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Velasco ct delle azzurre, insorgono i club: “La serie A non è un taxi per la nazionale”

Velasco ct delle azzurre, insorgono i club: “La serie A non è un taxi per la nazionale”

La Lega femminile e la presidente di Milano Marzari contro la federazione per l’ingaggio del tecnico della Uyba: “Forzature inaccettabili”, “no all’interpretazione ad personam delle regole”

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La firma di Julio Velasco come ct azzurro rilancia la nazionale e spacca il volley femminile. Il casus belli è l’improvvisa rottura tra l’allenatore due volte campione del mondo e la Uyba Busto Arsizio, la società che per rilanciarsi gli aveva offerto la panchina in serie A1 e un contratto di due anni con opzione per un terzo, convincendolo a lasciare la guida del settore giovanile della federazione. Le dimissioni per andare ad allenare la nazionale e il divieto della federazione di concedere il doppio incarico ai tecnici hanno scatenato la reazione dei club, uniti in un comunicato della Lega volley, ma anche rappresentati da un duro attacco della presidente di Milano Alessandra Marzari, la squadra che ha ingaggiato Paola Egonu. Di “forzature sugli interessati e sui club per decisioni da assumersi in maniera inaccettabile” parla la lega (che dedica un passaggio a Malagò), mentre Marzari si rifiuta di “ubbidire a prepotenti”.

Fabris: “Rispettare le società e preservare la regolarità del campionato”

il presidente della Lega femminile Mauro Fabris ha convocato la consulta di serie A per studiare le prossime mosse. In un comunicato scrive: "La Uyba paga ingiustamente il prezzo più alto con la perdita di un allenatore, che ha giocato con le parole contrattuali (con la solita eleganza e sagacia, il Presidente Malagò si è limitato a parlare di “misunderstanding e della necessità di evitare imbarazzi nell’ambiente”) per fare e disfare a piacimento. Perché dare tanto risalto da parte nostra al suo arrivo in serie A, che non può essere considerata un taxi, sapendo che se ne sarebbe andato dopo due mesi? Ora prendiamo atto dai giornali, senza alcun confronto con la Lega, del “raddoppio del doppio incarico” con la chiamata ulteriore di due allenatori di nostre società in Nazionale (i vice di Velasco Lorenzo Bernardi di Novara e Massimo Barbolini di Scandicci, ndr). Non rischieranno di “distrarsi” o di creare situazioni strane se andranno ai playoff scudetto? Ora la frittata è fatta, ma si devono rispettare il lavoro, gli investimenti, i progetti delle nostre società e preservare la regolarità e trasparenza del campionato”.

Marzari: “Non ubbidiamo a prepotenti”

Durissima è la reazione di Alessandra Marzari “Non siamo certo qui, almeno non io, ad ubbidire a prepotenti, pur illustri, neanche quando si tratta della nostra amata nazionale femminile, reduce da un disastroso torneo, da una disastrosa gestione che ne ha sancito l’esclusione dalle Olimpiadi, speriamo solo per ora“. La presidente della Vero Volley che riempie il Forum di Assago con le partite di Paola Egonu, Miryam Sylla e Alessia Orro si schiera dalla parte del club danneggiato: “Alla società Uyba è stata fatta una ingiustizia. In base alle leggi scritte e non scritte, come la parola data. La coscienza ci dice che così non ci si comporta, che quando si ha il potere bisogna amministrarlo con grazia e rispetto, che l’interpretazione “ad personam” delle regole non è cosa. Le società fanno la fortuna della federazione e dei suoi ct, non il contrario. Ci meritiamo rispetto, non ci meritiamo di apprendere decisioni già prese o da prendere in tempi ristretti, inadatti, senza uno straccio di comunicazione decente o di proposta strutturata. Non ci meritiamo neanche incursioni distraenti in un campionato già assurdamente impegnativo, a causa di un calendario che ancora una volta abbiamo subito, come chi in campo ci sta“.

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