Paola Egonu, la regina della Champions vuole la quarta coppa nell’Italia Day
di Mattia ChiusanoÈ il giorno del volley italiano. Quando sta già partendo la stagione della nazionale e delle Olimpiadi di Parigi annunciata dai ct Fefè De Giorgi e Julio Velasco, alla Sports Hall di Antalya quattro squadre giocano per la Champions League femminile e maschile. Di queste tre sono italiane: alle 16 italiane (Dazn) la Trentino Itas di Michieletto e Lavia gioca contro i polacchi dello Jastrzebski Wegiel per il titolo di campione d’Europa per club, mentre alle 19 (Dazn) la coppa femminile se la contenderanno la Carraro Imoco Conegliano e l’Allianz Vero Volley Milano. Le vincitrici di sette scudetti di cui sei consecutivi, contro le debuttanti assolute nella massima finale. Esordienti, eppure dotate della giocatrice che più si identifica nella Champions di questa generazione: Paola Egonu.
È il giorno del volley italiano. Quando sta già partendo la stagione della nazionale e delle Olimpiadi di Parigi annunciata dai ct Fefè De Giorgi e Julio Velasco, alla Sports Hall di Antalya quattro squadre giocano per la Champions League femminile e maschile. Di queste tre sono italiane: alle 16 italiane (Dazn) la Trentino Itas di Michieletto e Lavia gioca contro i polacchi dello Jastrzebski Wegiel per il titolo di campione d’Europa per club, mentre alle 19 (Dazn) la coppa femminile se la contenderanno la Carraro Imoco Conegliano e l’Allianz Vero Volley Milano. Le vincitrici di sette scudetti di cui sei consecutivi, contro le debuttanti assolute nella massima finale. Esordienti, eppure dotate della giocatrice che più si identifica nella Champions di questa generazione: Paola Egonu.
Quei 35 punti di Paola nella semifinale
“Ogni anno cambiano le sedi delle SuperFinals di Champions League, ma alla fine una persona è sempre lì: Paola Egonu” ha scritto sul suo sito la Cev, la Uefa del volley. A soli 25 anni l’opposto di Milano si prepara a giocare la quinta finale consecutiva, come nessuno prima di lei. Basterebbe questo, ma è un dato ancora grezzo, che va approfondito. Egonu infatti è arrivata all’ultimo atto con quattro squadre diverse: Novara, Conegliano, VakifBank e ora Milano. Se per il Vero Volley quest’anno sono arrivate otto vittorie su dieci match, la relazione con la presenza di Paola è fortissima: è stata lei a mettere a terra 35 palloni nella semifinale contro il Fenerbahce trascinando Milano. Come nel 2023 spinse il Vakifbank a Torino, sognando un anno dopo il secondo successo consecutivo dopo l’esperienza turca. Chiusa con una delle finali interpretate a modo suo: 40 punti all'Eczacibasi e tutti a casa, coppa a Istanbul e lei in volo per il suo ritorno in Italia. Non che fosse stata da meno prima: 27 punti per Novara, battendo Conegliano a Berlino nel 2019; 41 punti stavolta per Conegliano, superando il VakifBank a Verona nel 2021; 39 punti nel 2022, non sfruttati dalla Imoco per battere a Lubiana il VakifBank.
Velasco, paragoni e doveri del ct
Chissà se non fosse stata annullata la stagione 2020 per il Covid. Paola Egonu lascia ricordi indelebili, come a Conegliano dove il presidente Piero Garbellotto ha detto in vista della finale “A lei sono legato da ricordi bellissimi, le 76 vittorie consecutive, il primo mondiale e la Champions vinti. Ci sentiamo ogni tanto, lei è una giocatrice che ci è rimasta dentro. Siamo cresciuti insieme, anche dal punto di vista anagrafico in tre anni indimenticabili”. La giornata sarà breve e intensa, e segnerà la fine dell’attività dei club spalancando le porte alle nazionali che devono qualificarsi per i Giochi di Parigi. Qui comincerà un’altra partita di Paola Egonu, alle prese col neo ct Julio Velasco che la avvicina ai grandissimi dello sport di tutti i tempi: “Come Totti, Platini, Maradona non si può pretendere che faccia la vita delle altre”. Ma allo stesso tempo non promette nessun tipo di favore se qualcuna giocherà meglio di lei. Ogni riferimento a “Kate” Antropova è casuale.