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Due dita esplose e un caso. Trento ora chiede i danni per l’infortunio in Nazionale di Lavia

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Un incidente nel ritiro azzurro per lo schiacciatore. L’Itas ora vuole un indennizzo dalla Fipav. E lui: “Lavorerò al massimo per tornare presto in campo”
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Due dita «esplose, maciullate», un’operazione di tre ore per ricostruire la mano destra schiacciata da un peso di 15 kg e un’altra frattura che faticosamente si sta cercando di sanare tra il club di Daniele Lavia, l’Itas Trentino, e la Federvolley. Il 25enne martello cosentino si è infortunato a anulare e mignolo destri mentre era in palestra pesi, in ritiro con la Nazionale, a Verona. L’incidente è avvenuto sabato mattina, intorno alle 9.30. Lavia è caduto da un plinto, la mano è rimasta incastrata sotto un disco di acciaio. Diagnosi: frattura scomposta pluriframmentaria con gravi lesioni tendinee. Un dolore atroce e un grande spavento anche per i compagni di Nazionale, che hanno assistito alla scena. E c’è dell’altro. «Quell’esercizio, Daniele, non doveva proprio farlo» è il racconto del general manager dell’Itas, Bruno Da Re. «Non in quel momento, non in quelle condizioni». Lavia era reduce da alcuni infortuni, il suo avvicinamento al Mondiale non era stato dei più facili. «Una din…

Due dita «esplose, maciullate», un’operazione di tre ore per ricostruire la mano destra schiacciata da un peso di 15 kg e un’altra frattura che faticosamente si sta cercando di sanare tra il club di Daniele Lavia, l’Itas Trentino, e la Federvolley. Il 25enne martello cosentino si è infortunato a anulare e mignolo destri mentre era in palestra pesi, in ritiro con la Nazionale, a Verona. L’incidente è avvenuto sabato mattina, intorno alle 9.30. Lavia è caduto da un plinto, la mano è rimasta incastrata sotto un disco di acciaio. Diagnosi: frattura scomposta pluriframmentaria con gravi lesioni tendinee. Un dolore atroce e un grande spavento anche per i compagni di Nazionale, che hanno assistito alla scena. E c’è dell’altro. «Quell’esercizio, Daniele, non doveva proprio farlo» è il racconto del general manager dell’Itas, Bruno Da Re. «Non in quel momento, non in quelle condizioni». Lavia era reduce da alcuni infortuni, il suo avvicinamento al Mondiale non era stato dei più facili. «Una dinamica assurda» prosegue Da Re, «e io mi chiedo: era proprio necessario? Tante domande mi frullano in testa. L’infortunio è di quelli che cambiano la carriera e la stagione di un club. Lavia mancherà almeno fino a fine novembre, il nostro girone di andata in campionato è compromesso. E ora, a fine agosto, un rinforzo sul mercato non lo trovo. Vorrà dire stagione in salita, incassi che mancheranno, un danno economico notevole per un club di volley, che vive di fatto grazie ai biglietti staccati al botteghino».

La richiesta di indennizzo

Così l’Itas sta sollevando un problema di non semplice soluzione: la possibilità di ottenere un indennizzo da parte della Federvolley per l’oggettivo danno derivante dall’infortunio di Lavia. «Vorremmo che questo infortunio stabilisse un precedente» l’analisi di Da Re, «perché i club pagano i giocatori per 10 mesi, ma li hanno in pratica solo per 6. Da maggio a fine settembre ci sono le nazionali. Giusto, giustissimo, noi lavoriamo anche per loro e alleviamo campioni per poterli dare alle loro federazioni. Ma è giusto che queste si facciano carico dei rischi». Un indennizzo simile a quello che esiste nel calcio, dove è la Fifa a sostenere eventuali risarcimenti ai club in caso di infortuni. Una forma di ristoro che esiste da una ventina d’anni. L’allora presidente della Lazio Sergio Cragnotti andò sulle barricate contro la Figc durante il Mondiale 1998 dopo il grave infortunio al legamento crociato di Alessandro Nesta durante il match contro l’Austria: 144 giorni saltati, fino a novembre. Per i giocatori di volley esiste un’assicurazione medica, che li tutela personalmente in caso di infortunio, i club invece possono solo sperare in bene. Lavia è stato comunque operato in una struttura pubblica, l’ospedale Borgo Trento di Verona. I soccorsi sono stati tempestivi.

Le scelte di De Giorgi per il Mondiale

Alto due metri, campione del mondo nel 2022 con l’Italia di Fefè De Giorgi, due scudetti e una Champions League, Lavia è uno dei più forti al mondo nel suo ruolo. A quattro giorni dai fatti lo schiacciatore resta ottimista sul suo recupero: «Lavorerò al massimo per tornare presto». La sua carriera non è in pericolo, ma non saranno mesi semplici. La mano destra è quella forte, quella che serve per martellare i palloni da posto 4. Insostituibile, per l’Itas e per la Nazionale. De Giorgi, ieri intervenuto a un evento a Malpensa, ora dovrà cercare un rimpiazzo per uno dei suoi titolarissimi. Il Mondiale nelle Filippine inizia il 12 settembre. I giocatori che lo sostituiranno non devono dimostrare niente, Bottolo, Porro e Sani sono già parte del gruppo. Il compagno di club e di Nazionale di Lavia, Alessandro Michieletto, ha aggiunto: «L’infortunio di Daniele ci ha portato tanto dispiacere prima di tutto per la persona, ma lui sarà sempre con noi e ci manderà la sua forza».

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