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Volley, Italia in semifinale con la Francia. Russo: “Il Giappone sembrava un cartone animato”. Giannelli: “Perché ho cercato quell’ace”

Gli azzurri dopo la partita col Giappone

 (reuters)

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La squadra di De Giorgi avanti nel torneo olimpico dopo aver rischiato di uscire con i nipponici. Il ct De Giorgi: “Anche sul match point per loro sapevo che avremmo fatto punto. Abbiamo la capacità di compattarci”
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PARIGI – “Il Giappone sembrava un cartone animato”. Per saper raccontare uno spavento, certe volte bisogna affidarsi ai bambini. Alle loro visioni che racchiudono tutto. Come fa Roberto Russo, centrale dell’Italia arrivata in semifinale mercoledì con la Francia dopo il precipizio di 4 match point annullati e un tie-break rovesciato. Il Giappone, il volley, Mila e Shiro, oppure Mimì e la nazionale della pallavolo: simpatici da guardare, ma chi li vorrebbe affrontare? All’Italia è successo contro la versione maschile guidata da Yuki Ishikawa, futuro schiacciatore di Perugia.

E il fatto di esserne uscita viva dà una fiducia per le medaglie alla stanchezza di “una partita stupenda, una delle più belle della mia vita, noi viviamo per momenti così” dice Alessandro Michieletto, che di palle a terra ne ha messe 24 rilanciando gli azzurri dopo un primo set da incubo e un secondo regalato dopo essere stati sul 23-21: “Non è che abbiamo giocato male, è che siamo stati inferiori a loro, e ab…

PARIGI – “Il Giappone sembrava un cartone animato”. Per saper raccontare uno spavento, certe volte bisogna affidarsi ai bambini. Alle loro visioni che racchiudono tutto. Come fa Roberto Russo, centrale dell’Italia arrivata in semifinale mercoledì con la Francia dopo il precipizio di 4 match point annullati e un tie-break rovesciato. Il Giappone, il volley, Mila e Shiro, oppure Mimì e la nazionale della pallavolo: simpatici da guardare, ma chi li vorrebbe affrontare? All’Italia è successo contro la versione maschile guidata da Yuki Ishikawa, futuro schiacciatore di Perugia.

E il fatto di esserne uscita viva dà una fiducia per le medaglie alla stanchezza di “una partita stupenda, una delle più belle della mia vita, noi viviamo per momenti così” dice Alessandro Michieletto, che di palle a terra ne ha messe 24 rilanciando gli azzurri dopo un primo set da incubo e un secondo regalato dopo essere stati sul 23-21: “Non è che abbiamo giocato male, è che siamo stati inferiori a loro, e abbiamo avuto fortuna nel terzo set. Siamo usciti dalle difficoltà come una squadra, mettendoci in cerchio e parlandoci, e tutto questo ci dà autostima. Ripensando alla nostra eliminazione nei quarti a Tokyo posso dire che sentivamo dei fantasmi, ma questa è una squadra diversa rispetto ad allora”. Nessuno di loro era nato allora, ma a chi ha una memoria più lunga sono tornati in mente altri fantasmi, quelli di Barcellona ’92, quando l’Olanda buttò fuori i campioni del mondo di Velasco.

Giannelli: “Capita una volta su venti”

L’Italia ha trovato la fiducia, l’adrenalina, le semifinali con la Francia che ha battuto 3-2 la Germania, ma anche un pizzico di follia, come l’ace che Simone Giannelli ha centrato sul match point del Giappone: se la palla fosse uscita, sarebbe stato il 3-0 definitivo. Ma il palleggiatore Mvp all’ultimo Mondiale spiega che certe nascono con la fortuna, ma anche la condivisione di obiettivi: “Bisogna provarci, nella vita bisogna metterci tutto quello che si ha. Bisogna essere consapevoli di quello che si può fare: io lo ero, sapevo che potevo farcela. Un ace così capita una volta su venti, ma la squadra è stata bravissima: era come se io sapessi che loro erano lì, pronti ad alzare il muro, ad attaccare bene. Non è un ace che cambia la partita, ma quanto siamo stati capaci a rimanere nella partita”.

(afp)

De Giorgi: “Inutile arrabbiarsi in partita”

Una vittoria che rafforza un gruppo molto giovane, capace di vincere un mondiale quando nessuno se lo aspettava, solo un anno dopo la delusione di Tokyo. Una rimonta che funziona meglio di qualsiasi discorso motivazionale stile Ogni maledetta domenica. Quelli che non fa Fefé De Giorgi, rimasto sempre in controllo delle emozioni anche quando il Giappone ha avuto il match point nel tie-break: “In allenamento mi arrabbio, in partita no, non è che se mi arrabbio loro giocano meglio, se fosse così urlerei dalla mattina alla sera. Invece in partita gioco con loro”. È disarmante il ct quando gli si chiede cosa ha pensato quando l’Italia era sotto 21-24 nel terzo set: “No, eravamo 22-24, perché sapevo che avremmo fatto punto… quando Giannelli è andato a battere mi sono detto ‘ci mancano due punti… Non ho cambiato giocatori perché era il Giappone a giocare bene, non noi male. Con qualsiasi altra squadra saremmo stati davanti, invece abbiamo affrontato un momento di sofferenza e dimostrato la capacità di compattarci”. Il patrimonio con cui entrare in semifinale, e ricominciare a sognare quel he non arrivò a Barcellona, Atlanta, Atene, Rio, ma come direbbe De Giorgi, un punto alla volta.

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