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Anzani: “Ho rischiato di smettere, poi ho vissuto un sogno”

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Il vice capitano della nazionale maschile di volley racconta le emozioni del mondiale vinto a Manila
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Quando Simone Anzani esce dal Quirinale la folla scandisce “Su le mani dai divani/Su le mani per Anzani”, il tormentone inventato da Andrea Lucchetta che ha accompagnato la carriera del centrale. Convocato per la prima volta nel 2012, Anzani in tredici anni di Nazionale non ha solo vinto due Mondiali e un Europeo, ma anche perso un’Olimpiade per problemi cardiaci che l’hanno fermato prima di Parigi, permettendogli di riavere l’idoneità solo nel settembre 2024.

Simone Anzani, prima ha vinto l’oro a Manila mettendo a terra l’ultimo punto, poi ha detto addio all’azzurro: come sta vivendo questo momento?

«Mi rendo conto che quando sei giovane e inizi il percorso con la Nazionale, una cosa del genere la puoi solo sognare. Ripetersi per la seconda volta è stato ancora più emozionante, e incredibile dopo tutto quello che ho passato».

È il simbolo di chi non si arrende sotto rete, e da vicecapitano ha rappresentato la squadra di fronte al presidente Mattarella.

«Questo gruppo è speciale per l…

Quando Simone Anzani esce dal Quirinale la folla scandisce “Su le mani dai divani/Su le mani per Anzani”, il tormentone inventato da Andrea Lucchetta che ha accompagnato la carriera del centrale. Convocato per la prima volta nel 2012, Anzani in tredici anni di Nazionale non ha solo vinto due Mondiali e un Europeo, ma anche perso un’Olimpiade per problemi cardiaci che l’hanno fermato prima di Parigi, permettendogli di riavere l’idoneità solo nel settembre 2024.

Simone Anzani, prima ha vinto l’oro a Manila mettendo a terra l’ultimo punto, poi ha detto addio all’azzurro: come sta vivendo questo momento?

«Mi rendo conto che quando sei giovane e inizi il percorso con la Nazionale, una cosa del genere la puoi solo sognare. Ripetersi per la seconda volta è stato ancora più emozionante, e incredibile dopo tutto quello che ho passato».

È il simbolo di chi non si arrende sotto rete, e da vicecapitano ha rappresentato la squadra di fronte al presidente Mattarella.

«Questo gruppo è speciale per le sue vittorie ma anche per i suoi valori. Quando succede qualcosa di brutto a un compagno siamo una famiglia, l’abbiamo dimostrato anche con Daniele Lavia (gravemente infortunato a una mano prima di partire per il Mondiale, ndr). Siamo uniti, siamo tutt’uno: ringrazio chi mi è stato vicino e mi ha aiutato nel mio momento di difficoltà».

Che messaggio pensate di aver mandato con questi due ori mondiali? Ci saranno più ragazzine e ragazzini in palestra?

«Spero che le due squadre siano riuscite a trasmettere valori come la resilienza, il non mollare mai, l’orgoglio. Spero che i giovani non guardino solo l’aspetto tecnico ma diano importanza anche a questo». — m.ch.

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