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Nel volley vincono anche i diritti: sotto rete la parità di stipendi è realtà

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Gli ingaggi di Egonu e Sylla superiori a quelli dei colleghi uomini. Il gender gap è alto nel calcio e nel basket
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Esiste uno sport in cui uomini e donne hanno gli stessi diritti e, in molti casi, gli stessi stipendi. È il volley, che ha appena regalato alle ragazze allenate da Julio Velasco la vittoria del Mondiale, il quarto trionfo consecutivo dopo i Giochi Olimpici di Parigi 2024 e le due Nations League. Un’oasi felice per lo sport femminile in Italia, dove il gender gap delle altre discipline è stato di fatto azzerato. Paola Egonu, che gioca a Milano, la brasiliana Gabi e la cinese Zhu – protagoniste a Conegliano – incassano stipendi da un milione. Soltanto 500mila euro in meno dell’ingaggio record della Serie A maschile, che Perugia pagava fino all’anno scorso al cubano naturalizzato polacco Wilfredo Leon, passato nel 2024 all’LKPS, la squadra di Lublino.

Esiste uno sport in cui uomini e donne hanno gli stessi diritti e, in molti casi, gli stessi stipendi. È il volley, che ha appena regalato alle ragazze allenate da Julio Velasco la vittoria del Mondiale, il quarto trionfo consecutivo dopo i Giochi Olimpici di Parigi 2024 e le due Nations League. Un’oasi felice per lo sport femminile in Italia, dove il gender gap delle altre discipline è stato di fatto azzerato. Paola Egonu, che gioca a Milano, la brasiliana Gabi e la cinese Zhu – protagoniste a Conegliano – incassano stipendi da un milione. Soltanto 500mila euro in meno dell’ingaggio record della Serie A maschile, che Perugia pagava fino all’anno scorso al cubano naturalizzato polacco Wilfredo Leon, passato nel 2024 all’LKPS, la squadra di Lublino.

Le origini

Nel 2007 il volley femminile infranse per la prima volta la barriera psicologica del milione di euro di stipendio, garantito a Taismary Aguero, fenomenale pallavolista nata a Cuba per poi diventare italiana, al momento del trasferimento dall’Asystel Novara alla Türk Telekom Istanbul. La Turchia – dove si gioca il campionato economicamente più ricco – sta svolgendo un ruolo fondamentale nello sviluppo economico della pallavolo delle donne: nella stagione ormai alle porte Myriam Sylla e Alessia Orro, fresche campionesse del mondo, giocheranno a Istanbul, rispettivamente nel Galatasaray e nel Fenerbahçe, con stipendi vicini ai 600mila euro all’anno. Cifre che pochi uomini raggiungono. In Italia lo stipendio medio di un pallavolista, titolare e di ottimo livello, è sui 250mila euro: il capitano della Nazionale, Simone Giannelli, porta a casa 450mila euro con il suo contratto con Perugia. Sylla, come sempre, non ha usato giri di parole per commentare il suo addio alla Serie A1: «La gente dice che ho scelto Istanbul per soldi. Se anche fosse, che male ci sarebbe? Forse mi sarei dovuta svegliare prima e diventare una “mercenaria”, come qualcuno mi chiama ora».

Le differenze con calcio e basket

Quasi sparito nel volley, il gender gap è enorme nel calcio, dove la media degli stipendi nel femminile è di 50mila euro contro il milione del maschile. La stessa disparità del basket: nel 2022 la stella WNBA Diana Taurasi (280miladollari), guadagnava meno della mascotte dei Denver Nuggets del maschile (650mila dollari). Nella pallavolo la forbice si restringe grazie all’impennata degli stipendi delle donne: uno studio di Ifis Banca ha mostrato che una pallavolista della massima serie guadagna cinque volte di più di una calciatrice di Serie A. I successi della Nazionale spingono tutto il movimento nel nostro Paese e il ricambio generazionale permette di ammortizzare la partenza di stelle come Orro e Sylla: mentre altrove si investe in atlete straniere, l’Italia vince titoli europei e mondiali giovanili in serie, creando le campionesse di domani. Le prospettive sono luminose e danno la possibilità al commissario tecnico Velasco di annunciare l’ingresso di cinque nuove atlete nel giro azzurro, proprio come avvenuto dopo l’oro olimpico di Parigi. La pallavolo resta un esempio per programmazione, risultati, parità di trattamento tra i generi. E anche di inclusione: Mariam Metwally, schiacciatrice egiziana che la Eurotek Laica Busto Arsizio ha prelevato dal Al Ahly, club del Cairo, sarà la prima giocatrice con il velo a militare in Serie A1: la prossima frontiera dei diritti sottorete.

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