Mondiali di volley: il mago fragile, il russo, il successore di Velasco, perché l’Argentina fa paura
di Mattia ChiusanoAlle Olimpiadi di Parigi si erano lasciati con gli occhi rossi, commossi per l’eliminazione al primo turno e l’addio non solo ad alcuni campioni, ma anche a una squadra mitica per lo sport argentino. “Sfortunatamente, lasciamo l’asticella molto alta per i giovani che verranno: chiediamo scusa” disse tra le lacrime Facundo Conte, emblema del volley in quattro edizioni dei Giochi, protagonista del bronzo a Tokyo trentatré anni dopo l’ultima medaglia olimpica. Un anno dopo, l’Argentina “giovane” è agli ottavi dei Mondiali, è diventata lo spauracchio dell’Italia negli ottavi che si giocano a Manila domenica alle 9,30. E allo scontro diretto con Giannelli & C. arriva dopo aver eliminato proprio il team medaglia d’oro a Parigi: la Francia che, lei sì, è arrivata alla fine di un ciclo con campioni che non giocheranno più in nazionale dopo il tie-break che ha gelato la rimonta di due set dei Bleus.
Alle Olimpiadi di Parigi si erano lasciati con gli occhi rossi, commossi per l’eliminazione al primo turno e l’addio non solo ad alcuni campioni, ma anche a una squadra mitica per lo sport argentino. “Sfortunatamente, lasciamo l’asticella molto alta per i giovani che verranno: chiediamo scusa” disse tra le lacrime Facundo Conte, emblema del volley in quattro edizioni dei Giochi, protagonista del bronzo a Tokyo trentatré anni dopo l’ultima medaglia olimpica. Un anno dopo, l’Argentina “giovane” è agli ottavi dei Mondiali, è diventata lo spauracchio dell’Italia negli ottavi che si giocano a Manila domenica alle 9,30. E allo scontro diretto con Giannelli & C. arriva dopo aver eliminato proprio il team medaglia d’oro a Parigi: la Francia che, lei sì, è arrivata alla fine di un ciclo con campioni che non giocheranno più in nazionale dopo il tie-break che ha gelato la rimonta di due set dei Bleus.
La fine del ciclo di Zaytsev e Juantorena
Ma chi sono gli argentini che arrivano a testa alta al confronto coi campioni del mondo in carica? Innanzitutto sono una maglia che vive negli incubi recenti del volley azzurro. L’Albiceleste che eliminò gli azzurri nei quarti proprio a Tokyo 2020, chiudendo un altro ciclo: quello di Ivan Zaytsev e Osmany Juantorena, ma anche di Massimo Colaci, Matteo Piano, Jiri Kovar, Luca Vettori. Da quella sconfitta è nata l’Italia di Fefé De Giorgi, campione del mondo un anno dopo. L’Argentina non ha operato un taglio così drastico dopo le tre sconfitte su tre a Parigi. La Federación de Vóleibol ha deciso per la continuità, confermando Marcelo Mendez dopo sei anni in panchina. Ha pesato più la sua impresa storica, il bronzo di Tokyo, che la delusione, e certo Mendez non teme nemmeno l’ombra dei più grandi: il suo predecessore si chiamava Julio Velasco.
De Cecco, i colpi magici e la storia con Orro
A disposizione del nuovo ct non ci sono solo giovani, ma anche una leggenda che ha deciso di proseguire almeno fino al Mondiale filippino: Luciano De Cecco, palleggiatore con quasi vent’anni di esperienza nella Superlega, a partire dalla Gabeca Montichiari di Velasco (2007). Origine italiane ereditate dagli avi partiti da Pozzuolo nel Friuli, De Cecco ha colpi che si potrebbero temerariamente accostare a un Maradona della pallavolo: contro la Francia ha alzato un pallone con una sola mano, innescando la schiacciata del compagno con un movimento di pura poesia. La sua lunga stagione italiana si è conclusa con una risoluzione consensuale del contratto con Modena. Nell’ultima stagione il club emiliano aveva dovuto ingaggiare il connazionale Nicolas Uriarte in seguito ad alcuni episodi di coliche renali del 37enne campione di Santa Fé. Fragile in certi momenti, quanto letale con le sue magie, De Cecco raccontò in passato la sua depressione: “Ho giocato le partite come se nulla fosse, ma poi tornavo a casa e passavo tutto il tempo sdraiato sul letto, con le luci spente, a guardare film. Nessuno conosce l’inferno che ognuno di noi vive dentro sé e che cosa facciamo fuori dal taraflex per arrivare a quel momento in cui la gente, guardandoti in tv, esclama: ‘Uh, guarda cosa ha fatto Luciano'”. In passato è stato sposato alla tennista Paula Ormaechea, è stato legato all’azzurra Francesca Ferretti, ha frequentato per un breve periodo Alessia Orro e ora è fidanzato con l’influencer Gaia Cormio, ex di Mattia Bottolo che troverà in campo domenica.
Kukartsev e Loser giocano in Italia
A De Cecco il compito di armare il braccio del “russo”. L’opposto Pablo Sergio Kukartsev è nato a Buenos Aires ma è figlio degli ex pallavolisti Sergej Kukarcev e Mila Koukartseva, che passarono al Boca Juniors e Racing Club de Avellaneda dopo la caduta del Muro. Il figlio, dopo anni in Spagna, Russia, Francia e Belgio, si è ora guadagnato il posto alla Lube Civitanova dove giocherà il prossimo campionato. Quel che ha già fatto da tempo Agustin Loser, 28 anni, centrale della Sir Perugia e reduce del bronzo di Tokyo conquistando l’ultimo punto al tie-break col Brasile: arginare il suo muro sarà un problema. E qualcosa bisognerà inventare contro la grande sorpresa della vittoria sulla Francia: Luciano Vicentin, 25 anni, nato a Paraná ma di chiare origini italiane, un passato nel calcio prima di scegliere il vóleibol a 16 anni. Fatali ai campioni olimpici sono stati i suoi 22 punti in un torneo in cui lo schiacciatore vanta il 50 % di efficienza in attacco. Finora Vicentin non è mai stato ingaggiato da una squadra italiana: si spera che si meriti un contratto per il rendimento nella partita contro l’Italia.