alto e il muro belga fa invasione. È il match point, firmato dall’erede che in un attimo si alleggerisce di una tonnellata.

Tutti si devono sentire normali, il divismo non è ben accetto. Ma ci sono gerarchie tecniche che non si possono nascondere. Il sestetto campione del mondo, per esempio, ha concesso poco minutaggio ad altri. Leandro Mosca, per esempio, lo scorso settembre raggiunto dalla famiglia che lo vide diventare campione del mondo, senza però giocare un secondo. Ed ecco tornare lo stile De Giorgi, con Mosca mandato in campo ad Ancona, a un passo da Recanati, a mezz’ora di macchina, quindi facilmente raggiungibile dalla famiglia che finalmente lo vede giocare.

C’è poi chi non ha giocato questo Europeo, come Simone Anzani, fuori dalla nazionale per un fastidio al cuore che ha comportato lo stop del Coni. E il successivo intervento di ablazione, che non ha impedito al centrale di seguire il match con la Svizzera con la figlia e posare coi compagni nella foto di fine partite. Non si lascia indietro nessuno, se fai parte del gruppo De Giorgi.

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