Federica Lisi: “Mio marito Vigor Bovolenta, i nostri cinque figli e la luce ritrovata dopo il buio”
di Mattia Chiusano“È arrivato il momento in cui siamo pronti a farlo, a tuffarci in questa emozione. I miei figli prima erano tanto piccoli, adesso sono grandicelli e ho visto nei loro occhi l’entusiasmo, gli ho sentito esclamare: “Che bello!”. A quel punto gli ho detto: “Ragazzi, uniamoci e facciamo vedere cos’è una favola con il male che si trasforma in bene”.
Nella sua prima vita Federica Lisi è stata una brava giocatrice di volley, palleggiatrice arrivata fino alla nazionale. Ma nella seconda vita ha incarnato il dolore di una famiglia italiana: i Bovolenta. Privati all’improvviso di Vigor detto “Bovo”, suo marito e padre di Alessandro, Arianna, Angelica, Aurora, Andrea che non era ancora nato. Azzurro della Generazione dei fenomeni, Vigor Bovolenta è stato medaglia d’argento all’Olimpiade di Atlanta ‘96, e con Julio Velasco ha vinto anche due Europei. Qua…
“È arrivato il momento in cui siamo pronti a farlo, a tuffarci in questa emozione. I miei figli prima erano tanto piccoli, adesso sono grandicelli e ho visto nei loro occhi l’entusiasmo, gli ho sentito esclamare: “Che bello!”. A quel punto gli ho detto: “Ragazzi, uniamoci e facciamo vedere cos’è una favola con il male che si trasforma in bene”.
Nella sua prima vita Federica Lisi è stata una brava giocatrice di volley, palleggiatrice arrivata fino alla nazionale. Ma nella seconda vita ha incarnato il dolore di una famiglia italiana: i Bovolenta. Privati all’improvviso di Vigor detto “Bovo”, suo marito e padre di Alessandro, Arianna, Angelica, Aurora, Andrea che non era ancora nato. Azzurro della Generazione dei fenomeni, Vigor Bovolenta è stato medaglia d’argento all’Olimpiade di Atlanta ‘96, e con Julio Velasco ha vinto anche due Europei. Quando crollò a terra mentre giocava a Macerata una partita di Serie B2 tra la sua Forlì e la Lube aveva 37 anni. Coronaropatia aterosclerotica la diagnosi quando ormai non c’era più nulla da fare. Ma da quella tragedia è cresciuta, grazie soprattutto all’impegno di Federica, una famiglia splendida che si racconterà in un docufilm di Stefano Ferrari per la produzione MB Media in uscita nella primavera 2026: le prime riprese nella casa di Ravenna stanno per partire.
Federica Lisi, come vuole vivere coi suoi figli questa esperienza?
“Sono stata chiara, non dobbiamo fare gli attori in un documentario, dobbiamo essere noi stessi. Ci sono persone, non attori: è sempre la mia vita, è sempre la nostra vita”.
Avete costruito un’unione familiare che ha permesso di superare la tragedia: le telecamere non saranno degli intrusi?
“No, l'obiettivo è di far arrivare quello che noi siamo, e di conseguenza ci saranno tante risate, battute, gesti, riunioni nel lettone, parole dette in maniera naturale: come dice il titolo, I Bovolenta, una famiglia straordinariamente normale. Certo, non vogliamo trasmettere solo il bello perché gli ostacoli ci sono stati, eccome, ma voglio spiegare bene che io ho cinque figli, non solo due perché per i media esistono Alessandro che ha vinto l’oro agli Europei under 20, o Arianna che è in nazionale. Eh no, io di medaglie ne ho cinque come i figli”.
Come vorrebbe che uscisse nel docufilm il modo in cui parlate di suo marito Vigor?
“Lui sarà con noi, in ogni caso. Sarà una coperta che non si vede ma si sente. È una cosa nostra, intima, ognuno dei miei figli ha il suo papà, e io non voglio entrare in quella dimensione. Il 24 marzo 2012 Alessandro aveva sei anni e mezzo. Arianna tre, le gemelle uno. Andrea non l'ha nemmeno conosciuto. Sono sicura di una cosa: nei loro occhi si vedrà serenità, non dolore, e quello sarà il modo in cui “Bovo” parlerà attraverso i figli”.
Diceva dei suoi figli trascurati.
“Alessandro è stato il primo, fichissimo, bello, simile al padre. Arianna è stata il coronamento della famiglia: padre, madre, maschio e femmina. Ma ricordo ancora quando nacquero Angelica ed Aurora, io allattavo una e “Bovo” che dava il biberon all’altra mi guardò, si mise a ridere e prima di lasciarci disse: “Finalmente si è realizzato quello che volevamo”.
Quanto è stato duro veder spezzare tutto questo?
“Sono scesa in basso, sotto sotto sotto, dove il buio è più buio del buio. Potevo decidere di sprofondare, o di risalire. Ognuno di noi ha sempre una scelta. Nei giorni successivi alla morte mi sono fermata, mi sono detta “vabbè, vado giù perché non ce la faccio”. Ma poi mi è scattato qualcosa dentro: il rispetto per la luce che tutti noi conserviamo. Ho deciso di ritrovarla per darla principalmente ai miei figli. Qualcosa mi ha detto “tu sei qui perché hai una missione”. Una settimana dopo ho scoperto che dentro di me stava crescendo Andrea, il mio quinto figlio”.
Ha capito cos’è quella luce?
“È l'amore per la vita, è il cuore. Io sono appassionata di cuori, anzi ho due passioni: i cuori e Cenerentola”.
Si rivede in qualcosa nella favola?
“Si fa il c… tutti i giorni poi arriva al castello e trova il Principe Azzurro. La fatica che ci mette, le lacrime nella torre quando si sente perduta, poi c’è il topino: quello rappresenta la famiglia, io non ho solo i genitori miei ma anche quelli di “Bovo”, Luciana e Gino, ci sono gli amici che ti danno una mano, ti dicono “non ti preoccupare”, ti creano il vestito figo e ti spingono ad aprire la porta e uscire. Come Pia Tuccitto, amica di famiglia, unica cantautrice prodotta da Vasco Rossi con il quale ha collaborato quindici anni: sarà lei a firmare la colonna sonora”.
Anche i suoi figli la seguono in questa visione?
“Ogni volta che trovano una Cenerentola me la regalano, l'anno scorso per il compleanno mi hanno regalato la carrozza, la bambola e la caffettiera”.
Si vedrà qualcosa di tutto questo nel film?
“Certo, la fiaba mi rappresenta. Nasce dal dolore, dalla perdita dei genitori, come per me inizia il 25 marzo, quando sono caduta nel baratro il giorno dopo la morte. Ma con l’aiuto di tanti sono riuscita a crescere i miei figli, che sono nati da un amore speciale”.