L’Italia di Velasco travolge la Serbia ed è in semifinale per la prima volta: il podio non è più un tabù
dal nostro inviato Mattia ChiusanoPARIGI — Non è lecito sognare, lo stiamo già facendo. Mai l’Italia delle donne era arrivata in una semifinale olimpica, ed è strano vedere come debuttanti un gruppo che da anni splende come un gioiello nel volley mondiale. Ma mancava sempre qualcosa, nonostante un europeo, un argento e un bronzo mondiali. Non incompiute, ma ancora alla ricerca della perfetta definizione di se stesse. Forse stavano aspettando uno come Julio Velasco, qualcuno che alleggerisse una vigilia con le campionesse del mondo della Serbia togliendo dalla testa i 3-0 a Rio de Janeiro e Tokyo. Perché la storia si ripropone sempre, basta vederla in modo speculare, per cui il tre a zero si può ripetere, ma girandolo a tuo favore. «Lui ci dà la giusta tranquillità, lucidità, e anche aggressività nei momenti giusti» assicura “Moki” De Gennaro, libero che a 37 anni ha riflessi invidiabili che strappano al terreno palloni ormai perduti, e da Velasco è stato riportata in nazionale. «Siamo partite contratte perché siamo st…
PARIGI — Non è lecito sognare, lo stiamo già facendo. Mai l’Italia delle donne era arrivata in una semifinale olimpica, ed è strano vedere come debuttanti un gruppo che da anni splende come un gioiello nel volley mondiale. Ma mancava sempre qualcosa, nonostante un europeo, un argento e un bronzo mondiali. Non incompiute, ma ancora alla ricerca della perfetta definizione di se stesse. Forse stavano aspettando uno come Julio Velasco, qualcuno che alleggerisse una vigilia con le campionesse del mondo della Serbia togliendo dalla testa i 3-0 a Rio de Janeiro e Tokyo. Perché la storia si ripropone sempre, basta vederla in modo speculare, per cui il tre a zero si può ripetere, ma girandolo a tuo favore. «Lui ci dà la giusta tranquillità, lucidità, e anche aggressività nei momenti giusti» assicura “Moki” De Gennaro, libero che a 37 anni ha riflessi invidiabili che strappano al terreno palloni ormai perduti, e da Velasco è stato riportata in nazionale. «Siamo partite contratte perché siamo state sempre eliminate alle Olimpiadi nei quarti, alcune di noi avevano vissuto quell’esperienza, e la Serbia non è un avversario qualunque. Ma poi abbiamo dimostrato di essere una grande squadra».
Orro: “Siamo una squadra consapevole”
«Abbiamo smentito la maledizione dei quarti» è sollevata Alessia Orro, «guardando il passato questa era la gara più difficile. Ma questa non è la stessa storia, noi non ci fermeremo perché siamo una squadra consapevole».
Paola Egonu super contro la Serbia
Bisogna essere consapevoli, ripartendo bene i compiti, perché è chiaro che una come Paola Egonu è insuperabile quando raggiunge i suoi livelli: con la Serbia 19 punti (in tre set) col 46 % in attacco, nettamente vinto il duello con l’altra fuoriclasse Boskovic. Ma questo non è il momento di farsi condizionare dal passato, «abbiamo sofferto un po’ all’inizio» analizza Velasco, «quando ho chiamato il time-out ho detto alle ragazze “guardate che è normale essere tese. Adesso siamo in semifinale, è storia ma a me non frega niente. Diciamo che abbiamo due opportunità di prendere una medaglia. A me però piacerebbe averne una sola...». Intanto, mercoledì c’è un’altra semifinale: Italia-Francia maschile.