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Myriam Sylla: “Dedicato alle donne. Battendo il Brasile abbiamo scacciato i fantasmi”

(reuters)

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Intervista alla schiacciatrice azzurra alla vigilia della finale mondiale contro la Turchia
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I fantasmi. Le lacrime. La lezione dei genitori. L’orgoglio di donna italiana. La necessità di dormire con un carico di adrenalina addosso in vista della finale. Nella notte di Bangkok Myriam Sylla cerca di mettere ordine nelle emozioni che molti non provano in una vita intera, dopo aver lasciato il segno in una semifinale col Brasile che resterà anche tra vent’anni.

Myriam Sylla, cosa c’era nelle lacrime che ha versato?

«Gioia, ovviamente. Perché nonostante tutto, nonostante ci stesse andando tutto storto e avessimo perso un po’ delle nostre certezze, la partita è andata nel modo giusto. Quindi, pura gioia».

Sentite di rappresentare qualcosa di importante per l’Italia e le donne italiane?

«Sì, quello che stiamo facendo è un regalo all’Italia, a noi e alle donne in generale. Siamo la prov…

I fantasmi. Le lacrime. La lezione dei genitori. L’orgoglio di donna italiana. La necessità di dormire con un carico di adrenalina addosso in vista della finale. Nella notte di Bangkok Myriam Sylla cerca di mettere ordine nelle emozioni che molti non provano in una vita intera, dopo aver lasciato il segno in una semifinale col Brasile che resterà anche tra vent’anni.

Myriam Sylla, cosa c’era nelle lacrime che ha versato?

«Gioia, ovviamente. Perché nonostante tutto, nonostante ci stesse andando tutto storto e avessimo perso un po’ delle nostre certezze, la partita è andata nel modo giusto. Quindi, pura gioia».

Sentite di rappresentare qualcosa di importante per l’Italia e le donne italiane?

«Sì, quello che stiamo facendo è un regalo all’Italia, a noi e alle donne in generale. Siamo la prova vivente che quattordici donne insieme possono veramente contrastare le sfighe, le situazioni più difficili. La forza di una donna è indescrivibile, spero che la nostra squadra possa essere di ispirazione per tutte, soprattutto le italiane».

Affronta anche i momenti più drammatico col sorriso, come fa?

«Sorrido sempre, nella vita di tutti i giorni, figuriamoci nei momenti più difficili, quando ci giochiamo la semifinale mondiale. È quello che mi hanno insegnato i miei genitori, papà Abdoulaye e mamma Salimata (scomparsa nel 2018, ndr)».

Ha parlato dei “fantasmi”: cosa si prova a batterli?

«È bellissimo. Dimostra che abbiamo coraggio, e lo conserviamo fino alla fine anche quando la situazione non è favorevole. Certo che c’erano i fantasmi, tre anni fa ai Mondiali vinsero loro 3-1 in semifinale, non ce lo siamo mica dimenticate. Avevamo tanto da perdere, e molta paura».

È stata molto più dura di quanto ci si potesse immaginare alla vigilia.

«È stata una battaglia incredibile, non la rivivrei per la mia salute mentale e fisica ma è stata bella. Abbiamo provato tutto e dimostrato cosa vuol dire essere una squadra. Tutte, anche quelle che entravano dalla panchina».

Ha detto che Julio Velasco vi ha insegnato a essere in controllo “senza sprecare troppe energie”: le piace anche vederlo arrabbiato ed eccitato come col Brasile?

«Chi sono io per dire cosa mi piace vedere in Julio? Ma è un essere umano anche lui, ed è normale che abbia delle emozioni, soprattutto per una squadra che conosce molto bene, che ha vissuto dal di dentro, che ha cresciuto e costruito. Ci sono stati tanti momenti in cui lui sapeva che potevamo e dovevamo dare di più, quindi è giusto così. Lui è il nostro allenatore, anche in questi momenti».

Cosa prova poche ore prima della finale mondiale con la Turchia?

«Non ci credo ancora. Non ho la palla di cristallo, ma sicuramente le avversarie non aspettano altro che metterci in difficoltà. Dobbiamo partire non tese come col Brasile, ma a tutto fuoco e allo stesso tempo ragionando con calma».

Dopo i Mondiali giocherà proprio in Turchia, al Galatasaray: la sente un po’ come la partita del destino?

«Non mi sfiora il pensiero che giocherò lì, non è questo che devo guardare. Devo pensare solo alla finale mondiale, e a noi ragazze».

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