Una prima partita pazzesca, quasi vinta, poi quasi persa, infine vinta da Scandicci al tie-break. Dopo aver visto sfumare un match point nel quarto set, e prendere il largo Conegliano sull’11-7. Alla fine però le campionesse in carica della Imoco, all’ottava finale consecutiva, hanno perso la seconda partita della stagione, mentre il gruppo di Massimo Barbolini, la Savino Del Bene, dopo aver raggiunto la prima finale di sempre accarezza il sogno di vincere il primo scudetto. Con una furia come Ekaterina Antropova, che si propone al ct Julio Velasco per le Olimpiadi di Parigi con 31 punti, tenendo il ritmo di una fuoriclasse più esperta come Isabelle Haak (34 punti). Giovedì intanto tocca agli uomini, con gara 1 della finale tra Perugia la sorpresa Monza.
Il primo set si apre e si chiude nel segno di Antropova. Il suo ace del 5-2 spezza l’equilibrio, e quando Conegliano rimonta, sorpassa e arriva fino al 22-20 trova una brutta sorpresa: dopo l’attacco di Zhu Ting, Ekaterina scaglia due volte dai nove metri e porta in vantaggio Scandicci, poi completa l’opera con il quarto ace dei 5 della sua squadra, per un totale di 10 punti col 50 % in attacco. È un ritmo molto impegnativo da tenere, in effetti c’è un calo non solo dell’azzurra, e Conegliano ne approfitta ritrovando le sue sincronie che le sono valsi quest’anno la Supercoppa Italia, la Coppa Italia e la finale di Champions League, con una sola sconfitta subita. La protagonista all’inizio è Marina Lubian, che aiuta a costruire il 9-4 con tre ace fulminanti, per poi lasciar spazio al braccio di Haak che comincia a macinare i suoi numeri: 10 punti e 3 ace, tutti a chiudere un secondo set in cui Scandicci resta sempre lontana, senza abbattere il minimo di 4 punti di vantaggio che la Imoco si concede prima di andare a vincere 25-16.
Sembra l’avvio di una nuova partita, in cui le ragazze di Daniele Santarelli sull’abbrivio del secondo set vanno sul 7-2 anche nel terzo. Ma è un’illusione, perché Scandicci torna a galla, Antropova trova una spalla potente in Zhu Ting che fa valere tutta la sua esperienza, aiuta le sue a restare attaccate, e con un mani out trova il 19 pari che apre la strada per il gran finale in cui Conegliano ha paura, e ci si mette la rete per far carambolare dalla parte giusta una palla di Antropova deviata dal muro: è il 25-22.
Scandicci al settimo cielo, e Conegliano quasi sotto shock, che si ritrova presto sotto 4-7 con un muro di Carol su Plummer. Santarelli chiama un time-out, anche questo set viaggia a lungo sui 4 punti di ritardo, ma in qualche modo le campionesse in carica scacciano i fantasmi, per ritrovarsi pienamente: attacco di Plummer, poi di Haak due volte, muro di Fahr e di Haak ed è 20-18. Antropova non si spaventa per aver colpito l’antenna, reagisce con una parallela e un ace. Ma l’Imoco non è solo una grandinata in attacco, ma anche un muro che ferma prima Antropova poi Herbots e va al tie-break.
Conegliano è determinata a sfruttare le buone vibrazioni del momento, nel suo palazzetto, e va presto sul 5-3 spinta da Haak e Lubian, poi sull’8-4 su muro di Wolosz e sull’11-7 su attacco di Haak che sembra già una sentenza. Come tante volte in questo match non è così, anche se Antropova sbaglia un diagonale ed è 13-8. L’attacco del 14-10 annullato a Haak sembra solo un inciampo, Antropova guida la riscossa ben assistita da Washington che scava un fosso con la schiacciata che vale il primo match point, poi prepara pure il secondo che viene trasformato in vittoria da Herbots.