Daniele Lavia: “L’Italia ha ancora fame. Con la Francia il livello si alzerà”
di Mattia ChiusanoDaniele Lavia
ROMA — Un anno fa i magnifici Bleus della pallavolo, campioni olimpici in carica guidati da Earvin Ngapeth detto Monsieur Magique, affrontarono i giovincelli di Fefé De Giorgi nei quarti dei Mondiali: vinsero gli azzurri. Uno di loro, un 22enne alto due metri, calabrese di Cariati, il sorriso incorniciato da un filo di barba, uscì dagli spogliatoi e disse: «Noi non abbiamo limiti». Era il prologo di quel che stava per succedere: l’Italia campione del mondo. Giovedì sera (ore 21.15, Rai2 e Sky) Daniele Lavia sarà uno dei punti di forza degli azzurri nel nuovo Italia-Francia, semifinale dell’Europeo a Roma. Interpretando, tra schiacciate e ricezione, lo spirito del gruppo De Giorgi.
Lavia, un anno dopo siete sempre senza limiti?
«Abbiamo tanta fame, e lo dimostriamo sul campo. Partite sofferte come quella con l’Olanda ci aiutano a superare i momenti di difficoltà, reagire e vincere: lo abbiamo fatto martedì, ma anche al tie-break con la Germania».
Da un anno all’altro cosa hanno…
ROMA — Un anno fa i magnifici Bleus della pallavolo, campioni olimpici in carica guidati da Earvin Ngapeth detto Monsieur Magique, affrontarono i giovincelli di Fefé De Giorgi nei quarti dei Mondiali: vinsero gli azzurri. Uno di loro, un 22enne alto due metri, calabrese di Cariati, il sorriso incorniciato da un filo di barba, uscì dagli spogliatoi e disse: «Noi non abbiamo limiti». Era il prologo di quel che stava per succedere: l’Italia campione del mondo. Giovedì sera (ore 21.15, Rai2 e Sky) Daniele Lavia sarà uno dei punti di forza degli azzurri nel nuovo Italia-Francia, semifinale dell’Europeo a Roma. Interpretando, tra schiacciate e ricezione, lo spirito del gruppo De Giorgi.
Lavia, un anno dopo siete sempre senza limiti?
«Abbiamo tanta fame, e lo dimostriamo sul campo. Partite sofferte come quella con l’Olanda ci aiutano a superare i momenti di difficoltà, reagire e vincere: lo abbiamo fatto martedì, ma anche al tie-break con la Germania».
Da un anno all’altro cosa hanno imparato i campioni del mondo?
«Eravamo una squadra nuova, tutti ci sottovalutavano: ora capiscono il nostro potenziale, e vogliono batterci. L’approccio degli altri è cambiato, dobbiamo accettarlo».
Italia-Francia assomiglierà al 3-2 dell’anno scorso?
«Sarà molto simile, il livello di gioco sarà alto, e dobbiamo prepararci alle difficoltà che arriveranno. Non temiamo nessuno ma rispettiamo tutti, saremo spavaldi e affamati».
Con Alessandro Michieletto formate una coppia che spazia dalla Nazionale allo scudetto di Trento.
«Infatti vedo più lui della mia ragazza… sono tre anni che giochiamo sempre insieme. Siamo amici, ma in ritiro le passioni sono diverse. Lui gioca con la playstation, io a briscola».
Sta giocando un Europeo con punteggi alti e buone percentuali di ricezione: insomma è ovunque.
«È una mia caratteristica essere bravo anche in ricezione, per dare equilibrio alla squadra. L’importante è cercare di mettere palla vicino alla rete, poi se la vede Giannelli. E per gli altri sono problemi».
Ascolta ancora “Avrai” di Baglioni per ispirarsi?
«Certo, ma meno di prima. La musica che accompagna il mio Europeo è segreta, per scaramanzia».
Avete introdotto un buffo balletto prima delle partite.
«L’anno scorso urlavamo tutti per caricarci e intimorire gli avversari. Stavolta abbiamo provato questa “ruota”, ed è una bella idea, che esprime il nostro senso di unione».
L’hanno colpita le polemiche attorno alla Nazionale femminile?
«Ne devo proprio parlare?».
Questo Europeo itinerante le ricorda le trasferte da ragazzo, quando partiva dalla Calabria?
«Una volta da Corigliano sono andato a giocare a Bolzano: assurdo. Avevo quindici anni, era il 2015. In questi giorni è stato un po’ lungo solo Ancona-Bari. Ma ne valeva la pena».
Lei rappresenta il Sud in azzurro.
«E ne vado orgoglioso, è un motivo in più per dimostrare di saper vincere. È stato bellissimo sentire il calore e il senso di appartenenza del pubblico di Bari, senza di loro chissà come sarebbe finita con l’Olanda, possiamo solo ringraziare».
Come professionista avrà rinunciato ai sapori della sua cucina.
«Non so cucinare quelle specialità. Però ho un metabolismo veloce, e posso permettermi pasta a gogò. Dopo l’allenamento del mattino 250 grammi non me li toglie nessuno».
In un’epoca molto social la sua fidanzata Elena non ama apparire.
«Per niente. Lei studia odontoiatria a Verona. Studia tanto, non come me».