Julio Velasco firma fino al 2025: “Voglio disponibilità incondizionata, non si prepara l’Olimpiade in un hotel a 5 stelle”. Messaggio a Egonu e Antropova
di Mattia ChiusanoMILANO – Julio Velasco sarà allenatore dell’Italia femminile sulla strada verso le Olimpiadi di Parigi, ma anche dopo, ai Mondiali del 2025. Il tecnico più carismatico del volley, 71 anni, leader della generazione dei fenomeni che con lui vinse due campionati del mondo, ha firmato il contratto con la federazione che parte il 1° gennaio, anche se lui è già libero in seguito alla burrascosa separazione dalla società che l’ha riportato nel volley delle donne, la Uyba Busto Arsizio. “Se il club avrà delle lamentele le farà valere nella sede opportuna, avremmo potuto fare altre scelte se l’allenatore non si fosse potuto liberare” taglia corto il presidente federale Giuseppe Manfredi, “nessuno ha voluto togliere nulla a nessuno, quando Julio ha lasciato il settore giovanile la scorsa primavera ci ha detto che sarebbe tornato per fare l’allenatore delle donne”.
MILANO – Julio Velasco sarà allenatore dell’Italia femminile sulla strada verso le Olimpiadi di Parigi, ma anche dopo, ai Mondiali del 2025. Il tecnico più carismatico del volley, 71 anni, leader della generazione dei fenomeni che con lui vinse due campionati del mondo, ha firmato il contratto con la federazione che parte il 1° gennaio, anche se lui è già libero in seguito alla burrascosa separazione dalla società che l’ha riportato nel volley delle donne, la Uyba Busto Arsizio. “Se il club avrà delle lamentele le farà valere nella sede opportuna, avremmo potuto fare altre scelte se l’allenatore non si fosse potuto liberare” taglia corto il presidente federale Giuseppe Manfredi, “nessuno ha voluto togliere nulla a nessuno, quando Julio ha lasciato il settore giovanile la scorsa primavera ci ha detto che sarebbe tornato per fare l’allenatore delle donne”.
Già a gennaio Velasco, che vuole nel suo staff una donna allenatrice, si coordinerà con la preparazione olimpica del Coni, con i suoi vice Massimo Barbolini e Lorenzo Bernardi, allenatori di Scandicci e Novara nel campionato che l’argentino seguirà con grande interesse. Anche se le convocazioni della nazionale ricalcheranno quelle del ciclo Mazzanti, non ci sarà molto da aggiungere tranne il ritorno di alcune veterane, a partire da Monica De Gennaro, con una soluzione che riguarda la gestione di Paola Egonu ed Ekaterina Antropova.
Velasco, come si sente tornando alla nazionale femminile dopo 26 anni?
“Sono emozionato e sento una grande responsabilità, non vedo modo migliore di combattere la vecchiaia che affrontare sfide difficili”.
Troverà in squadra due opposti fenomenali come Paola Egonu ed Ekaterina Antropova, che non pochi problemi hanno dato a Mazzanti: come le gestirà?
“Intanto voglio dire che in questi mesi ho letto molti commenti ingiusti sull’operato di Mazzanti, che non solo ha vinto con la nazionale, ma anche coi club, un grande allenatore e una bravissima persona. Poi vorrei stabilire un principio che vale per tutte”.
La prima regola del ciclo Velasco?
“La stessa dell'89 quando presi la nazionale maschile: i giocatori devono dare disponibilità incondizionata alla maglia azzurra: non deve quindi essere condizionata da programmi, ferie, rimborsi spese. Tutti sono importanti e nessuno è imprescindibile”.
Vale anche per Egonu e Antropova?
“Se volete un’anticipazione, secondo me avere due opposte come Egonu e Antropova è la cosa migliore, ma intanto voglio trovare più giocatrici che ricevono bene. Quando cambi ruolo a un giocatore devi pensare di avere la maglia della nazionale e giocare una semifinale dei Giochi in un ruolo non tuo, diventare schiacciatrice alla prima esperienza olimpica (allusione alla 20enne Antropova, ndr). È un cambio che va provato magari in una finale di campionato, non in partite facili”.
Cos’altro chiederà alle azzurre?
“Intanto di onorare la Nations League, il nostro primo torneo che va affrontato con la prima squadra, nell’unica possibilità che abbiamo di giocare partite che contano. Non si allena un esercito in un hotel 5 stelle, non possiamo essere quelli stanchi, ma quelli che superano i problemi, sopportano stanchezza e le aspettative, per arrivare pronti a Parigi dove sì che sarà difficile”.