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Sylla: “Sapremo rialzarci come Brignone e Battocletti, le donne possono tutto”

Myriam Fatime Sylla, 31 anni, schiacciatrice, oro olimpico a Parigi

 

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A Goteborg venerdì via agli Europei di volley, parla la schiacciatrice: “Il libro della giungla donato da Velasco mi distrarrà. La sconfitta contro il Brasile ci è servita, se inciampi poi impari. Julio non deve motivarci ad avere fame. Saremo la sorpresa del torneo”
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Niente treccine, le unghie blu forse arriveranno. "Per evitare dubbi, ho tagliato tutto. Cortissimo, così siamo serene. Non ci sono preoccupazioni, siamo fresche e leggere". Quando parla con noi, Myriam Sylla sta per cenare nella Goteborg dove domani con la Croazia comincia l’Europeo dell’Italia. Simbolo dello sport italiano, nata a Palermo da genitori ivoriani, trasferita a cinque anni a Olginate, in provincia di Lecco. Miglior schiacciatrice dell’Olimpiade di Parigi, fonte inesauribile di energia e martellate nel ciclo vincente di Julio Velasco che agli Europei cerca, dopo Giochi e Mondiali, l’unico successo che manca oltre al pass per Los Angeles 2028.

Sylla, lei parla di leggerezza, vi ha alleggerito la fine della striscia di 39 vittorie consecutive e di quell’alone di invincibilità che vi accompagnava da anni?

"L’alone non ce lo siamo date noi, il nostro coach ce lo ripete in continuazione e noi entriamo in campo umilissime. Non credo ci sia mai stata una volta in cui abbiam…

Niente treccine, le unghie blu forse arriveranno. "Per evitare dubbi, ho tagliato tutto. Cortissimo, così siamo serene. Non ci sono preoccupazioni, siamo fresche e leggere". Quando parla con noi, Myriam Sylla sta per cenare nella Goteborg dove domani con la Croazia comincia l’Europeo dell’Italia. Simbolo dello sport italiano, nata a Palermo da genitori ivoriani, trasferita a cinque anni a Olginate, in provincia di Lecco. Miglior schiacciatrice dell’Olimpiade di Parigi, fonte inesauribile di energia e martellate nel ciclo vincente di Julio Velasco che agli Europei cerca, dopo Giochi e Mondiali, l’unico successo che manca oltre al pass per Los Angeles 2028.

Sylla, lei parla di leggerezza, vi ha alleggerito la fine della striscia di 39 vittorie consecutive e di quell’alone di invincibilità che vi accompagnava da anni?

"L’alone non ce lo siamo date noi, il nostro coach ce lo ripete in continuazione e noi entriamo in campo umilissime. Non credo ci sia mai stata una volta in cui abbiamo pensato “Eh, noi abbiamo vinto questo”. No, noi giochiamo perché vogliamo divertirci, perché questo è il nostro momento, pensare a quel che è stato è inutile, ha ragione Julio quando parla di “qui e ora”. Abbiamo perso col Brasile, ma quando inciampi è la volta buona che impari qualcosa. Siamo un gruppo nuovo, che forse doveva inciampare come i bambini prima di imparare a camminare bene. Gattonare, inciampare, rialzarsi: questo è stato il nostro percorso. Giusto così, succede, non se ne fa un dramma e anzi si torna con più voglia e grinta di prima".

Ha già cominciato a leggere i libri che le ha regalato Velasco, L’amica geniale e Il libro della giungla?

"Ero tanto curiosa. L’amica geniale lo avevo già a casa e sto aspettando, ho iniziato a leggere la prima parte del Libro della giungla, ma non mi piace lasciare le cose a metà, voglio finire prima un altro libro che avevo iniziato. Nei momenti caldi dell’Europeo mi immergerò nei libri di Julio, ma ho già capito che la fantasia, gli animali parlanti, la giungla mi aiuteranno a distrarmi".

Come fa Velasco a farvi venire la fame per l’Europeo dopo aver vinto Olimpiadi e Mondiali?

"Julio non ci deve dire molto. Come atleta sono stata appagata il giorno della vittoria, però quella sensazione non dura nel tempo. È un attimo: quindi la motivazione è andare alla ricerca di quella sensazione. Se non avessi più questa spinta, sarebbe meglio attaccare le scarpe al chiodo. La fame mi fa svegliare la mattina con la voglia di migliorare: è innata, perché non siamo mai arrivati. Ma se sei appagata, vuol dire che hai finito il tuo lavoro".

Sono passati dieci anni dalla sua prima Olimpiade: come si cambia, Myriam Sylla?

"Se non fossi cambiata ci sarebbe qualche problema no? A 31 anni un torneo lo affronti in maniera differente, sai che le cose importanti sono altre, capisci che non si può avere tutto subito. Come atleta mi sento cresciuta e quindi vorrei vedere cosa verrà fuori da questo periodo".

Chi sarà la sorpresa degli Europei?

"Noi".

Voi campionesse olimpiche e mondiali una sorpresa?

"Come no. L’ultimo Europeo chi l’ha vinto? La Turchia. Quindi potremmo essere noi la sorpresa".

Diventerete più forti con la mossa a sorpresa di Velasco, che vuole insieme in campo e non in alternanza Antropova ed Egonu?

"Qualsiasi ruolo ricopra Kate, l’Italia può diventare più forte di prima. Le risorse ci sono, le giocatrici pure. E a me piace sperimentare, perché vuol dire che abbiamo margine".

Cosa l’ha colpita negli Europei di nuoto e atletica?

"Donne che dimostrano che niente è impossibile. Larissa Iapichino, che si fece male prima delle Olimpiadi di Tokyo. Nadia Battocletti, tre volte ho rivisto il suo video. Sara Curtis, che si trasferisce in America, va a letto dopo aver battuto il record del mondo, si sveglia il giorno dopo e lo rifà. E ancora prima, Federica Brignone e Sofia Goggia, sul podio dopo essere cadute in maniera rovinosa. Forse ci sono stati dei dubbi in passato, ma adesso credo che si siano aperti gli occhi, si è capito che le donne possono tutto. Però non ho niente contro i maschi, per carità di Dio".

C’è un valore che lega tutte le donne che ha citato?

"La speranza. Loro hanno avuto speranza. Hanno creduto in se stesse, nel sudore, lavoro, sacrificio, nelle cadute e negli infortuni che le hanno condotte fin qui. Hanno creduto che tutto questo faceva parte del processo. Ho incontrato tante donne favolose, ma nessuna come mia madre Salimata (scomparsa nel 2018, ndr): per me resterà unica e inimitabile".

Lei ha rappresentato con largo anticipo un’Italia multiculturale, l’ha emozionata vedere vincere Sara Curtis o Nadia Battocletti, che hanno madri africane?

"Per niente, da questo punto di vista. Non faccio una selezione in base al luogo di nascita, sarebbe contro i miei principi. Non colgo differenze, magari lo fa chi è più grande di me. Sono orgogliosa perché loro hanno vinto una medaglia per la mia stessa bandiera. Non ho fatto niente di speciale con largo anticipo perché sono semplicemente nata qua. Che si voglia o no, quella è la direzione che sta prendendo il mondo intero, non solo l’Italia".

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