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Julio Velasco: “Gli altri ci copieranno, per vincere dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo”

Julio Velasco durante il discorso al Quirinale (foto Ferdinando Mezzelani CONI) 

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L’allenatore della nazionale femminile oro olimpico e mondiale dopo l’invito al Quirinale: “Il presidente Mattarella conosce dettagli incredibili. Le azzurre rappresentano la diversità della società italiana: sono l'élite, ma vanno onorati tutti i giovani che danno il massimo anche senza arrivare in nazionale”
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“Il presidente sapeva dei dettagli incredibili. È l'orgoglio di tutti gli italiani, secondo me è uno dei presidenti più amati della storia d'Italia”. Vincere, per Julio Velasco, vivere una festa del volley come quella al Quirinale per i due titoli mondiali, significa anche poter incontrare Sergio Mattarella. Il presidente esperto, appassionato di pallavolo, “la nostra prima spinta motivazionale” come l’ha definito Fefé De Giorgi, il “nostro orgoglio” come lo definisce l’allenatore che ha fatto ordine nella nazionale femminile, ha dato indicazioni chiare trovando la fiducia delle giocatrici, ottenendo in cambio un oro olimpico, uno mondiale e due Vnl. Nell’invito al Quirinale c’è questo e molto altro.

Julio Velasco, le vittorie del volley hanno dato sollievo e gioia in un…

“Il presidente sapeva dei dettagli incredibili. È l'orgoglio di tutti gli italiani, secondo me è uno dei presidenti più amati della storia d'Italia”. Vincere, per Julio Velasco, vivere una festa del volley come quella al Quirinale per i due titoli mondiali, significa anche poter incontrare Sergio Mattarella. Il presidente esperto, appassionato di pallavolo, “la nostra prima spinta motivazionale” come l’ha definito Fefé De Giorgi, il “nostro orgoglio” come lo definisce l’allenatore che ha fatto ordine nella nazionale femminile, ha dato indicazioni chiare trovando la fiducia delle giocatrici, ottenendo in cambio un oro olimpico, uno mondiale e due Vnl. Nell’invito al Quirinale c’è questo e molto altro.

Julio Velasco, le vittorie del volley hanno dato sollievo e gioia in un momento di grandi tensioni?
“Non diamoci un ruolo troppo importante. Però io la mattina leggo i giornali sportivi, ascolto la radio, e devo dire che le notizie sportive sono un sollievo: leggerezza quando il resto è veramente pesante. Secondo me lo sport, come la musica, l'arte, è sollievo a prescindere dalle vittorie. Una discussione di calcio tra un milanista, un interista, uno juventino è tutt’altra cosa rispetto a una discussione ideologica. Lo sport è divertimento, e deve essere così”.

Quando ha capito che l'Italia di De Giorgi vi avrebbe imitato vincendo il Mondiale?
“Quando ha battuto la Polonia. Sono stato sicuro che avrebbero vinto perché quella era la partita chiave. La Polonia era fortissima e loro l’hanno battuto nettamente: queste vittorie sono una benzina impressionante, dopo non ti ferma più nessuno”.

C'è stato un effetto trascinamento per gli azzurri dopo aver visto come hanno vinto le sue ragazze?
“Non lo so. Non montiamoci la testa, voliamo bassi. Se continui a volare alla stessa altezza ti abbattono. Dobbiamo pensare a inventarci qualcosa, gli altri ci copiano come noi abbiamo copiato quelli che vincevano prima di noi. Io ho vissuto copiando, tutti fanno così: ci serve qualcosa di nuovo, vediamo se ne siamo capaci”.

Al Quirinale ha molto colpito il suo discorso sulla “diversità della squadra femminile.
“Credo che questa nazionale rappresenti la diversità della società italiana, europea e mondiale di oggi. Noi abbiamo ragazze di diverse province, regioni, culture, famiglie che vengono da Nigeria, Costa d'Avorio, Germania, Russia e Argentina. Io sono arrivato nell'83, mi sono innamorato di questo Paese e ho la cittadinanza italiana, ma anche il mio assistente Juan Manuel Cichello aveva un bisnonno della Calabria. La società di oggi ha origini molto diverse, come la storia della società italiana: quando sono stato a Bari ho letto che San Nicola di Bari era turco. Questa squadra rappresenta l’unità della diversità: difendere la cultura democratica significa difendere la capacità di convivere con gente che la pensa in maniera diversa, non solo con chi la pensa allo stesso modo”.

Il presidente Mattarella ha citato un suo discorso all’inaugurazione dell’anno scolastico a Napoli: cosa aveva detto?
Ho parlato del giudizio spesso negativo nei confronti dei giovani: “non parlano tra loro”, “hanno sempre il telefonino”. Ma che ne sanno gli adulti? Abbiamo sempre i libri sottomano noi? Non ci sono solo questi giovani campioni del mondo, ma anche quelli che studiano, si laureano, lavorano d'estate, partecipano ai concorsi dei cantanti. C’è una quantità di giovani che fa delle cose straordinarie. Noi stiamo a giudicarli, dire che eravamo meglio noi è la cosa peggiore che si possa fare”.

Le sue ragazze cosa hanno di speciale?
Sono l'élite sportiva, le migliori. Altre non sono magari così brave, le caratteristiche tecniche o fisiche non gli permettono di vincere, però loro danno il massimo. Ci sono migliaia di giovani che fanno sport, poi ci sono i più bravi, come c’è il premio Nobel della medicina insieme ad altri medici bravissimi. Tutti i giovani che danno il massimo vanno onorati, anche se magari il loro massimo non basta per una nazionale”.

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