Volley, ecco come l’Italia può arrivare alla finale mondiale di Bangkok
di Mattia ChiusanoDue sole partite, ed è già cominciata la seconda fase del mondiale. Il girone di Phuket sembra ormai alle spalle, i due 3-0 alla Slovacchia e quello della 31ª vittoria consecutiva con Cuba un ricordo, tutto è orientato verso gli ottavi di sabato a Bangkok. Anche l’ultima partita della pool B sull’isola thailandese, quella col Belgio di domani a mezzogiorno: "Non possiamo arrivare agli ottavi con due partite che non sono state difficili" analizza Julio Velasco. "Il Belgio è un’altra cosa, dovremo fare una grande partita per chiudere primi nel girone". Arrivata all’ultimo istante in Asia per volere del ct, l’Italia vede già aprirsi il suo cammino verso la desiderata finale: negli ottavi ci sarà la seconda del girone G (Germania o Polonia), nei quarti probabilmente la prima del girone G o il Belgio, nella possibile semifinale Brasile o Cina. Giappone, Turchia, Usa e Serbia sono nell’altra parte del tabellone, quindi potrebbero incrociare le azzurre solo in finale.
Due sole partite, ed è già cominciata la seconda fase del mondiale. Il girone di Phuket sembra ormai alle spalle, i due 3-0 alla Slovacchia e quello della 31ª vittoria consecutiva con Cuba un ricordo, tutto è orientato verso gli ottavi di sabato a Bangkok. Anche l’ultima partita della pool B sull’isola thailandese, quella col Belgio di domani a mezzogiorno: "Non possiamo arrivare agli ottavi con due partite che non sono state difficili" analizza Julio Velasco. "Il Belgio è un’altra cosa, dovremo fare una grande partita per chiudere primi nel girone". Arrivata all’ultimo istante in Asia per volere del ct, l’Italia vede già aprirsi il suo cammino verso la desiderata finale: negli ottavi ci sarà la seconda del girone G (Germania o Polonia), nei quarti probabilmente la prima del girone G o il Belgio, nella possibile semifinale Brasile o Cina. Giappone, Turchia, Usa e Serbia sono nell’altra parte del tabellone, quindi potrebbero incrociare le azzurre solo in finale.
Egonu: “Manteniamo alto il livello fino alla fine”
Il Mondiale insomma ha dato una robusta accelerata dopo una prima fase molto soft. Ma l’Italia non è rimasta indietro, anzi l’attitudine delle giocatrici è quella di chi si prepara mentalmente agli scontri più duri. "Sono molto orgogliosa perché siamo in grado di mantenere alto il livello dall’inizio alla fine" è convinta Paola Egonu, 12 punti in soli due set giocati in una partita troppo facile quindi insidiosa, in cui una squadra in ricostruzione come Cuba è andato sopra i 10 punti solo nel terzo set (25-9 25-8 25-16): ma in quella fase Velasco aveva sostituito gran parte del sestetto titolare, trovando presto ottime risposte anche dalle varie Giovannini, Akrari, Omoruyi, Sartori. "Ci siamo divertite, ma tenendo la concentrazione al massimo" dice Alessia Orro, "se giochi bene è difficile mantenere la concentrazione, ma noi siamo andate dritte come treni e Julio si è complimentato con noi per le cose provate in allenamento e realizzate sul campo".
Velasco: “Come nell’hotel di Parigi”
Lui, Julio Velasco, ha un’esperienza radicata nella storia della pallavolo, quindi conosce il momento delicato in cui un torneo diventa duro e pericoloso. Ma questo non gli impedisce di tessere le lodi di un gruppo in cui "non ho bisogno di fare niente per la mentalità di ragazze così giovani eppure dotate di una grande condizione mentale". Il ct è quello del mantra del “qui e ora”, del punto da conquistare senza pensare subito a quello successivo. Ma forte di questa strategia mentale che le azzurre hanno accettato e assorbito, Velasco si concede un tuffo nel passato per definire lo stato attuale della sua nazionale: "Vedo molta concentrazione. Come nell’hotel delle Olimpiadi di Parigi". E si sa come andò a finire.