Velasco, scatta l’operazione mondiale: l’Italia del volley insegue l’oro per un anno perfetto
di Mattia ChiusanoMyriam Sylla ha l’aria di non credere minimamente a quel che sta per dire: «Sono al terzo Mondiale, cosa si prova? Vecchiaia». Infatti cambia subito registro, dopo aver concluso il secondo allenamento in terra thailandese: «A volte essere etichettate come favorite può creare pressioni. Ma questo è il frutto delle vittorie che abbiamo ottenuto nell’ultimo anno incredibile». Dall’Arena Paris Sud al Saphan Hin Municipal Stadium. Dall’Olimpiade al Mondiale thailandese che per le azzurre comincia a Phuket, in un impianto da 3.500 posti, il più piccolo per la squadra più grande. Da oggi alle finali di Bangkok (ultimo atto il 7 settembre al PalaHuamark da 10 mila spettatori) l’Italia di Julio Velasco, guidata in campo dalla capitana Anna Danesi e dai colpi di Paola Egonu, cerca di completare la stagione più bella del volley femminile: un oro olimpico, due Nations League, più quel che verrà nel sud-est asiatico se sarà di valore assoluto: primo appuntamento contro la Slovacchia (ore 15.30 ita…
Myriam Sylla ha l’aria di non credere minimamente a quel che sta per dire: «Sono al terzo Mondiale, cosa si prova? Vecchiaia». Infatti cambia subito registro, dopo aver concluso il secondo allenamento in terra thailandese: «A volte essere etichettate come favorite può creare pressioni. Ma questo è il frutto delle vittorie che abbiamo ottenuto nell’ultimo anno incredibile». Dall’Arena Paris Sud al Saphan Hin Municipal Stadium. Dall’Olimpiade al Mondiale thailandese che per le azzurre comincia a Phuket, in un impianto da 3.500 posti, il più piccolo per la squadra più grande. Da oggi alle finali di Bangkok (ultimo atto il 7 settembre al PalaHuamark da 10 mila spettatori) l’Italia di Julio Velasco, guidata in campo dalla capitana Anna Danesi e dai colpi di Paola Egonu, cerca di completare la stagione più bella del volley femminile: un oro olimpico, due Nations League, più quel che verrà nel sud-est asiatico se sarà di valore assoluto: primo appuntamento contro la Slovacchia (ore 15.30 italiane), in un girone soft che prevede anche Cuba il 24 agosto e Belgio il 26.
L’Italia è arrivata a trenta, con la Slovacchia serve la lode
Dopo il dominio in Vnl tutti attendono l’Italia, la studiano, immaginano strategie per contrastare una squadra arrivata alla vittoria consecutiva numero 30. «Non possiamo negare che tutto questo crei aspettative» ancora Sylla, «con l’aiuto dello staff dobbiamo essere brave a tener fuori le aspettative degli altri per pensare solo ed esclusivamente al nostro gioco». Velasco non ha voluto mettere in programma amichevoli dopo la finale di Nations League col Brasile, lasciando il rodaggio della nazionale alle prime tre partite dei Mondiali. Ma al di là dell’agenda delle ultime settimane, le sue scelte sono un modello che molti sport potrebbero imitare, a partire dal calcio. In sintesi, quando avviene un fallimento sportivo non è obbligatorio fare tabula rasa, ripartire dalle persone può essere più produttivo di una rivoluzione di nomi da tagliare. Della squadra volata in Thailandia ben sette giocatrici sono reduci dal disastroso Europeo 2023: Orro, Danesi, Sylla, Omoruyi, Egonu, Antropova, Fersino. Sarebbero addirittura dieci se Degradi non si fosse infortunata e Lubian e Pietrini non avessero detto no a Velasco che le avrebbe richiamate. Da quel quarto posto ad Apeldoorn ai trionfi attuali non è cambiato molto insomma nella rosa, quanto nella fiducia e nei rapporti che Egonu ha sintetizzato così parlando a Repubblica dell’ombra-Antropova: «È bello avere la garanzia che nel momento in cui non sei in grado di sostenere tutte le responsabilità, ci sia qualcuno pronto a caricarsene il peso».
Un mondiale extra-large a 32 squadre
Molto è cambiato invece da Parigi fino al Mondiale extra-large in Thailandia. Se le azzurre vinsero un’Olimpiade a dodici squadre, stavolta affronteranno un torneo per la prima volta a 32. Ci sarà anche il Vietnam, stangato ai Mondiali U21 per la presenza di atlete “non conformi”, ma non la sua giocatrice più importante: Nguyen Thi Bich Tuyen ha protestato contro i nuovi requisiti imposti dalla federazione internazionale: «Per proteggere la mia integrità ed evitare rischi inutili per la squadra». Un caso Khelif disinnescato?