Volley, così Velasco prepara le azzurre ai Mondiali: “Divertitevi, è il vostro sogno da bambine”
di Mattia ChiusanoFoto ricordo per le azzurre dopo aver battuto la Germania a Bangkok
Vigilia di Italia-Germania, ottavo di finale che segna il passaggio delle azzurre dalle serene giornate di Phuket all’elettricità dell’eliminazione diretta di Bangkok. Julio Velasco predica nello spogliatoio e fuori l’importanza della vittoria con qualsiasi punteggio ("Mi basta anche un 32-30 al tie-break"), cercando di sradicare il retro pensiero dell’invincibilità in una squadra imbattuta da 32 partite consecutive. Ma per preparare la trentatreesima, che arriverà con la Germania, Velasco parla alle bambine che sono state un tempo le campionesse olimpiche. Lo racconta così l’ultima arrivata, Stella Nervini, che a Parigi non c’era ma con i suoi ventuno anni sembra nel gruppo da molto tempo: "Sto cercando di divertirmi, quel che ci chiede Velasco. Nello spogliatoio ci ha detto “divertitevi, questo era il sogno di tutte voi da bambine. Quindi queste partite non vanno vissute con troppa preoccupazione, sappiamo di essere forti, dobbiamo solo cercare di essere tranquille”".
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Vigilia di Italia-Germania, ottavo di finale che segna il passaggio delle azzurre dalle serene giornate di Phuket all’elettricità dell’eliminazione diretta di Bangkok. Julio Velasco predica nello spogliatoio e fuori l’importanza della vittoria con qualsiasi punteggio ("Mi basta anche un 32-30 al tie-break"), cercando di sradicare il retro pensiero dell’invincibilità in una squadra imbattuta da 32 partite consecutive. Ma per preparare la trentatreesima, che arriverà con la Germania, Velasco parla alle bambine che sono state un tempo le campionesse olimpiche. Lo racconta così l’ultima arrivata, Stella Nervini, che a Parigi non c’era ma con i suoi ventuno anni sembra nel gruppo da molto tempo: "Sto cercando di divertirmi, quel che ci chiede Velasco. Nello spogliatoio ci ha detto “divertitevi, questo era il sogno di tutte voi da bambine. Quindi queste partite non vanno vissute con troppa preoccupazione, sappiamo di essere forti, dobbiamo solo cercare di essere tranquille”".
Julio Velasco, ct dell'Italia
L’entusiasmo ritrovato di Sylla
Ha funzionato, l’Italia non solo ha smantellato la Germania con un 3-0 (25-22 25-18 25-11) che Velasco "non si aspettava", ma ha anche dato una sensazione di predominio leggero, di azioni talvolta micidiali eseguite per il gusto di fare una certa giocata. Quel che trasmetteva Myriam Sylla nell’ultimo set: i piedi come una molla, le braccia all’indietro per caricare, la mano destra a schiaffeggiare la palla in diagonale, un gesto riuscito tre volte di seguito che esprimeva la vitalità di quando sferrava i primi colpi in provincia di Lecco dopo aver lasciato Palermo. Per non parlare di Paola Egonu, che ha strappato l’Italia dall’equilibrio iniziale della partita, trascinandola con 21 punti, di cui quattro muri e un ace, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Siccome le vittorie si pesano anche a giorni di distanza, il Belgio che ha tolto un set alle azzurre nel girone quasi eliminava la Polonia, che ha dovuto sudare fino al tie-break per trovare l’Italia nei quarti di mercoledì, sempre a Bangkok.
“Una giovane non gioca come una vecchia”
Su questo pentolone di emozioni Julio Velasco cerca di mettere un coperchio, usando un ingrediente speciale per tutte, che siano veterane o debuttanti fa lo stesso. A Stella Nervini, che non doveva essere titolare ma lo è diventata per la scalogna che perseguita Alice Degradi, il ct ha spiegato cosa significa avere ventuno anni in Nazionale: "Tu sei la giovane, devi essere spensierata. Perché se una giovane gioca come una vecchia non ha né l’esperienza né l’intraprendenza. Se sbagli non c’è problema, giochiamoci la palla successiva". Forse non è un caso che la schiacciatrice nata a Milano ma toscana d’origine abbia brillato all’inizio e alla fine della partita, totalizzando 11 punti (e Velasco ha preparato il match spiegandole anche che la sua diagonale stretta per il momento non va).
Il discorso di Velasco a Sylla
Quanto a Myriam Sylla, si può alleviare il senso di colpa anche in un mito del volley italiano che ha trent’anni e mille battaglie. Qualcuna delle sue amate diagonali veniva respinta, e Velasco ha voluto dare un senso a questi apparenti fallimenti: "Guarda che non è sempre colpa tua, dall’altra parte ci sono giocatrici fortissime. Deve gestire meglio alcune palle e il tuo rapporto col muro". Il mondiale si costruisce un pezzo alla volta, e sul pezzo messo ieri da Sylla Velasco non ha dubbi: "Ha fatto una grande partita anche lei".