Zero medaglie finora, nessun Mvp, l’occasione storica è di entrare finalmente dalla porta principale della Nations League. Nella finale delle ore 13 italiane al Beilun Sport and Arts Centre di Ningbo, dove il pubblico sventola cartelli dedicati a Michieletto e smartphone con la bandiera italiana, e in campo va in scena una classica: Italia-Polonia. La stessa finale dei Mondiali 2022 (vinti) e degli Europei 2023 (persi), ma anche di una partita illusoria alle Olimpiadi di Parigi in cui gli azzurri vinsero 3-1 nel girone.
Venticinque anni di attesa
Battendo la Slovenia 3-1 in semifinale Fefé De Giorgi ha ottenuto in un colpo solo due risultati: ha ristabilito la regola di giocare almeno una finale a stagione – l’unico passaggio a vuoto è st…
Zero medaglie finora, nessun Mvp, l’occasione storica è di entrare finalmente dalla porta principale della Nations League. Nella finale delle ore 13 italiane al Beilun Sport and Arts Centre di Ningbo, dove il pubblico sventola cartelli dedicati a Michieletto e smartphone con la bandiera italiana, e in campo va in scena una classica: Italia-Polonia. La stessa finale dei Mondiali 2022 (vinti) e degli Europei 2023 (persi), ma anche di una partita illusoria alle Olimpiadi di Parigi in cui gli azzurri vinsero 3-1 nel girone.
Venticinque anni di attesa
Battendo la Slovenia 3-1 in semifinale Fefé De Giorgi ha ottenuto in un colpo solo due risultati: ha ristabilito la regola di giocare almeno una finale a stagione – l’unico passaggio a vuoto è stato Parigi – e ha conquistato il miglior risultato di sempre nel torneo da quando ha questo nome e questa formula. Prima della Volleyball Nations League esisteva la World League, ma quella era l’epoca dei fenomeni di Velasco e Bebeto, otto vittorie tra il 1991 e 2000 poi niente più. Dopo aver chiuso un’astinenza mondiale lunga 24 anni, gli azzurri potrebbero insomma colmare un vuoto di 25 anni nel torneo più ricco, un milione di dollari alla squadra vincitrice.
L’innesto di Rychlicki e Gargiulo
"Se aggiungiamo qualcosa, sappiamo di essere competitivi” aveva detto De Giorgi alla vigilia. Il materiale prezioso da aggiungere possono essere i 26 punti con 4 muri e 3 ace di Michieletto? Lo schiacciatore è da tempo uno dei punti di forza in azzurro. Quel che appare evidente invece è la distribuzione delle forze nella nuova Italia: è finito il periodo del sestetto immutabile. Contro la Slovenia sono partiti dalla panchina due colonne come Galassi e Romanò, che hanno fatto bene quando sono entrati. Oltre che su Anzani ritrovato dopo aver perso Parigi per un problema cardiaco, De Giorgi può contare su un centrale nuovo di zecca che ha debuttato in azzurro solo a giugno, Giovanni Gargiulo, classe 1999, sorrentino come Moki De Gennaro: in fasi delicate ha mostrato forte personalità. Poi c’è la grande novità, l’uomo che ha mandato in panchina Romanò: Kamil Rychlicki. Figlio di due pallavolisti polacchi, nato in Lussemburgo, eleggibile per la Nazionale solo lo scorso agosto dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana nel 2022. Una lunga attesa, in cui Kamil ha arricchito la sua esperienza passata per Ravenna, Civitanova, Perugia, Trento. Si rischia la rivalità nel ruolo di opposto? “Io sono sempre pronto ad aiutare la squadra, sia che parta dall’inizio sia a partita in corso” ha spiegato Romanò. “Siamo tutti così, 14 giocatori di grande talento”. Le premesse sono buone, per la VNL e per il Mondiale che comincerà il 12 settembre.